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L’allarme dei servizi tedeschi: da Mosca disinformazione e sabotaggi per influenzare le elezioni

(afp)

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Il rapporto dell’intelligence interna: Mosca punta a “screditare miratamente candidati scomodi” e a diffondere “dubbi sul processo elettorale in sé”. Berlini prepara una task force
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Eccolo, il rapporto che tutti temevano. La Germania rischia pesanti incursioni della micidiale macchina di propaganda russa da qui alle elezioni del 23 febbraio. Il Verfassungsschutz, l’intelligence interna, ha lanciato un allarme rosso. La campagna per le elezioni politiche del 2025, le più importanti in Europa, rischia di essere inquinata “da tentativi di influenze di potenze straniere”. Dopo le recenti ingerenze pesantissime nel voto in Moldova e Romania, è chiaro che la Russia punta al bersaglio grosso.

La gravità delle minacce ha indotto Berlino persino a istituire una task force che cercherà di intercettare le interferenze di Mosca e si coordinerà con le agenzie federali e regionali per stroncare gli attacchi e le manipolazioni del Cremlino. Occorre prepararsi, si legge nella “Gefaehrdungsanalyse” (Analisi dei rischi), ad “azioni di disinformazione e discredito, cyberattacchi, spionaggio e sabotaggio”.

Fonti russe intercettate dagli 007 tedeschi hanno annunciato nei mesi scors…

Eccolo, il rapporto che tutti temevano. La Germania rischia pesanti incursioni della micidiale macchina di propaganda russa da qui alle elezioni del 23 febbraio. Il Verfassungsschutz, l’intelligence interna, ha lanciato un allarme rosso. La campagna per le elezioni politiche del 2025, le più importanti in Europa, rischia di essere inquinata “da tentativi di influenze di potenze straniere”. Dopo le recenti ingerenze pesantissime nel voto in Moldova e Romania, è chiaro che la Russia punta al bersaglio grosso.

La gravità delle minacce ha indotto Berlino persino a istituire una task force che cercherà di intercettare le interferenze di Mosca e si coordinerà con le agenzie federali e regionali per stroncare gli attacchi e le manipolazioni del Cremlino. Occorre prepararsi, si legge nella “Gefaehrdungsanalyse” (Analisi dei rischi), ad “azioni di disinformazione e discredito, cyberattacchi, spionaggio e sabotaggio”.

Fonti russe intercettate dagli 007 tedeschi hanno annunciato nei mesi scorsi una “guerra di informazione contro l’Occidente”. In Germania, dall’attacco all’Ucraina di mille giorni fa, l’offensiva di Mosca si è enormemente rafforzata, soprattutto “per suscitare insicurezze e spaccare la società tedesca” e per “indebolire il sostegno all’Ucraina”, scrivono i servizi.

Le strategie per avvelenare il clima, polarizzare gli elettori e spingerli verso posizioni filorusse sono variegate. Da un lato Berlino si aspetta, da parte russa, “il sostegno a determinati candidati o partiti” e si può immaginare quali: quello di Sahra Wagenknecht e l’Afd, già dichiaratamente e smaccatamente putiniani. Ma anche nelle file della Spd si sono osservati in questi mesi politici sempre più tentati da uno strappo con l’Ucraina. E, dal cancelliere Olaf Scholz in giù si odono ambigui richiami a un appeasement con Mosca.

Un obiettivo uguale e contrario, da parte di Mosca, è quello di “screditare miratamente candidati scomodi”, e di diffondere, sul modello trumpiano, “dubbi sul processo elettorale in sé”, esattamente come “sul risultato delle urne”. Favorire, insomma, un clima da rivolta del 6 gennaio al Campidoglio americano.

Il rapporto mette infine in guardia da cyberattacchi, dal “furto, dalla manipolazione e dalla pubblicazione di informazioni” e dalle distorsioni ottenute attraverso l’intelligenza artificiale come i “deepfake”. E avverte che Mosca punterà anche su un fattore tipico della destra autoritaria per spingere gli elettori su posizioni estremiste: la paura.

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