Taiwan, tornano i palloni di Pechino. La stampa giapponese: basi e missili Usa sulle isole Nansei
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloLai Ching-te
PECHINO - Erano mesi che non si vedevano. Da aprile, per la precisione. E invece domenica ne è riapparso uno. Il Ministero della Difesa di Taipei - nel suo quotidiano aggiornamento sulla presenza militare cinese intorno a Taiwan - ha comunicato di aver avvistato un pallone aerostatico cinese alle 18.21 di ieri a circa 111 chilometri a nord-ovest dell'isola, a un'altitudine di 10.058 metri. Pallone che è scomparso poco meno di due ore dopo, alle 20.15, senza attraversare Taiwan.
Il Ministero della Difesa di Taipei non ha detto se si tratti o meno di un pallone-spia, ma già tra dicembre del 2023 e i primi di gennaio di quest’anno (nelle settimane che precedevano le elezioni presidenziali taiwanesi) le autorità di Taiwan avevano denunciato la presenza “senza precedenti” di palloni aerostatici cinesi attorno all’isola. Attività - denunciava Taipei - che si inseriscono nella cosiddetta “zona grigia” che Pechino utilizza per avvertire Taiwan della sua forza militare e delle sue opzioni, ma …
PECHINO - Erano mesi che non si vedevano. Da aprile, per la precisione. E invece domenica ne è riapparso uno. Il Ministero della Difesa di Taipei - nel suo quotidiano aggiornamento sulla presenza militare cinese intorno a Taiwan - ha comunicato di aver avvistato un pallone aerostatico cinese alle 18.21 di ieri a circa 111 chilometri a nord-ovest dell'isola, a un'altitudine di 10.058 metri. Pallone che è scomparso poco meno di due ore dopo, alle 20.15, senza attraversare Taiwan.
Il Ministero della Difesa di Taipei non ha detto se si tratti o meno di un pallone-spia, ma già tra dicembre del 2023 e i primi di gennaio di quest’anno (nelle settimane che precedevano le elezioni presidenziali taiwanesi) le autorità di Taiwan avevano denunciato la presenza “senza precedenti” di palloni aerostatici cinesi attorno all’isola. Attività - denunciava Taipei - che si inseriscono nella cosiddetta “zona grigia” che Pechino utilizza per avvertire Taiwan della sua forza militare e delle sue opzioni, ma senza arrivare a un confronto diretto: mantenendo la pressione sull’isola che intende “riunificare” alla terraferma. Pechino ha sempre sostenuto all’epoca che i palloni erano utilizzati a scopi meteorologici.
Interpellata nel pomeriggio dai giornalisti sul caso del pallone aerostatico, Mao Ning, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha dichiarato: “Prima di tutto, Taiwan non ha un ‘ministero della Difesa’. Inoltre, la domanda che mi state ponendo non ha nulla a che fare con la diplomazia”.
Oltre al pallone aerostatico, tra le 6 di domenica e le 6 di lunedì sono stati rilevati 12 jet da combattimento e sette navi da guerra intorno a Taiwan, numeri in linea con i rilevamenti segnalati quotidianamente da Taipei.
Il potenziale uso di palloni aerostatici per lo spionaggio da parte della Cina è diventato una questione globale nel febbraio dello scorso anno, quando gli Stati Uniti hanno abbattuto quello che secondo loro era un pallone di sorveglianza di Pechino. La Cina ha sempre dichiarato invece che si trattava di un velivolo civile usato per rilevazioni meteorologiche che si era accidentalmente smarrito.
Un avvistamento, quello di domenica sera, che arriva a pochi giorni dal viaggio del presidente taiwanese Lai Ching-te che già fa innervosire Pechino. Lai partirà il 30 novembre per andare a visitare i pochi alleati diplomatici che gli sono rimasti nel Pacifico: le Isole Marshall, Tuvalu e Palau. Il Ministero degli Esteri cinese ha bollato questi viaggi come “provocazioni”. Il governo di Taiwan non ha ancora confermato se Lai si fermerà anche alle Hawaii: eventuali soste di Lai sul suolo statunitense farebbero arrabbiare ancora di più la Cina.
Delle tensioni attorno all’isola dà conto la stampa giapponese, secondo la quale, in caso di crisi legata a Taiwan, “le forze armate statunitensi allestiranno basi temporanee lungo la catena di isole giapponesi Nansei, e nelle Filippine, per dispiegare unità missilistiche”, come scrive l’agenzia di stampa Kyodo. Questi scenari saranno incorporati in un primo piano operativo congiunto che sarà redatto a dicembre. Secondo le fonti dell’agenzia nipponica, “lo U.S. Marine Littoral Regiment, che possiede un sistema missilistico di artiglieria a lancio multiplo, sarà dispiegato lungo la catena di isole che si estende dalle prefetture giapponesi di Kagoshima e Okinawa verso Taiwan”. Le Forze di autodifesa giapponesi si occuperanno “principalmente del supporto logistico”. L'esercito degli Stati Uniti “dispiegherà, invece, nelle Filippine le unità della Multi-Domain Task Force”. A inizio 2023 Manila e Washington hanno concordato di aumentare il numero di basi disponibili per l'uso militare degli Stati Uniti nelle Filippine da cinque a nove. “Si prevede che queste basi saranno utilizzate in caso di crisi di Taiwan”, conclude la stampa nipponica.