Ancora massacri nel nord della Striscia, in poche ore uccise più di 70 persone
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Una corsa contro il tempo, illuminati da torce e faretti per salvare la vita di chi ancora respira sotto le macerie, e localizzare anche chi non ce l’ha fatta. Sono immagini di disperazione quelle che arrivano da Beit Lahiya, città nel nord della Striscia di Gaza, da settimane al centro di una massiccia operazione militare israeliana. Nella notte tra mercoledì e giovedì una serie di raid aerei ha colpito alcuni edifici nelle vicinanze dell’Ospedale Kamal Adwan. Le vittime secondo fonti locali citate da Al Jazeera sono state almeno 66, e dozzine i feriti, incluse numerose donne e bambini, con i soccorritori a scavare tra sabbia, polvere e macerie a mani nude, e ad avvolgere i morti in teli bianchi e rosa.
L’esercito israeliano, contattato da Repubblica, afferma che l’obiettivo erano membri di Hamas, inclusi esponenti delle Brigate Nukhba, le forze di élite, che operavano nella zona.
«È stato un nuovo massacro. Sono arrivati da noi un numero molto elevato di vittime …
GERUSALEMME – Una corsa contro il tempo, illuminati da torce e faretti per salvare la vita di chi ancora respira sotto le macerie, e localizzare anche chi non ce l’ha fatta. Sono immagini di disperazione quelle che arrivano da Beit Lahiya, città nel nord della Striscia di Gaza, da settimane al centro di una massiccia operazione militare israeliana. Nella notte tra mercoledì e giovedì una serie di raid aerei ha colpito alcuni edifici nelle vicinanze dell’Ospedale Kamal Adwan. Le vittime secondo fonti locali citate da Al Jazeera sono state almeno 66, e dozzine i feriti, incluse numerose donne e bambini, con i soccorritori a scavare tra sabbia, polvere e macerie a mani nude, e ad avvolgere i morti in teli bianchi e rosa.
L’esercito israeliano, contattato da Repubblica, afferma che l’obiettivo erano membri di Hamas, inclusi esponenti delle Brigate Nukhba, le forze di élite, che operavano nella zona.
«È stato un nuovo massacro. Sono arrivati da noi un numero molto elevato di vittime e ci sono ancora molti corpi rimasti bloccati. Si tratta soprattutto di bambini e donne», ha riferito il direttore dell’ospedale Hussam Abu Safia. «La situazione è molto grave. Non possiamo far fronte a questo enorme numero di feriti e vittime». «Nella notte, l’Idf ha colpito le infrastrutture terroristiche di Hamas nell’area di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. All’interno operavano i terroristi, tra cui alcuni terroristi della Nukhba che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre», ribadisce l’esercito israeliano, sottolineando come la zona sia considerata di “combattimento attivo” e che Hamas si nasconde tra i civili. «L’episodio è in fase di revisione. Va sottolineato che in passato sulle reti palestinesi sono circolate notizie false ed esagerate».
Nelle stesse ore, un altro bombardamento ha colpito un edificio di sei piani nel quartiere di Sheikh Radwan a Gaza City. «Il bilancio delle vittime è salito a 22 palestinesi, tra cui 10 bambini e cinque donne», ha riferito una fonte medica all’agenzia di stampa turca Anadolu. Ancora una volta, le immagini diffuse sui social mostrano macerie e corpi intrappolati, il volto sfigurato di un bambino, lo strazio dei sopravvissuti. Dall’inizio della guerra, i morti nella Striscia hanno superato i 44mila, a cui si aggiungono 104mila feriti, secondo le autorità sanitarie locali (ancora controllate da Hamas). La situazione è particolarmente critica nell’area nord di Gaza, dove secondo stime dell’Onu rimangono tra le 65 e le 75mila persone sotto assedio, senza aiuti umanitari da 40 giorni.