"In caso di guerra tutti devono resistere”: la Svezia istruisce i civili sul possibile attacco russo
Eva PedersenUna brochure per addestrare i civili in caso di guerra. Così la Svezia prepara la popolazione alla possibilità che il conflitto in Ucraina si allarghi all’Europa e la Russia decida di colpire il Paese. “Se la Svezia viene attaccata non ci arrenderemo mai”, dicono le autorità svedesi. “Viviamo in un’epoca difficile – proseguono – Siamo circondati dai conflitti. Terrorismo, cyberattacchi e fake news vengono utilizzati per danneggiare e influenzare il nostro Paese”. Quindi, dice il governo svedese, “per resistere a queste minacce dobbiamo rimanere uniti e assumerci le nostre responsabilità per difendere il Paese”.
Sono solo alcuni dei passaggi della “brochure anti-guerra” distribuiti alla popolazione civile svedese per fornire istruzioni su come comporsi per affrontare i soldati di Mosca. “Se dovessimo essere attaccati – si legge nel depliant - sarebbe la responsabilità di tutti contribuire alla difesa dell’indipendenza della Svezia e della nostra democrazia”.
La Msb (Myndigheten f…
Una brochure per addestrare i civili in caso di guerra. Così la Svezia prepara la popolazione alla possibilità che il conflitto in Ucraina si allarghi all’Europa e la Russia decida di colpire il Paese. “Se la Svezia viene attaccata non ci arrenderemo mai”, dicono le autorità svedesi. “Viviamo in un’epoca difficile – proseguono – Siamo circondati dai conflitti. Terrorismo, cyberattacchi e fake news vengono utilizzati per danneggiare e influenzare il nostro Paese”. Quindi, dice il governo svedese, “per resistere a queste minacce dobbiamo rimanere uniti e assumerci le nostre responsabilità per difendere il Paese”.
Sono solo alcuni dei passaggi della “brochure anti-guerra” distribuiti alla popolazione civile svedese per fornire istruzioni su come comporsi per affrontare i soldati di Mosca. “Se dovessimo essere attaccati – si legge nel depliant - sarebbe la responsabilità di tutti contribuire alla difesa dell’indipendenza della Svezia e della nostra democrazia”.
La Msb (Myndigheten för samhällsskydd och beredskap) – questo il nome della brochure della protezione civile di Stoccolma - contiene una serie una serie di consigli pratici: dall’elenco dei generi di prima necessità (alimentari e non solo, dalle medicine alle torce elettriche) da tenere nella propria abitazione e da utilizzare in caso di assedio e impossibilità, quindi, di uscire di casa. Ma ci sono anche precise indicazioni su come comportarsi in caso di un attacco aereo, oltre una descrizione del sistema difensivo svedese e delle responsabilità delle varie autorità.
Ma oltre a sapere quanto cibo e acqua bisogna avere a disposizione in casa o quali sono i vari livelli d’allerta ufficiali, gli svedesi sono chiamati anche a proteggere il proprio Paese. “Da quando compi 16 anni fino ai 70, hai l’obbligo di contribuire alla difesa della Svezia in caso di pericolo di guerra o di guerra stessa”, si legge nella brochure, che stabilisce anche che arrendersi non è un’opzione. “Se la Svezia viene attaccata non ci arrendiamo mai. Tutti eventuali messaggi di abbondare la difesa, saranno falsi”.
Che il focus della protezione civile di Stoccolma sia cambiato negli ultimi anni non dovrebbe sorprendere. L’entrata della Svezia nella Nato e il clima geopolitico teso nei Paesi nordici (provocato dal conflitto in Ucraina) ha cambiato drasticamente la situazione e questi cambiamenti richiedono una maggiore consapevolezza della parte militare-difensiva, anche nella società svedese.
La versione precedente della “guida alla guerra” fu pubblicata nel 2018 (e prima ancora nel ‘61, ’52 e ’43). Elin Bohman del dipartimento della Comunicazione spiega: “Ci auguriamo che il manuale possa essere un aiuto concreto, così che abbiano la prontezza in caso di agire e reagire. Il documento nasce da un sondaggio che rivelava come solo il 30% degli svedesi saprebbe realmente cosa fare in caso di conflitto. Ma la rilevazione sottolinea come la popolazione ad essere coinvolti in prima persona.
Sverker Finnström ,del Dipartimento di guerre e conflitti all’Università di Uppsala, sottolinea anche il focus sui conflitti da parte dei media svedesi: “Qualsiasi accadimento militare ha molto più spazio nei media rispetto a prima, mentre altri voci, come quella pacifista, sono silenziate o marginalizzate”.