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Ecco cosa vuol dire il lancio del missile balistico intercontinentale russo su Dnipro

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E’ la prima volta che questa arma viene usata su un obiettivo reale: un segnale di Putin per dimostrare al mondo intero di essere pronto a tutto
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Le immagini sono incredibili: la notte viene squarciata da una catena di bagliori colossali, simili a ondate pulsanti di luce. Poi grappoli di scie solcano l’orizzonte, rapidissime, schiantandosi al suolo con minuscole esplosioni. Si tratta di qualcosa mai accaduto prima: un missile balistico a lungo raggio, un’arma concepita per l’apocalisse nucleare, è stata utilizzata per la prima volta nella Storia contro un obiettivo reale: i dintorni della città ucraina di Dnipro. E’ una prova di forza senza precedenti, che concretizza l’escalation del conflitto.

Il Cremlino ha risposto al via libera all’uso contro il suo territorio dei missili americani e britannici scatenando un ordigno costruito per la distruzione di massa. Hanno privato le ogive delle cariche nucleari: le testate multiple hanno colpito con la sola potenza derivante dall’energia cinetica. Blocchi di acciaio del peso di diverse tonnellate sono entrati nell’atmosfera a una velocità superiore a dodicimila chilometri orari, …

Le immagini sono incredibili: la notte viene squarciata da una catena di bagliori colossali, simili a ondate pulsanti di luce. Poi grappoli di scie solcano l’orizzonte, rapidissime, schiantandosi al suolo con minuscole esplosioni. Si tratta di qualcosa mai accaduto prima: un missile balistico a lungo raggio, un’arma concepita per l’apocalisse nucleare, è stata utilizzata per la prima volta nella Storia contro un obiettivo reale: i dintorni della città ucraina di Dnipro. E’ una prova di forza senza precedenti, che concretizza l’escalation del conflitto.

Il Cremlino ha risposto al via libera all’uso contro il suo territorio dei missili americani e britannici scatenando un ordigno costruito per la distruzione di massa. Hanno privato le ogive delle cariche nucleari: le testate multiple hanno colpito con la sola potenza derivante dall’energia cinetica. Blocchi di acciaio del peso di diverse tonnellate sono entrati nell’atmosfera a una velocità superiore a dodicimila chilometri orari, sufficiente a spazzare via un condominio dalle fondamenta.

L’azione di Mosca è stata preannunciata o colta dai satelliti spia della Nato con un anticipo di ventiquattro ore: per questo ieri le ambasciate a Kiev di alcuni Paesi - tra cui Stati Uniti, Italia, Spagna – sono state chiuse. Evidentemente c’era il timore che la rappresaglia potesse prendere di mira la capitale. Nonostante la bassa precisione – non necessaria nel caso di esplosioni nucleari – la pioggia delle semplici testate multiple su una metropoli può causare danni catastrofici. E nessuna delle batterie contraeree presenti in Ucraina può riuscire a fermare una minaccia di questo tipo: Putin può scagliarla dove vuole.

Secondo Rid – Rivista Italiana Difesa – sono stati utilizzati gli RS-26 Rubezh schierati sul poligono di Kapustin Yar, nell’oblast di Astrakhan, a 1300 chilometri di distanza. Da tempo gli esperti discutono se quest’arma vada considerata un missile balistico intercontinentale oppure a medio raggio, visto che la gittata massima si aggira sui seimila chilometri. Si tratta di un sistema trasportato da un semovente con 24 ruote motrici e prodotto in serie dal 2011.

Al momento del rientro nell’atmosfera, quando supera i ventimila chilometri orari, l’ogiva si divide in quattro testate autonome – indicate con la sigla MIRV - che prendono direzioni diverse. Si reputa che ciascuna cada entro 250 metri dal bersaglio designato. Altre fonti ipotizzano però che sia stato utilizzato un ordigno meno evoluto, forse di provenienza iraniana e sempre dotato di testate multiple.

Non ci sono ancora informazioni dettagliate sui danni provocati da questo attacco - in cui sono stati sicuramente usati più missili RS-26, forse tre -: circolano foto di un palazzo residenziale con un incendio e di abitazioni investite dall’onda d’urto.

C’è la possibilità che l’obiettivo fosse il complesso industriale statale Pivdenmash (Production Union Pivdennyi Machine-Building Plant), all’estrema periferia di Dnipro, dove una fabbrica missilistica d’epoca sovietica è diventata l’embrione delle ricerche ucraine nel settore. Secondo il ministero della Difesa di Kiev, i russi avrebbero scagliato uno sciame di missili di diversi modelli, che includeva anche ipersonici Kinzhal e cruise X-101.

Più dei danni, quello che conta è il segnale che Putin ha dato al mondo intero: un altro gradino nella scala della deterrenza, per intimidire i suoi avversari dimostrando la volontà di essere pronto a tutto. Dopo le esercitazioni con missili nucleari, dopo l’aggiornamento delle regole per l’utilizzo delle testate atomiche per rispondere a assalti convenzionali, adesso viene usata una delle armi destinate alla distruzione globale, che trasmette la sensazione di essere arrivati a un passo dal baratro.

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