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Ancora un attacco all’Unifil. Crosetto: “L’Idf eviti l’utilizzo delle basi Onu come scudo”

(ansa)

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Per la terza volta in sette giorni il quartier generale italiano di Shama è investito dal conflitto nel sud del Libano: quattro militari feriti lievi. Probabili razzi di Hezbollah
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Per la terza volta in sette giorni la base Unifil di Shama, che ospita il quartier generale italiano, è investita dal conflitto nel sud del Libano. Due razzi sono esplosi all’interno del compound da cui dipende la responsabilità del settore ovest della missione: quattro soldati della Brigata Sassari sono finiti in infermeria con ferite lievi.

Dalla prima analisi dei proiettili pare si tratti di due razzi da 122 millimetri, ossia dei Grad che non sono nella disponibilità dell’esercito israeliano, dunque sono stati lanciati o da Hezbollah o da una delle milizie affiliate agli sciiti. Non miravano sulla base ma sulle truppe israeliane che ancora una volta, e nonostante i ripetuti appelli dei governi che partecipano alla missione internazionale, si erano posizionati volutamente vicini alle postazioni Unifil.

Il primo razzo ha colpito vicino al bunker dove i soldati sono costretti a ripararsi indossando giubbotto antiproiettili ed elmetto, visto il perenne livello massimo di allerta, il …

Per la terza volta in sette giorni la base Unifil di Shama, che ospita il quartier generale italiano, è investita dal conflitto nel sud del Libano. Due razzi sono esplosi all’interno del compound da cui dipende la responsabilità del settore ovest della missione: quattro soldati della Brigata Sassari sono finiti in infermeria con ferite lievi.

Dalla prima analisi dei proiettili pare si tratti di due razzi da 122 millimetri, ossia dei Grad che non sono nella disponibilità dell’esercito israeliano, dunque sono stati lanciati o da Hezbollah o da una delle milizie affiliate agli sciiti. Non miravano sulla base ma sulle truppe israeliane che ancora una volta, e nonostante i ripetuti appelli dei governi che partecipano alla missione internazionale, si erano posizionati volutamente vicini alle postazioni Unifil.

Il primo razzo ha colpito vicino al bunker dove i soldati sono costretti a ripararsi indossando giubbotto antiproiettili ed elmetto, visto il perenne livello massimo di allerta, il secondo è esploso accanto alla sede della polizia militare internazionale dove sono di stanza alcuni membri del contingente della Tanzania. A ferire i quattro italiani sono state le schegge di vetro delle finestre distrutte.

“Ho immediatamente contattato il Comandante del Contingente, Generale di Brigata Stefano Messina, per sincerarmi delle loro condizioni, che non destano preoccupazioni”, dichiara il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. “Ho anche contattato la mia controparte libanese ribadendo che il contingente italiano permane nel sud del Libano per offrire una finestra di opportunità alla pace e non può diventare ostaggio degli attacchi delle milizie. È intollerabile che ancora una volta una base Unifil sia stata colpita”.

Crosetto, poi, parla esplicitamente di una prassi che si è consolidata sul campo di battaglia tra le parti belligeranti: nascondersi o ripararsi nei pressi delle postazioni Unifil. “Cercherò di parlare con il nuovo ministro della Difesa israeliano, cosa che è stata impossibile dal suo insediamento ad oggi, per chiedergli di evitare l’utilizzo delle basi Unifil come scudo. Ancor più intollerabile è la presenza di terroristi che mettono a repentaglio la sicurezza dei caschi blu e della popolazione civile”.

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