Putin e il sogno dell’Ucraina come Stato fantoccio di Mosca: il suo piano per dire sì alla tregua
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniSembrerebbe una provocazione, non fosse un documento vero. Rimbalzato sui media nelle stesse ore in cui Kiev ricordava l’Holodomor, la più grande tragedia della sua storia, la feroce carestia progettata da Stalin novantuno anni fa che sterminò milioni di ucraini. Vladimir Putin avrebbe approntato un piano per l’Ucraina che vorrebbe presentare al presidente americano Donald Trump.
Nell’osceno testo rivelato dall’ucraina Interfax, il presidente russo punta ad annettersi l’intera parte orientale, a instaurare un governo filorusso nel centro del Paese e a consegnare soltanto l’area occidentale, definita “controversa”, all’Occidente. Segnatamente, il destino dell’ovest dovrà essere concordato da Polonia, Ungheria e Romania.
Il documento segreto, elaborato dal ministero della Difesa russo e fatto uscire dall’intelligence ucraina, rivela l’intenzione di Putin di trasformare l’Ucraina, in sostanza, in uno Stato fantoccio controllato in gran parte da Mosca. L’est annesso direttamente all…
Sembrerebbe una provocazione, non fosse un documento vero. Rimbalzato sui media nelle stesse ore in cui Kiev ricordava l’Holodomor, la più grande tragedia della sua storia, la feroce carestia progettata da Stalin novantuno anni fa che sterminò milioni di ucraini. Vladimir Putin avrebbe approntato un piano per l’Ucraina che vorrebbe presentare al presidente americano Donald Trump.
Nell’osceno testo rivelato dall’ucraina Interfax, il presidente russo punta ad annettersi l’intera parte orientale, a instaurare un governo filorusso nel centro del Paese e a consegnare soltanto l’area occidentale, definita “controversa”, all’Occidente. Segnatamente, il destino dell’ovest dovrà essere concordato da Polonia, Ungheria e Romania.
Il documento segreto, elaborato dal ministero della Difesa russo e fatto uscire dall’intelligence ucraina, rivela l’intenzione di Putin di trasformare l’Ucraina, in sostanza, in uno Stato fantoccio controllato in gran parte da Mosca. L’est annesso direttamente alla Russia comprenderebbe non soltanto il Donbass attualmente controllato quasi tutto dalle truppe russe, ma anche regioni che sono ancora in mani ucraine come Zaporizhzhia e Kherson.
Gli oblast centrali, Sumy, Odessa e quello della capitale Kiev, verrebbero trasformati in un’”unità statale filorussa”, si legge nel documento. Il progetto sarebbe quello di farlo governare da uomini fedeli a Mosca e presidiare dall’esercito russo.
In cambio del piano che sfascerebbe l’Ucraina mettendola sotto il tacco di Mosca, Putin sarebbe disponibile a discutere un cessate il fuoco, racconta l’agenzia di stampa Reuters. Ovviamente Kiev dovrebbe dire per sempre addio al sogno di aderire alla Nato.
Intanto è emerso anche un documento dell’intelligence americana che accusa Putin esplicitamente di essere il mandante di una serie di omicidi commissionati all’estero. I servizi hanno esplicitamente rintracciato la “manina” di Putin, ad esempio, nell’esecuzione di Alexander Litvinenko, l’ex agente segreto russo avvelenato con il polonio diciotto anni fa, ma anche nell’omicidio dell’uomo d’affari Alexander Perepilichnyy, assassinato “presumibilmente con una tossina biologica” nel 2012. Entrambi furono assassinati a Londra e sono alcuni degli esempi più famosi della scia di sangue che Putin ha lasciato anche fuori dalla Russia.
"Putin probabilmente autorizza gli assassinii di personaggi di alto profilo all'estero", sostiene il testo rivelato da Bloomberg, che risale al 2016. Il "primo caso chiaro" luogo di un’esecuzione commissionata dal presidente russo risalirebbe al 2004 in Qatar. Ma nel testo di otto anni fa, gli americani scrivono che "gli assassinii ordinati dal Cremlino all'estero probabilmente proseguiranno". E l’impennata di disertori, uomini d’affari che hanno voltato le spalle al Cremlino e oppositori che nel frattempo sono morti in circostanze misteriose, che sono caduti da balconi o deceduti per improvvisi malori, in effetti, è innegabile.