“Starmer affamatore”, la rivolta degli agricoltori e allevatori arriva anche in Inghilterra
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Dopo i riots razzisti e violenti della scorsa estate, questa di oggi è la prima grande protesta pacifica contro Sir Keir Starmer. O forse l’inizio di un inverno del malcontento, per dirla alla Shakespeare, come nel Riccardo III e come vennero ribattezzati gli scioperi della fine degli anni Settanta che misero il Paese in ginocchio?
Di certo, come scrive l’Economist, toccare gli agricoltori e il cibo può essere politicamente molto pericoloso. Tanto che almeno 10mila contadini, allevatori e trattori (secondo gli organizzatori il triplo) si sono riversati da tutto il Paese a Londra e davanti a Downing Street, per protestare contro l’introduzione della nuova tassa di successione sulle fattorie. Una reazione che, seppur sinora relativamente tranquilla, ricorda quelle recenti in Francia e anche in Italia.
“Starmer vuole uccidere la nostra professione”, “vogliamo solo sfamarvi”, “ho sempre voluto fare il contadino, or…
LONDRA - Dopo i riots razzisti e violenti della scorsa estate, questa di oggi è la prima grande protesta pacifica contro Sir Keir Starmer. O forse l’inizio di un inverno del malcontento, per dirla alla Shakespeare, come nel Riccardo III e come vennero ribattezzati gli scioperi della fine degli anni Settanta che misero il Paese in ginocchio?
Di certo, come scrive l’Economist, toccare gli agricoltori e il cibo può essere politicamente molto pericoloso. Tanto che almeno 10mila contadini, allevatori e trattori (secondo gli organizzatori il triplo) si sono riversati da tutto il Paese a Londra e davanti a Downing Street, per protestare contro l’introduzione della nuova tassa di successione sulle fattorie. Una reazione che, seppur sinora relativamente tranquilla, ricorda quelle recenti in Francia e anche in Italia.
“Starmer vuole uccidere la nostra professione”, “vogliamo solo sfamarvi”, “ho sempre voluto fare il contadino, ora non potrò più”, “Keir Starver” (cognome storpiato in “affamatore”) si legge su decine di cartelli, mentre sfilano a Westminster anche centinaia di bambini. Tutti urlano slogan contro il governo laburista. Il pomo della discordia è la decisione di Starmer e della ministra delle Finanze Rachel Reeves, nell’ambito della mostruosa legge di bilancio del 30 ottobre che ha aumentato le tasse per 50 miliardi di sterline, di applicare una tassa di successione del 20% sulle fattorie del valore di almeno un milione di sterline (circa 1,2 milioni di euro). Sinora erano esentate, ma il 20% è un compromesso rispetto la valore abituale del 40%.
Tuttavia, i contadini non ci stanno. Secondo loro, così verranno colpiti addirittura 70mila agricoltori o allevatori e “molti di loro dovranno chiudere l’attività”. Perché quando la fattoria passa in eredità, si dovrà pagare il 20% del suo valore allo Stato per mantenerla. Un valore che comprende anche quello degli animali. Nel caso di un milione di euro, ci saranno dunque 200mila sterline di imposta, che moltissimi contadini lamentano di non avere. Il governo Starmer e il ministro dell’Ambiente e delle politiche agricole Steve Reed ribattono: “Comprendiamo le preoccupazioni del settore, ma questa è disinformazione. Saranno solo 500 gli agricoltori e allevatori che dovranno pagare, ossia quelli più ricchi”.
Chi ha ragione? Tutti e due. La cifra di 70mila contadini colpiti dalla nuova tassa di successione è stata calcolata dall'associazione “Country Land and Business”, perché, come riporta lo stesso ministero dell’Agricoltura britannico sul suo sito, le fattorie dal valore superiore a un milione di sterline sono tra il 30 e il 35% del totale di 209mila nel Regno Unito. Dunque, proprio tra 62.700 e 73.150: la stima è corretta.
Ma è anche vero, come sostiene l’esecutivo, che solo una piccolissima parte di essa passerà agli eredi nei prossimi 12 mesi. Nell’anno fiscale 2021-2022, per esempio, la tassa di successione è stata applicata su 345 fattorie del valore tra 1 e 2,5 milioni di sterline, su 80 classificate tra 2,5 e 5 milioni di sterline e su 37 da oltre 5 milioni. Totale: 462, dunque in linea con la stima di 500, da parte del governo, per il prossimo anno fiscale.
In ogni caso, è un grosso problema per Starmer. La protesta è stata appoggiata da ex primi ministri come Boris Johnson e Liz Truss, da personalità televisive come Jeremy Clarkson che ha usato parole durissime contro il leader laburista e da un agitatore seriale come Nigel Farage. Ma soprattutto, potrebbe essere l’inizio di un movimento ancora più ampio contro il primo ministro e il suo governo. Stamani hanno sbottato anche le grandi catene di distribuzione del Paese per l’aumento della tassa “National Insurance” (quella che gli imprenditori pagano per pensioni e sanità), minacciando di chiudere sedi e bruciare centinaia di posti di lavoro. Stamattina a Londra è nevicato pure. Non ci poteva essere peggiore presagio per un nuovo inverno del malcontento.