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La Russia preme a sud, centinaia di attacchi. Zelensky apre ai negoziati: “Aspetto la proposta Usa”

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Nel mirino Zaporizhzhia, colpita 433 volte in ventiquattro ore dal generale Teplinskij Critica anche la situazione nel Donbass: le forze di Kiev rischiano l’accerchiamento
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KIEV – Mentre continua la corsa ucraina a dotarsi di sistemi di difesa aerei in grado di far fronte alla nuova minaccia balistica di Vladimir Putin, l’escalation russa si fa sentire su tutto il fronte di combattimento. A preoccupare in queste ore è in particolare il sud. La regione di Zaporizhzhia è stata colpita dalle forze russe 433 volte in 24 ore. La gravità del momento ha imposto un cambio di toni al presidente Volodymyr Zelensky che ieri ha lanciato un nuovo messaggio a Trump: «Vedremo le sue proposte. Avremo un piano per finire la guerra».

La regione del sud di Zaporizhzhia che ospita l’omonima città e la centrale nucleare è solcata dal fiume Dnipro è già controllata per due terzi dalle forze di Mosca. La Russia ha ammassato qui 90 mila uomini. Ci si aspetta presto una controffensiva in direzione del fiume, per poi prepararsi all’assalto della città. Che questo avverrà, è stato sancito dalla Costituzione russa, quando Putin ha dichiarato l’annessione anche delle regioni …

KIEV – Mentre continua la corsa ucraina a dotarsi di sistemi di difesa aerei in grado di far fronte alla nuova minaccia balistica di Vladimir Putin, l’escalation russa si fa sentire su tutto il fronte di combattimento. A preoccupare in queste ore è in particolare il sud. La regione di Zaporizhzhia è stata colpita dalle forze russe 433 volte in 24 ore. La gravità del momento ha imposto un cambio di toni al presidente Volodymyr Zelensky che ieri ha lanciato un nuovo messaggio a Trump: «Vedremo le sue proposte. Avremo un piano per finire la guerra».

La regione del sud di Zaporizhzhia che ospita l’omonima città e la centrale nucleare è solcata dal fiume Dnipro è già controllata per due terzi dalle forze di Mosca. La Russia ha ammassato qui 90 mila uomini. Ci si aspetta presto una controffensiva in direzione del fiume, per poi prepararsi all’assalto della città. Che questo avverrà, è stato sancito dalla Costituzione russa, quando Putin ha dichiarato l’annessione anche delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, oltre che Donetsk e Lugansk.

«Per riassumere la situazione in quest’area, sono tre i fattori a favore della Russia: un grande numero di truppe, una logistica protetta e un eccellente generale», spiega Vladyslav Seleznyov, ex portavoce delle forze armate, ora attento analista militare.

L’incubo ucraino sul fronte si chiama Mikhail Teplinskij. A capo delle forze aviotrasportate dall’inizio dell’invasione russa, è stato rimosso – le indiscrezioni vogliono per insubordinazione – salvo poi essere riabilitato per la battaglia di Bakhmut. L’intelligence britannica si riferisce a Teplinskij come a un generale dalla «carriera turbolenta». Dopo il tentativo di golpe della Wagner, di fronte alla scomparsa dal pubblico del comandante in capo Valerij Gerasimov, Teplinskij era emerso come possibile sostituto. Gli ucraini ne hanno rivendicato per ben due volte l’uccisione, ma è sempre riapparso vivo.

«Tre settimane fa ha individuato dei punti deboli nelle nostre difese e ne ha tratto vantaggio», prosegue Seleznyov, «con l’aviazione hanno fatto esplodere le nostre fortificazioni di difesa. Teplinskij è un buon pianificatore: sta ottenendo un’avanzata rapida grazie a piccoli gruppi di soldati: arrivano in auto blindate, occupano la posizione e attendono che arrivi l’artiglieria».

Per far fronte a questa situazione l’Ucraina ha bisogno in particolare di droni Fpv (first person view): sono droni cablati con fibra ottica che non possono essere intercettati e servono a colpire l’artiglieria. Inoltre ha bisogno di mine anticarro e mine anti uomo. La decisione del presidente americano Joe Biden di fare arrivare le mine al Paese presto e in grande quantità è congeniale a situazioni come quella di Zaporizhzhia, per frenare i trucchi di Teplinskij.

La situazione rimane critica anche in tutto il Donbass: nel Donetsk gli occhi sono puntati verso Khurakove, la città è circondata. A Toretsk i russi sono all’attacco perché stanno ricevendo appoggio da nord grazie alle avanzate subite a sud di Chasiv Yar: le truppe di Kiev rischiano di essere attaccate alle spalle.

Ieri si celebrava il giorno della memoria dell’Holodomor, l’affamamento voluto da Stalin che ha portato alla morte di milioni di ucraini. A Kiev sulla spianata del memoriale, vicino alla cittadella di governo, la celebrazione non faceva che sottolineare la gravità del momento. All’interno una mostra allestita per l’occasione tracciava i parallelismi tra il 1932-33 e ora. Fuori la musica e una messa solenne accoglievano i cittadini che depositavano rose sulla neve. «Volevano distruggerci e umiliarci. Ma non ce l’hanno fatta. Volevano nascondere la verità e occultare i loro crimini per sempre. Ma non ci sono riusciti», ha detto Zelensky posando il suo omaggio. Poco dopo, ha usato la conferenza sul grano per mandare un messaggio al presidente eletto Donald Trump: «Siamo aperti alle proposte del nuovo Presidente Usa, penso che le vedremo a gennaio. E penso che avremo un piano per porre fine alla guerra».

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