✕

Il missile che buca l’atmosfera e avvia una nuova escalation

(afp)

Ascolta l'audio

2 minuti di lettura

L’escalation del conflitto ucraino sta rapidamente bruciando ogni tappa. Ieri prima dell’alba il cielo della città di Dnipro è stato squarciato da una serie di esplosioni mostruose, che hanno disegnato macchie di luce pulsante per poi seminare grappoli di scie verso il suolo. Sono i segni inequivocabili dell’uso di missili balistici costruiti per l’apocalisse nucleare, sganciando una serie di testate indipendenti in più direzioni. Che si tratti di un’arma intercontinentale, indicata con l’acronimo Icbm e con raggio d’azione superiore a 5.500 chilometri, o di una con portata intermedia, in sigla Irbm come gli Euromissili degli anni Ottanta, cambia poco: quello che conta è che per la prima volta nella Storia un ordigno progettato per la distruzione di massa atomica è stato impiegato contro un bersaglio reale.

Vladimir Putin ha concretizzato un’esibizione di forza senza precedenti. Ha risposto al via libera all’uso di missili americani e britannici sul territorio russo con una mos…

L’escalation del conflitto ucraino sta rapidamente bruciando ogni tappa. Ieri prima dell’alba il cielo della città di Dnipro è stato squarciato da una serie di esplosioni mostruose, che hanno disegnato macchie di luce pulsante per poi seminare grappoli di scie verso il suolo. Sono i segni inequivocabili dell’uso di missili balistici costruiti per l’apocalisse nucleare, sganciando una serie di testate indipendenti in più direzioni. Che si tratti di un’arma intercontinentale, indicata con l’acronimo Icbm e con raggio d’azione superiore a 5.500 chilometri, o di una con portata intermedia, in sigla Irbm come gli Euromissili degli anni Ottanta, cambia poco: quello che conta è che per la prima volta nella Storia un ordigno progettato per la distruzione di massa atomica è stato impiegato contro un bersaglio reale.

Vladimir Putin ha concretizzato un’esibizione di forza senza precedenti. Ha risposto al via libera all’uso di missili americani e britannici sul territorio russo con una mossa angosciante, che vuole trasmettere la volontà di essere pronto a tutto. E questo è l’ultimo passo prima dell’atomica. Dai missili scagliati contro Dnipro infatti sono state rimosse le testate nucleari: le ogive d’acciaio pesanti alcune tonnellate sono precipitate al suolo con un’energia cinetica devastante. Al momento dell’ingresso nell’atmosfera superano i ventimila chilometri orari e gli ucraini non possono intercettarle.

«Il nostro pazzo vicino ha dimostrato chi è veramente e come disprezza la dignità, la libertà e la vita umana. E quanto ha paura — ha dichiarato il presidente Zelensky, parlando di un missile intercontinentale — . È ovvio che Putin sta usando l’Ucraina come banco di prova». Fonti del Pentagono invece sostengono fossero «armi sperimentali intermedie»: «La Russia potrebbe usare questa capacità per cercare di intimidire l’Ucraina e i suoi alleati... ma non sarà un punto di svolta nel conflitto». Una ricostruzione confermata dal Cremlino: si è trattato di un nuovo missile intermedio chiamato Orechnik, forse derivato dal RS-26 Rubezh. È probabile che Mosca abbia preavvertito Washington o che la preparazione del lancio sia stata individuata dai satelliti: due giorni fa le ambasciate a Kiev di molti Paesi della Nato, tra cui l’Italia, sono state chiuse nel timore di un attacco straordinario. Mosca ha però detto di avere avvisato gli Usa solo «trenta minuti prima».

La guerra è entrata in una fase ancora più violenta, scandita dal conto alla rovescia per l’insediamento di Donald Trump. Il presidente entrante è determinato a imporre una soluzione del conflitto che pare favorire i russi e dal giorno della sua vittoria elettorale Putin ha intensificato l’offensiva, aumentando i raid contro le città e gli assalti delle sue truppe. In tutto il Donbass le difese ucraine sono in difficoltà e alcuni capisaldi chiave, come Kurakhove e Kupyansk, rischiano di cadere. Una massa di 50mila soldati, incluso i nordcoreani, preme sull’area di Kursk occupata dalle brigate di Kiev.

Di fronte alla prospettiva di una crisi, l’amministrazione Biden e il governo di Londra hanno permesso l’impiego delle loro armi sul territorio russo. Martedì gli Atacms americani hanno distrutto un deposito di munizioni nell’area di Bryansk. Mercoledì gli Storm Shadow inglesi hanno fatto esplodere il bunker sotterraneo che ospitava il comando delle operazioni a Kursk. Tredici ufficiali sarebbero stati uccisi e 33 feriti, incluso un generale nordcoreano: stando ad alcune fonti, il generale Solodchuk, numero due del fronte occidentale, si trovava lì.

Ieri la replica di Putin: uno sciame di missili si è accanito contro la periferia di Dnipro. L’obiettivo è il complesso Pivdenmash, le fabbriche statali di ordigni a lungo raggio, su cui si sono abbattuti due dei misteriosi Orechnik, un ipersonico Kinzhal e alcuni cruise. Non ci sono notizie sui danni: l’area è top secret. Ma il messaggio del Cremlino è chiarissimo: rovesceremo sull’Ucraina tutto il nostro arsenale.

Leggi i commenti