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Commissione Ue, arriva l’accordo sulle nomine: ok ai vice Fitto e Ribera

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Nonostante le condizioni poste dal Ppe, raggiunta l’intesa politica tra destra, centro e socialdemocratici sui componenti del nuovo esecutivo di Ursula von der Leyen
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BRUXELLES – Dopo l’intoppo nella trattativa per le nomine dei Commissari europei, quando l’accordo sembrava già siglato, passa in tarda serata l’ok del Parlamento europeo per la carica di vicepresidente esecutivo a Raffaele Fitto e alla spagnola Teresa Ribera. Il Ppe aveva chiesto di aggiungere nella lettera che accompagna la nomina di Ribera che la ministra uscente spagnola dovrà dimettersi in caso sia coinvolta in un'inchiesta giudiziaria per le alluvioni di Valencia. Lo scontro aveva innescato la sospensione dei lavori nella commissione Affari Regionali chiamata a votare Raffaele Fitto.

La nuova Commissione Ue di Ursula von der Leyen nascerà formalmente il prossimo 1 dicembre dopo aver ricevuto la “fiducia” dell’Eurocamera mercoledì 27 novembre.

L’intesa era stata siglata nel tardo pomeriggio dai gruppi Ppe, S&D (socialisti) e Renew (liberali) ricostituendo la tradizionale maggioranza comunitaria. I popolari avevano ottenuto il disco verde per Fitto, che pur essendo dell’Ecr è …

BRUXELLES – Dopo l’intoppo nella trattativa per le nomine dei Commissari europei, quando l’accordo sembrava già siglato, passa in tarda serata l’ok del Parlamento europeo per la carica di vicepresidente esecutivo a Raffaele Fitto e alla spagnola Teresa Ribera. Il Ppe aveva chiesto di aggiungere nella lettera che accompagna la nomina di Ribera che la ministra uscente spagnola dovrà dimettersi in caso sia coinvolta in un'inchiesta giudiziaria per le alluvioni di Valencia. Lo scontro aveva innescato la sospensione dei lavori nella commissione Affari Regionali chiamata a votare Raffaele Fitto.

La nuova Commissione Ue di Ursula von der Leyen nascerà formalmente il prossimo 1 dicembre dopo aver ricevuto la “fiducia” dell’Eurocamera mercoledì 27 novembre.

L’intesa era stata siglata nel tardo pomeriggio dai gruppi Ppe, S&D (socialisti) e Renew (liberali) ricostituendo la tradizionale maggioranza comunitaria. I popolari avevano ottenuto il disco verde per Fitto, che pur essendo dell’Ecr è stato fermamente sostenuto dal Ppe, e il Pse avrebbe dovuto avere in cambio un documento in cui si fissano le priorità programmatiche e si confermano i confini politici dell’alleanza. Ossia l’Ecr e tutte le destre ne resteranno fuori.

Soprattutto tra i socialisti, però, ci sono molti malumori. In particolare le delegazioni tedesca, francese e belga non gradiscono il nuovo patto. E non è escluso che a Strasburgo la prossima settimana votino contro. I numeri però dovrebbero comunque essere sufficienti perché una parte dei Conservatori (di sicuro Fdi) si esprimerà a favore. A causa dell’opposizione di una parte di S&D l’intesa stamattina sembrava traballare. Alla fine però ha prevalso l’idea che non si può lasciare l’Ue nell’incertezza mentre sta per insediarsi la nuova amministrazione americana di Donald Trump e mentre la guerra in Ucraina sta impegnando un momento cruciale.

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