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Gli Storm Shadow britannici contro il comando sotterraneo russo

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I missili hanno provocato esplosioni nel sottosuolo di un parco: forse si tratta del quartiere generale che guida l’offensiva a Kursk
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L’esordio dei missili Storm Shadow britannici in territorio russo sta alimentando una serie di interrogativi: gli ordigni si sono infilati nel parco di una residenza storica, esplodendo nel sottosuolo di un boschetto. L’ipotesi è che si trattasse del comando sotterraneo da cui i generali di Mosca dirigono tutte le operazioni nella regione di Kursk: un colpo che quindi potrebbe avere decapitato la regia dell’offensiva in cui sono coinvolti anche i reparti nordcoreani.

In effetti la località colpita è suggestiva: il palazzo settecentesco costruito dal principe Baratynskys, un edificio con colonne, statue e gradinate affacciato sul lago e trasformato nel “Sanatorio Marino” ai tempi dell’Urss. Il monumento ora fa parte del patrimonio della presidenza russa e prima dell’estate era aperto alle visite come museo.

Sui social è stato diffuso il video girato da un drone. Mostra lo scoppio dei missili e una serie di esplosioni secondarie che emergono dal terreno. Ci sono poi colonne di fumo…

L’esordio dei missili Storm Shadow britannici in territorio russo sta alimentando una serie di interrogativi: gli ordigni si sono infilati nel parco di una residenza storica, esplodendo nel sottosuolo di un boschetto. L’ipotesi è che si trattasse del comando sotterraneo da cui i generali di Mosca dirigono tutte le operazioni nella regione di Kursk: un colpo che quindi potrebbe avere decapitato la regia dell’offensiva in cui sono coinvolti anche i reparti nordcoreani.

In effetti la località colpita è suggestiva: il palazzo settecentesco costruito dal principe Baratynskys, un edificio con colonne, statue e gradinate affacciato sul lago e trasformato nel “Sanatorio Marino” ai tempi dell’Urss. Il monumento ora fa parte del patrimonio della presidenza russa e prima dell’estate era aperto alle visite come museo.

Sui social è stato diffuso il video girato da un drone. Mostra lo scoppio dei missili e una serie di esplosioni secondarie che emergono dal terreno. Ci sono poi colonne di fumo che spuntano da punti diversi dell’area: gli indizi della distruzione di un bunker realizzato alcuni metri sottoterra.

Alcuni analisti reputano che si trattasse di un’infrastruttura sovietica, destinata a ospitare un centro di trasmissioni: una postazione segreta, che non risulta né tra quelle individuate in passato dall’intelligence occidentale, né tra quelle rese pubbliche nella fase turbolenta di dissoluzione dell’Urss.

Il filmato evidenzia come l’area sia stata colpita da almeno tre missili. Le notizie trapelate dall’Ucraina parlano di dodici ordigni impiegati nel raid, scattato nelle prime ore del pomeriggio: un numero che sembra elevato alla luce del numero ridotto di armi disponibili, ma non si può escludere che siano stati colpiti anche altri bersagli. Ci sono state indiscrezioni su un bombardamento

contro “concentrazioni di truppe” che potrebbe avere bersagliato gli accampamenti dei fanti nordcoreani.

Lo Storm Shadow è stato progettato per penetrare nel terreno e attraversare muri di cemento prima di far detonare la testata con oltre quattrocento chili di tritolo e già lo scorso anno i militari di Kiev lo hanno utilizzato per distruggere i comandi di Mosca, ad esempio quello della flotta del Mar Nero a Sebastopoli. Contrariamente agli Atacms statunitensi – scagliati ieri contro un deposito di munizioni nella regione di Bryansk, sempre in territorio russo – i missili prodotti dal consorzio europeo Mbda hanno un sistema di guida che non dipende dal gps ed è più resistente alle contromisure elettroniche.

Nelle immagini dei droni e nei recenti scatti dei satelliti non si notano veicoli militari intorno al palazzo Baratynskys: ma poiché dallo scorso agosto la zona viene sorvegliata dai droni ucraini probabilmente sono state adottate precauzioni per non tradire la posizione del comando.

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