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Il piano di Kellogg per la pace: “Usare la fornitura di armi per convincere Kiev a negoziare”

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Il generale in pensione nominato da Trump inviato speciale per Ucraina e Russia ha presentato il documento al tycoon a maggio.
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NEW YORK – Congelare le linee di battaglia, usare la fornitura di armi come leva per convincere l’Ucraina a trattare e la Russia ad accettare l’avvio dei negoziati. Sono tre punti contenuti nel piano di pace scritto dal generale in pensione Keith Kellogg, nominato da Donald Trump inviato speciale per Ucraina-Russia, e l’ex analista della Cia Fred Fleitz.

Il documento venne presentato al tycoon a maggio, nel corso di un incontro avvenuto nel resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, Florida. Deve essere considerato il canovaccio su cui intende muoversi il veterano di guerra di Vietnam e Cambogia per far sedere al tavolo dei negoziati le due parti in guerra. Il titolo della road map è “America First, Russia and Ukraine” e viene considerata la “politica Usa per cercare un cessate il fuoco e un accordo sul conflitto ucraino”.

Nel documento Kellogg sostiene che gli Stati Uniti continueranno a garantire armi a e aiuti all’Ucraina per assicurarsi che Mosca non “faccia ulteriori passi avanti e n…

NEW YORK – Congelare le linee di battaglia, usare la fornitura di armi come leva per convincere l’Ucraina a trattare e la Russia ad accettare l’avvio dei negoziati. Sono tre punti contenuti nel piano di pace scritto dal generale in pensione Keith Kellogg, nominato da Donald Trump inviato speciale per Ucraina-Russia, e l’ex analista della Cia Fred Fleitz.

Il documento venne presentato al tycoon a maggio, nel corso di un incontro avvenuto nel resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, Florida. Deve essere considerato il canovaccio su cui intende muoversi il veterano di guerra di Vietnam e Cambogia per far sedere al tavolo dei negoziati le due parti in guerra. Il titolo della road map è “America First, Russia and Ukraine” e viene considerata la “politica Usa per cercare un cessate il fuoco e un accordo sul conflitto ucraino”.

Nel documento Kellogg sostiene che gli Stati Uniti continueranno a garantire armi a e aiuti all’Ucraina per assicurarsi che Mosca non “faccia ulteriori passi avanti e non attacchi di nuovo, dopo il raggiungimento di un cessate il fuoco e dell’accordo di pace”. Gli Stati Uniti useranno la minaccia di bloccare i rifornimenti militari per convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad accettare l’avvio dei negoziati.

Il documento di Kellogg sostiene inoltre che per convincere il presidente russo Vladimir Putin a sedersi al tavolo, Stati Uniti e Nato devono rinviare il processo di adesione dell’Ucraina nell’alleanza atlantica, in cambio di garanzie sulla sicurezza al confine. Kiev, è la linea di Kellogg, non dovrebbe cedere ufficialmente alla Russia i territori persi durante il conflitto, ma solo affermare l’impossibilità di riconquistarli.

Non è chiaro se Trump seguirà in maniera esatta la road map del generale, ma la nomina di Kellogg è un segnale che in quel percorso il presidente eletto vede la soluzione. “Trump - ha spiegato a Newsweek Cédomir Nestorovic, professore di geopolitica - aveva promesso di fermare la guerra in ventiquattr’ore, ma è impossibile, ed è probabile che neanche lui ci creda”. “Ma allo stesso tempo - ha aggiunto - vuole agire velocemente, e per questo spingerà a favore dello scambio territori con pace”. Nessuno sa quali territori verranno sacrificati. Kellogg, a differenza di Trump, era a favore di un aiuto massiccio all’ucraina. In un’intervista a Voice of America, a luglio, il generale aveva accusato Joe Biden e la sua amministrazione di essere stata “troppo cauta” nell’aiutare l’Ucraina.

“Gli Stati Uniti - aveva detto - hanno dato all’Ucraina un sostegno per gli F-16? No. Abbiamo fornito armi a lungo raggio perché gli ucraini colpissero i russi? No. Abbiamo dato loro il permesso di entrare in Russia? No”. “La colpa dell’amministrazione - aveva concluso - è di non aver dato all’Ucraina il sostegno di cui aveva bisogno. Tu dovevi dargliele per spingere la Russia a negoziare”.

Nel documento Kellogg parla di “atteggiamento non serio e incoerente tenuto per tre anni” dalla Casa Bianca a cui imputa un errore chiave strategico: aver adottato, dopo l’inizio del conflitto nel febbraio 2022, “minacce senza precedenti” invece di avviare negoziati per allentare la tensione. “Un approccio da America First - è la conclusione del generale nel suo piano - avrebbe evitato l’invasione”. Persino il via libera finale dato da Biden all’uso dei missili a lungo raggio, secondo Kellogg, è diventato un assist per il suo successore. “Ha dato al presidente Trump uno strumento - ha spiegato il generale di recente a Fox News - perché ora avrà più opzioni per convincere Putin a negoziare la pace”.

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