Il Dr Octopus di Musk: Neuralink lavora a un chip cerebrale capace di muovere un braccio robotico
di Massimo BasileNew York - Cinque anni fa su Twitter, ora X, l’account di un ragazzo con il nickname Kedar Dabhadkar scriveva: “Ho sempre saputo che il Dr. Octopus sarebbe diventato realtà, ma non avrei mai pensato di vivere abbastanza da vederlo accadere”. Il messaggio era a commento di una dichiarazione di Elon Musk che parlava dei microchip Neuralink da innestare in futuro nel cervello di esseri umani per permettere loro di muovere arti.
Il momento Octopus, uscito dalla fantasia di Stan Lee e Steve Dikto negli anni ‘’60 per la Marvel, è arrivato: la compagnia tech di Musk ha ricevuto il via libera dal Canada per avviare uno studio di fattibilità e impiantare nel cervello umano un microchip in grado di muovere un braccio robotico.
Il progetto si chiama Convoy ed è stato annunciato sul profilo di Neuralink, che ha anche rivelato come i primi esperimenti verranno realizzati in Canada. Neurochirurghi che collaborano con la startup collaboreranno al piano per sottoporre ai test sei pazienti canadesi …
New York - Cinque anni fa su Twitter, ora X, l’account di un ragazzo con il nickname Kedar Dabhadkar scriveva: “Ho sempre saputo che il Dr. Octopus sarebbe diventato realtà, ma non avrei mai pensato di vivere abbastanza da vederlo accadere”. Il messaggio era a commento di una dichiarazione di Elon Musk che parlava dei microchip Neuralink da innestare in futuro nel cervello di esseri umani per permettere loro di muovere arti.
Il momento Octopus, uscito dalla fantasia di Stan Lee e Steve Dikto negli anni ‘’60 per la Marvel, è arrivato: la compagnia tech di Musk ha ricevuto il via libera dal Canada per avviare uno studio di fattibilità e impiantare nel cervello umano un microchip in grado di muovere un braccio robotico.
Il progetto si chiama Convoy ed è stato annunciato sul profilo di Neuralink, che ha anche rivelato come i primi esperimenti verranno realizzati in Canada. Neurochirurghi che collaborano con la startup collaboreranno al piano per sottoporre ai test sei pazienti canadesi affetti da paralisi.
Negli Stati Uniti Neuralink ha già adottato un sistema quasi simile, in un procedimento chiamato Prime, impiantando il microchip in due pazienti, Noland Arbaugh e Alex: il primo, rimasto paralizzato dal collo in giù dopo la rottura della spina dorsale durante un bagno in un lago, ha potuto giocare ai video games, navigare su internet, postare messaggi sui social e muovere il cursore sul computer. Anche con il secondo paziente i test sono andati bene, al punto che Alex è stato in grado in appena cinque minuti di connettersi al computer con il solo uso della mente, e usare i video giochi e apprendere come disegnare oggetti in 3D.
Ma questo nuovo passaggio supera un confine che mette insieme la realtà e la fantasia dell’inquietante personaggio della Marvel che si muoveva con lunghi e implacabili tentacoli per contrastare l’Uomo Ragno. “È un importante passo avanti - ha dichiarato Neuralink sul suo profilo social - per ripristinare non solo la libertà digitale ma quella fisica”. Anche se con tecnologie differenti, il controllo di bracci robotici da parte di persone tetraplegiche è risultato possibile. La novità è che stavolta si punta, per la prima volta, a collegare l’impianto innestato nel cervello e robot, senza l’uso di cavi e fili di collegamento.