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Ucraina, l’escalation di Putin: “Colpirò i centri decisionali”

(reuters)

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Il leader russo paventa l’uso dei missili Oreshnik anche contro Kiev
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Il presidente russo bombarda l’Ucraina e blandisce Donald Trump. Agita la nuova arma “Oreshnik”, ma non esclude i negoziati. Contempla una pace sì, ma soltanto alle sue condizioni. Non tentenna neppure davanti alla svalutazione inarrestabile del rublo. È un Vladimir Putin tronfio quello che si presenta alla stampa a conclusione del vertice dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) nella capitale kazaka Astana. Nella notte tra mercoledì e giovedì «90 missili e 100 droni» hanno colpito le infrastrutture energetiche ucraine. «Una risposta ai continui attacchi contro il nostro territorio utilizzando i missili statunitensi Atacms», dice. E se avere gettato nell’oscurità almeno un milione di ucraini non sarà bastato a scoraggiare Kiev e alleati, Putin ha in serbo altre mosse.

«L’ho detto e lo ripeto: ci sarà sempre una risposta a tali atti di aggressione. Come e quando, con quale arma, dipenderà dagli obiettivi che selezionerà lo Stato Maggiore del ministero della D…

Il presidente russo bombarda l’Ucraina e blandisce Donald Trump. Agita la nuova arma “Oreshnik”, ma non esclude i negoziati. Contempla una pace sì, ma soltanto alle sue condizioni. Non tentenna neppure davanti alla svalutazione inarrestabile del rublo. È un Vladimir Putin tronfio quello che si presenta alla stampa a conclusione del vertice dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) nella capitale kazaka Astana. Nella notte tra mercoledì e giovedì «90 missili e 100 droni» hanno colpito le infrastrutture energetiche ucraine. «Una risposta ai continui attacchi contro il nostro territorio utilizzando i missili statunitensi Atacms», dice. E se avere gettato nell’oscurità almeno un milione di ucraini non sarà bastato a scoraggiare Kiev e alleati, Putin ha in serbo altre mosse.

«L’ho detto e lo ripeto: ci sarà sempre una risposta a tali atti di aggressione. Come e quando, con quale arma, dipenderà dagli obiettivi che selezionerà lo Stato Maggiore del ministero della Difesa, perché per ogni obiettivo dovrà essere utilizzato uno strumento diverso, l’una o l’altra arma, adatta agli scopi». Putin non userà il nuovo missile ipersonico Oreshnik contro bersagli piccoli. Sarebbe, dice, «come sparare ai passeri con un cannone». Ma «non esclude» di usarlo per colpire «strutture dell’industria militare o i centri decisionali, anche a Kiev». «Tutto è possibile», minaccia tornando a tessere le lodi dell’arma usata per la prima volta una settimana fa contro la città ucraina di Dnipro.

«Se si utilizzano diversi sistemi di questo tipo in un unico colpo, se ne usano due, tre o quattro, allora, in termini di potenza, sarà paragonabile a un’arma nucleare», dice equiparando gli effetti dell’esplosione di Oreshnik a quelli della «caduta di un meteorite» e il calore liberato alla temperatura della superficie del Sole.

La recente escalation però, per Putin, non esclude il negoziato col presidente eletto statunitense Donald Trump, «una persona» a suo dire «intelligente» che potrà «trovare una soluzione». Contro di lui, spiega, sono stati mossi «processi umilianti e infondati, accuse legali», «attacchi contro i suoi familiari, i suoi figli», cosa che non farebbero «neppure i nostri gangster», ma anche «mezzi di lotta assolutamente incivili, fino al tentato omicidio, più di una volta, e tra l’altro, secondo me, non è al sicuro neppure adesso».

Nessuna concessione, però. «Niente è cambiato». Le sue condizioni sono le stesse che ha «esposto in dettaglio» lo scorso giugno incontrando i vertici del ministero degli Esteri: che l’Ucraina impedisca ai «nazionalisti» di prendere il potere e rinunci alle quattro regioni unilateralmente annesse da Mosca nonché all’adesione alla Nato. Putin non le ripete neppure, ma incontrando gli altri leader del Csto allude alla rimozione di Volodymyr Zelensky, un presidente «completamente illegittimo», «usurpatore del potere», che «dal punto di vista legale non ha neppure il diritto di dare ordini alle forze armate» perché il suo mandato è scaduto il 21 maggio scorso ma, in virtù della legge marziale, non ha indetto nuove elezioni. Quanto alla ipotesi ventilata da alcuni Paesi occidentali di fornire armi nucleari a Kiev, cesura netta: «In tal caso useremmo tutti, e sottolineo tutti, i mezzi di distruzione a nostra disposizione. Non lo permetteremo».

Putin è implacabile. E non vacilla neppure davanti agli impietosi dati economici: l’inflazione che galoppa nonostante i tassi al 21% e il rublo che crolla. La valuta russa è crollata dell’8,5% nella sola giornata di mercoledì, circa l’11% in una settimana, il 20% da settembre, tanto da essere tornata ai livelli di inizio marzo 2022, subito dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, e da avere costretto la Banca Centrale a vietare l’acquisto di valuta straniera fino a fine anno. Ma per Putin «ci sono molti fattori stagionali, la situazione è sotto controllo e non ci sono motivi di panico». Bisogna però vedere chi avrà la meglio in quella che in Russia chiamano “la battaglia tra televisore e frigo”, se la propaganda che strombazza la potenza del super-missile o la dura realtà economica.

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