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La Romania torna alle urne: l’estrema destra filo-russa pronta a volare anche alle politiche

La leader del partito di estrema destra "Sos Romania" Diana Sosoaca al seggio 

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Il primo turno delle presidenziali ha visto trionfare a sorpresa il candidato indipendente Georgescu. Le contestazioni dopo il risultato alimentano il clima di incertezza. I populisti spingono per lo stop al sostegno all’Ucraina
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BUCAREST – Oggi la Romania torna alle urne per le elezioni parlamentari. Le previsioni indicano una vittoria dell'estrema destra che dovrebbe trarre vantaggio dal primo turno delle presidenziali dove un candidato indipendente di estrema destra è emerso da una relativa oscurità per diventare il favorito.

La sua inaspettata vittoria ha portato alla luce un diffuso consenso per i partiti ultranazionalisti di estrema destra, alcuni con simpatie palesi filo-russe, che potrebbero sovvertire l'orientamento filo-occidentale della Romania e minare il sostegno all'Ucraina.

Dopo una campagna dominata dalle preoccupazioni degli elettori sui problemi di bilancio e sul costo della vita, le elezioni mettono a confronto i contendenti di estrema destra con i partiti tradizionali filo-europei che hanno irritato i loro elettori con lotte intestine e sospetti di corruzione.

I partiti di estrema destra hanno anche soffiati sui timori dei cittadini per un’estensione del conflitto ucraino dentro i confini n…

BUCAREST – Oggi la Romania torna alle urne per le elezioni parlamentari. Le previsioni indicano una vittoria dell'estrema destra che dovrebbe trarre vantaggio dal primo turno delle presidenziali dove un candidato indipendente di estrema destra è emerso da una relativa oscurità per diventare il favorito.

La sua inaspettata vittoria ha portato alla luce un diffuso consenso per i partiti ultranazionalisti di estrema destra, alcuni con simpatie palesi filo-russe, che potrebbero sovvertire l'orientamento filo-occidentale della Romania e minare il sostegno all'Ucraina.

Dopo una campagna dominata dalle preoccupazioni degli elettori sui problemi di bilancio e sul costo della vita, le elezioni mettono a confronto i contendenti di estrema destra con i partiti tradizionali filo-europei che hanno irritato i loro elettori con lotte intestine e sospetti di corruzione.

I partiti di estrema destra hanno anche soffiati sui timori dei cittadini per un’estensione del conflitto ucraino dentro i confini nazionali a causa del sostegno di Bucarest a Kiev, così come sul risentimento per il trattamento preferenziale riservato ai rifugiati dall'Ucraina.

"Non voterò per nessun partito che sia mai stato in Parlamento, questo è un voto per eliminare quello che c’è", dice all’agenzia di stampa Reuters Marian Gheorghe, un tassista. "Ho dei figli e sono stanco di dire loro 'No' perché non posso permettermi ciò di cui hanno bisogno". "Dov'è la giustizia, perché i bambini romeni sono meno dei bambini ucraini?".

La Romania è stata un forte alleato della vicina Ucraina, aiutando a esportare milioni di tonnellate di grano, addestrando i suoi piloti da caccia e donando una batteria di difesa aerea Patriot.

Giorni dopo che il politico di estrema destra Calin Georgescu ha vinto al primo turno delle elezioni presidenziali, un sondaggio di opinione questa settimana ha mostrato che l'Alleanza per l'Unità dei Romeni (AUR) di estrema destra ha un leggero vantaggio sui socialdemocratici al governo indicando anche che due partiti scissionisti di estrema destra entreranno probabilmente in Parlamento, dando potenzialmente agli ultranazionalisti un terzo dei seggi nella legislatura.

L'inaspettato successo di Georgescu domenica scorsa ha sollevato preoccupazioni su interferenze russe nella campagna e ha spinto a un riconteggio dei voti. Un candidato sconfitto ha chiesto alla corte suprema del paese di ripetere il primo turno di votazione. Gli elettori non sanno perciò se l'esito del voto del primo turno presidenziale sarà confermato. Non sanno nemmeno se il ballottaggio presidenziale, programmato per l'8 dicembre tra Georgescu e la centrista Elena Lasconi, si svolgerà o si terrà in una data successiva, con la corte che dovrebbe decidere domani.

Georgescu, 62 anni, è stato critico nei confronti della NATO e dell'assistenza romena all'Ucraina e ha affermato che Bucarest dovrebbe impegnarsi con la Russia, non sfidarla. I sondaggi di opinione non avevano previsto il suo successo. Gli analisti politici affermano che è probabile che i partiti di estrema destra traggano vantaggio dall'incertezza. "I beneficiari netti ... sono Georgescu e il campo anti-establishment che ora sta ricevendo munizioni aggiuntive: ecco come funzionano le istituzioni statali", si stringe nelle spalle Sergiu Miscoiu, professore di scienze politiche presso l'Università Babes-Bolyai.

I prossimi Parlamento e governo dovranno affrontare un compito arduo: tentare di ridurre il più alto deficit di bilancio dell'UE (8%). La Romania ha la quota maggiore di popolazione dell'Ue a rischio povertà e ampie fasce del paese hanno bisogno di investimenti. "Abbiamo un paese sviluppato in modo non uniforme e le frustrazioni più grandi si accumulano in queste aree periferiche che saranno preda dei candidati che sanno come affrontarle", spiega l'antropologo Bogdan Iancu.

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