PARIGI - Lavoratrici del sesso, ma lavoratrici come le altre. Ovvero con gli stessi diritti e tutele. Il Belgio diventa il primo paese al mondo a inserire le sex workers nel sistema di protezione sociale, prevedendo vero e proprio contratto di lavoro. La prostituzione è depenalizzata già da due anni, ma nel maggio scorso il Parlamento federale ha fatto un passo ulteriore, approvando una legge che entra in vigore da oggi e prevede ad esempio che le sex worker verseranno contributi al Welfare come le altre categorie di lavoratori e quindi potranno essere pagate in caso di congedi per malattia o maternità, avranno sussidi di disoccupazione e in futuro beneficeranno anche di una regolare pensione.
La legge che instaura il "nouveau statut travailleur du sexe" regola anche l'orario di lavoro, la retribuzione e le norme di sicurezza. Le sex worker possono ad esempio, rifiutare un cliente, scegliere le proprie pratiche sessuali e interrompere una prestazione in qualsiasi momento. E quando non…
PARIGI - Lavoratrici del sesso, ma lavoratrici come le altre. Ovvero con gli stessi diritti e tutele. Il Belgio diventa il primo paese al mondo a inserire le sex workers nel sistema di protezione sociale, prevedendo vero e proprio contratto di lavoro. La prostituzione è depenalizzata già da due anni, ma nel maggio scorso il Parlamento federale ha fatto un passo ulteriore, approvando una legge che entra in vigore da oggi e prevede ad esempio che le sex worker verseranno contributi al Welfare come le altre categorie di lavoratori e quindi potranno essere pagate in caso di congedi per malattia o maternità, avranno sussidi di disoccupazione e in futuro beneficeranno anche di una regolare pensione.
La legge che instaura il "nouveau statut travailleur du sexe" regola anche l'orario di lavoro, la retribuzione e le norme di sicurezza. Le sex worker possono ad esempio, rifiutare un cliente, scegliere le proprie pratiche sessuali e interrompere una prestazione in qualsiasi momento. E quando non lavorano in modo autonomo, ma sono dentro a una struttura regolarmente autorizzata, per fare la differenza tra prosseneti che sfruttano il corpo di queste donne, e “datori di lavoro” che intermediano in un contesto legale, sono state aggiunge regole come il fatto che bisogna prevedere l'installazione di un pulsante di emergenza e la fornitura di articoli igienici, biancheria pulita e preservativi.
“D'ora in poi sarà legalmente possibile assumere un lavoratore del sesso nel rispetto degli standard minimi”, spiega Daan Bauwens, direttore dell'associazione Utsopi (Union belge des travailleur.euses du sexe) che si presenta come sindacato di categoria.
Nel lavoro si dovrà applicare la cosiddetta “regola delle 4 libertà”: rifiutare un cliente, interrompere un atto sessuale in qualsiasi momento, scegliere le proprie pratiche e rivendicare la propria sessualità. Diverse associazioni femministe denunciano una legge che non aiuterà le persone ad abbandonare la prostituzione e che anzi incentiva lo “sfruttamento del corpo delle donne”. Durante l'approvazione in Parlamento, il ministro del Lavoro Pierre-Yves Dermagne ha difeso la svolta. “Le formule di proibizionismo o, peggio ancora, l'ipocrisia con cui affrontiamo queste questioni sociali non sono la soluzione”, ha sottolineato Dermagne. “Preferisco guardare in faccia la realtà, anche se questa realtà è violenta e cruda, anche se mette in discussione tutta una serie di fondamenti della nostra società”.