“Putin è un irresponsabile”, Biden arma l’Ucraina in attesa dell’arrivo di Trump
dal nostro inviato Paolo MastrolilliRIO DE JANEIRO – Putin è un irresponsabile, ma finora alle minacce di usare l’arsenale nucleare non ha fatto seguire atti concreti. Perciò gli Stati Uniti non hanno sentito la necessità di cambiare la loro dottrina sull’uso delle armi atomiche, o riposizionare le proprie forze allo scopo di fronteggiare eventuali attacchi.
Così la Casa Bianca risponde all’ultima provocazione del capo del Cremlino, aggiungendo però che lo schieramento dei militari nordcoreani nella guerra ucraina rappresenta un’escalation e richiedeva una risposta. Washington non conferma ufficialmente di aver dato a Kiev l’autorizzazione a usare i suoi missili Atacms per colpire il territorio russo, ma lascia capire che questa è la spiegazione. Poi si tratterà di vedere se Donald Trump cambierà corso, quando tornerà nello Studio Ovale, magari accontentando Putin sulle richieste per chiudere il confitto e richiamandolo nel G8, oppure se gli terrà testa, per orgoglio personale e per difendere gli interessi naziona…
RIO DE JANEIRO – Putin è un irresponsabile, ma finora alle minacce di usare l’arsenale nucleare non ha fatto seguire atti concreti. Perciò gli Stati Uniti non hanno sentito la necessità di cambiare la loro dottrina sull’uso delle armi atomiche, o riposizionare le proprie forze allo scopo di fronteggiare eventuali attacchi.
Così la Casa Bianca risponde all’ultima provocazione del capo del Cremlino, aggiungendo però che lo schieramento dei militari nordcoreani nella guerra ucraina rappresenta un’escalation e richiedeva una risposta. Washington non conferma ufficialmente di aver dato a Kiev l’autorizzazione a usare i suoi missili Atacms per colpire il territorio russo, ma lascia capire che questa è la spiegazione. Poi si tratterà di vedere se Donald Trump cambierà corso, quando tornerà nello Studio Ovale, magari accontentando Putin sulle richieste per chiudere il confitto e richiamandolo nel G8, oppure se gli terrà testa, per orgoglio personale e per difendere gli interessi nazionali dell’America.
Dopo la pubblicazione della nuova dottrina nucleare di Mosca, Repubblica ha chiesto una reazione alla Casa Bianca. Un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale ci ha risposto così: «Come avevamo detto in precedenza all’inizio di questo mese, non siamo rimasti sorpresi dall’annuncio della Russia di voler aggiornare la sua dottrina nucleare. Aveva segnalato già da diverse settimane l’intenzione di farlo».
Il primo obiettivo quindi è non seguire Putin nell’escalation retorica, abboccando alle sue provocazioni. Ma c’è un motivo strategico concreto, alla radice di questa scelta nella risposta degli Stati Uniti: «Non avendo osservato alcun cambiamento nella postura nucleare della Russia — spiega il portavoce della Casa Bianca — non abbiamo visto alcun motivo per modificare la nostra postura o la dottrina nucleare, in risposta alle dichiarazioni odierne della Russia».
Il Pentagono si tiene pronto a combattere una guerra nucleare contro Mosca da quando è iniziata la Guerra Fredda e ha continuato a farlo anche dopo la caduta del Muro di Berlino. Piani, armamenti e posizionamento vengono rivisti e aggiornati, perché sarebbe da irresponsabili non farlo. Da questo punto di vista le parole di Putin sono rimaste parole, nel senso che l’intelligence non ha captato movimenti minacciosi delle forze armate del Cremlino, sul territorio nazionale, in Ucraina o in altri Paesi limitrofi alleati. Perciò il giudizio del portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale è molto netto: «Questa è un’ulteriore manifestazione della stessa retorica irresponsabile della Russia, a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni».
In altre parole, a Putin piace agitare il fantasma dell’olocausto nucleare perché così spera di essere preso sul serio e intimidire gli avversari. Gli Usa lo prendono sul serio, ma non si lasciano intimidire, e pur tenendo la difesa alta, leggono il suo bluff e non lo seguono nelle minacce o nel potenziamento del dispositivo militare atomico. Detto questo, qualcosa di concreto è avvenuto: «Come abbiamo detto alla Russia alcune settimane fa, l’utilizzo da parte di Mosca di soldati della Corea del Nord nelle operazioni di combattimento contro l’Ucraina rappresenta una significativa escalation della guerra contro Kiev, e avevamo avvertito che gli Usa avrebbero risposto. Non entrerò oggi nei dettagli della risposta». La frase conclusiva è di prammatica, perché serve ad evitare la conferma ufficiale di aver dato a Zelensky l’autorizzazione ad usare i missili Atacms contro il territorio russo, ma il senso è chiaro.
Ora sta a Putin decidere se dare seguito alle sue parole, oppure accontentarsi di aver fatto la voce grossa sul palcoscenico globale, in attesa del cambio di amministrazione. Se ritiene che Trump sarà più malleabile, non ha interesse a scatenare una guerra nucleare ora, e non mancano fonti autorevoli che temono un suo ritorno nel G8. Se però continuerà l’offensiva di questi giorni, il nuovo presidente potrebbe scegliere una linea più dura.