Conti in rosso e spese di guerra: l’Europa impone a Kiev di alzare il prezzo delle sigarette
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV – Non c’è pace nelle trincee ghiacciate: con gli aumenti che il parlamento ucraino varerà definitivamente nei prossimi giorni, persino quella sigaretta agognata tra pallottole vaganti e droni infidi diventerà presto un lusso. Spinta da una precisa richiesta della Commissione europea per il processo di adesione alla Ue, la Commissione parlamentare della Verkhovna Rada ha raccomandato l’adozione integrale anche in seconda lettura del disegno di legge numero 11.090 che revisiona le aliquote delle accise sul tabacco e derivati.
Le nuove accise saranno in euro e saliranno progressivamente in quattro anni fino a raggiungere il livello imposto dalla Commissione Ue ai Paesi europei: al netto dell’inflazione, nel 2028 un pacchetto di sigarette finirà per costare il quadruplo.
In base alla legge, calcolando solo l’effetto dell’armonizzazione delle accise con quelle europee il prezzo medio aumenterà progressivamente dalle 53 grivne del 2023 a 174 nel 2028, passando cioè da 1,20 a 4 euro, p…
KIEV – Non c’è pace nelle trincee ghiacciate: con gli aumenti che il parlamento ucraino varerà definitivamente nei prossimi giorni, persino quella sigaretta agognata tra pallottole vaganti e droni infidi diventerà presto un lusso. Spinta da una precisa richiesta della Commissione europea per il processo di adesione alla Ue, la Commissione parlamentare della Verkhovna Rada ha raccomandato l’adozione integrale anche in seconda lettura del disegno di legge numero 11.090 che revisiona le aliquote delle accise sul tabacco e derivati.
Le nuove accise saranno in euro e saliranno progressivamente in quattro anni fino a raggiungere il livello imposto dalla Commissione Ue ai Paesi europei: al netto dell’inflazione, nel 2028 un pacchetto di sigarette finirà per costare il quadruplo.
In base alla legge, calcolando solo l’effetto dell’armonizzazione delle accise con quelle europee il prezzo medio aumenterà progressivamente dalle 53 grivne del 2023 a 174 nel 2028, passando cioè da 1,20 a 4 euro, per scaglioni già fissati.
L’obiettivo, spiega la Commissione Ue, è allinearsi agli standard fiscali europei riducendo contemporaneamente il consumo di tabacco e rimpinguando le casse esangui dello Stato con una ventina di miliardi di grivne aggiuntive all’anno. Tutta salute, per gli ucraini. Ma saranno i più poveri coloro sulle cui spalle ricadrà il peso della nuova legge. Una norma che anziché riequilibrare gli stipendi aumenta le accise, colpendo tutti indistintamente in un Paese in cui esistono sperequazioni fantasmagoriche tra il tenore di vita degli oligarchi, che svapano sfrecciando in Lamborghini con la scorta in Mercedes, e quello di minatori e contadini, che arrancano con le dita ingiallite sulle vecchie Zhiguli squinternate.
Poi ci sono i soldati, che pure avrebbero preoccupazioni di salute più imminenti della prevenzione oncologica. Ogni volta che i giornalisti vanno in trincea a tastare il polso alla guerra, portano in dono sigarette e bibite energetiche. Quando tremano come foglie per gelo o paura, è la brace rossa della sigaretta che vedi luccicare traballante al buio. Ma fumare in trincea è una passione difficile da sostenere, con la misera paga del soldato che parte da 20mila grivne - meno di 500 euro al mese - e non arriva a mille euro nemmeno con gli incentivi per la prima linea.
L’Ucraina però deve fare i conti con un’aritmetica impossibile, quella che pretende di far tornare i conti tra una guerra che non accenna a terminare e la gestione delle proprie finanze pubbliche, devastate e sostenute da ingenti prestiti e donazioni degli alleati. Combattere il tabagismo è cosa buona e saggia, ma farlo nel bel mezzo di una guerra mette nuovamente in difficoltà il governo Zelensky, sempre meno popolare per le promesse di vittoria naufragate in una realtà difficile. Ma stavolta l’Ufficio presidenziale aveva poco margine di manovra per evitarlo: deve fare i conti con le richieste internazionali.
La Commissione europea sottolinea “la necessità di armonizzare le accise in Ucraina con le norme europee nell’ambito dell’attuazione dell’Accordo di associazione”. La via per entrare in Europa passa anche da lì. Nella sua relazione, la Commissione europea sostiene che “l’armonizzazione delle aliquote delle accise consentirà una regolamentazione più trasparente e prevedibile del settore, anche se porterà a un aumento significativo del costo dei prodotti del tabacco per i consumatori ucraini”. La norma prevede dunque il raggiungimento del livello minimo di accise stabilito dalla Direttiva 2011/64: 90 euro per 1.000 sigarette entro il 2028. E in Europa ci sono Stati in cui l’accisa è stata elevata a 170 euro.
L’Unione europea e il Fondo monetario internazionale spingono per una maggiore austerità fiscale, e Kiev si adegua. La legge di bilancio per il 2025, appena approvata, fissa una serie di priorità per lo Stato mettendo al primo posto la difesa e la sicurezza, l'istruzione e la sanità; ma contemporaneamente congela le risorse destinate al welfare: il salario minimo e le pensioni non aumenteranno di una grivna, nonostante l’inflazione sia prevista al 9,5%.
La pressione delle istituzioni internazionali si fa sentire anche sul piano delle imposte: l’Fmi ha chiesto a Kiev di considerare un aumento dell’Iva del 2% (dal 20% al 22%) per far fronte all’aumento delle spese militari e agli impegni di bilancio. Il governo ha risposto picche a un aumento immediato, ma i parlamentari della maggioranza hanno spiegato che l’argomento potrebbe tornare in discussione nel 2025 qualora le spese finanziate dal Fondo non fossero adeguatamente coperte dalle entrate.
Mentre si pianificano le risorse destinate al settore militare, le fasce più vulnerabili della popolazione continuano a subire gli effetti della guerra. Sono loro a morire al fronte, non i deputati e gli oligarchi e nemmeno i benestanti e i loro figli, perché una via per evitare la mobilitazione si trova sempre in un Paese in cui la corruzione è moneta quotidiana. Sono loro anche i soldati amputati che tornano a casa senza gambe o senza braccia. E sono sempre loro a dover fare i conti con l’aumento del costo della vita, ora che bisogna aderire alle regole europee e alle richieste che gli altri alleati occidentali avanzano in cambio degli aiuti indispensabili.
Non possono che sfogarsi ironizzando sui social con commenti come questo: “L’importante è che il prezzo della cocaina non aumenti, altrimenti dovranno nuovamente aumentarsi lo stipendio per approvare leggi come questa”.