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Regno Unito, odio e violenza sui social spaventano gli adolescenti e li spingono a restare in casa

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Uno studio rivela che il 68% di chi ha visto contenuti violenti esce meno di casa per ansia e paura. Le piattaforme rispondono: "Video rimossi prima della segnalazione".
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LONDRA - I social media erano nati per connettere le persone. Invece, secondo un importante studio del Regno Unito, spaventano centinaia di migliaia di adolescenti e minorenni oltremanica, tanto che ora dichiarano di avere paura di uscire di casa.

La ricerca è stata condotta dall’associazione giovanile Youth Endowment Fund (Yef) su un campione di oltre 10mila adolescenti britannici di età compresa tra 13 e 17 anni e pubblicata dal Guardian. In questo maxistudio, almeno un teenager su quattro ha dichiarato di aver assistito sui social a scene di accoltellamenti, risse, battaglie tra gang e altre brutalità. Da notare che solo una piccola porzione di questi ha cercato attivamente e volontariamente contenuti simili. La conseguenza è che molti adolescenti sono spaventati. Così tanto di aver paura di uscire.

LONDRA - I social media erano nati per connettere le persone. Invece, secondo un importante studio del Regno Unito, spaventano centinaia di migliaia di adolescenti e minorenni oltremanica, tanto che ora dichiarano di avere paura di uscire di casa.

La ricerca è stata condotta dall’associazione giovanile Youth Endowment Fund (Yef) su un campione di oltre 10mila adolescenti britannici di età compresa tra 13 e 17 anni e pubblicata dal Guardian. In questo maxistudio, almeno un teenager su quattro ha dichiarato di aver assistito sui social a scene di accoltellamenti, risse, battaglie tra gang e altre brutalità. Da notare che solo una piccola porzione di questi ha cercato attivamente e volontariamente contenuti simili. La conseguenza è che molti adolescenti sono spaventati. Così tanto di aver paura di uscire.

L’80% di coloro che hanno guardato video con armi online si è sentito “meno sicuro nel proprio quartiere”, mentre per il 68% questi contenuti violenti li hanno convinti a uscire di meno da casa a causa dell’ansia e dalla paura scatenata dalle immagini. Ossia, l’equivalente di circa 760mila teenager britannici. Non solo.

Secondo la ricerca, l’equivalente nel Paese reale di 330mila adolescenti nel Regno Unito sarebbero spinti a commettere atti di violenza dopo esser stati esposti a simili immagini, emulazione o auto-difesa. E durante lo stesso studio, i contenuti violenti sarebbero stati mostrati soprattutto su TikTok e, al secondo posto, da X, ossia l’ex Twitter rivoluzionato da Elon Musk. A seguire Facebook, Snapchat e Instagram.

“I responsabili dei social media si dovrebbero vergognare”, ha detto al quotidiano britannico Jon Yates, a capo di Yef, “dovrebbero provare un senso di colpa e poi provare a risolvere il problema. Abbiamo una grave piaga di violenza in questo Paese ma i social media la rendono ancora più spaventosa di quella che realmente è, terrorizzando gli adolescenti o addirittura costringendoli a portare un’arma anche loro”.

Ma i social media non ci stanno. TitTok fa sapere al Guardian che già il 96% dei video violenti o promotori di violenza vengono rimossi addirittura prima che vengano segnalati dagli utenti e che comunque i minorenni possono attivare la modalità “ristretta” proprio per filtrare al massimo simili contenuti. X non ha risposto, mentre Meta sostiene di rimuovere il 99% di filmati e foto violenti prima delle segnalazioni degli utenti, cancellando 15 milioni di post in tre mesi. Anche Snapchat sostiene di avere lo stesso approccio.

In ogni caso, i giganti dei social media devono dimostrare di fare una simile pulizia soprattutto dalla prossima primavera, quando entrerà in vigore nel Regno una nuova legge molto severa per cui, se i minorenni fossero esposti a materiale violento o inappropriato, il governo potrebbe comminare multe fino al 10% del fatturato dei social.

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