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Trump nomina Kash Patel capo dell'Fbi

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La sua nomina rappresenta uno schiaffo per l’Fbi, perché arriva con quasi tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del mandato decennale dell’attuale direttore, Christopher Wray
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New York - Donald Trump ha scelto il nuovo direttore dell’Fbi, l’agenzia investigativa americana: è Kash Patel, 44 anni, nato a Garden City, New York, da genitori indiani emigrati nell’Africa orientale. Ma, soprattutto, Patel è un altro dei fedelissimi del tycoon, teorico dell’azzeramento dei vertici dell’Fbi e desideroso di mettere sotto inchiesta tutti gli agenti federali che non si sono mostrati fedeli a Trump.

La sua nomina rappresenta già uno schiaffo per l’Fbi, perché è arrivata con quasi tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del mandato decennale dell’attuale direttore, Christopher Wray, nominato proprio da Trump nel 2017. Wray avrebbe dovuto lasciare nel 2027, ma probabilmente si dimetterà prima della scadenza per non intralciare il piano del presidente eletto, deciso a regolare i conti con tutti quelli che si sono frapposti sulla sua strada.

Il direttore dell’Fbi pagherà il raid a Mar-a-Lago dell’8 agosto di due anni fa, quando gli agenti federali erano andati nel res…

New York - Donald Trump ha scelto il nuovo direttore dell’Fbi, l’agenzia investigativa americana: è Kash Patel, 44 anni, nato a Garden City, New York, da genitori indiani emigrati nell’Africa orientale. Ma, soprattutto, Patel è un altro dei fedelissimi del tycoon, teorico dell’azzeramento dei vertici dell’Fbi e desideroso di mettere sotto inchiesta tutti gli agenti federali che non si sono mostrati fedeli a Trump.

La sua nomina rappresenta già uno schiaffo per l’Fbi, perché è arrivata con quasi tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del mandato decennale dell’attuale direttore, Christopher Wray, nominato proprio da Trump nel 2017. Wray avrebbe dovuto lasciare nel 2027, ma probabilmente si dimetterà prima della scadenza per non intralciare il piano del presidente eletto, deciso a regolare i conti con tutti quelli che si sono frapposti sulla sua strada.

Il direttore dell’Fbi pagherà il raid a Mar-a-Lago dell’8 agosto di due anni fa, quando gli agenti federali erano andati nel resort di Trump in Florida e avevano sequestrato decine di file riservati che l’ex presisdente aveva portato via illegalmente dalla Casa Bianca, prima di lasciare il posto al suo successore, Joe Biden. Trump, infuriato, aveva chiesto le dimissioni di Wray. Non le ottenne allora, le avrà nelle prossime settimane, prima di tornare allo Studio Ovale, il 20 gennaio 2025.

Con Patel il presidente eletto avrà un altro “legionario" pronto a tutto. “E’ un uomo capace - ha detto di lui Trump, annunciandone la nomina - che ha alle spalle più di sessanta processi”. Procuratore, membro del Consigio sulla sicurezza nazionale durante il primo mandato Trump, Patel è stato per tre anni procuratore antiterrorismo per il dipartimento Giustizia. I suoi ex colleghi dicono che fosse un po’ megalomane e si presentasse come “procuratore capo”, mentre era solo un novizio. Come membro dello staff della commissione Intelligence della Camera, Patel conquistò l’attenzione di Trump per aver stilato un documento secondo cui l’amministrazione di Barack Obama aveva spiato la campagna di Trump alla ricerca di prove del suo legame con la Russia. Su quelle conclusioni ci sono stati pareri discordanti.

Ma Patel ha mostrato anche un’indole da marketing: ha venduto magliette pro-Trump e altri oggetti tra cui libri per bambini che rendevano omaggio a “Re Donald”. Di recente ha guadagnato migliaia di dollari come consulente per la sua campagna e per quella di Matt Gaetz, l’ex deputato della Florida travolto da uno scandalo sessuale che gli ha bruciato la corsa a ministro della Giustizia.

C’è soprattutto un aspetto da tenere conto con Patel: ambisce a essere un “boia politico”, quello in grado di fare piazza pulita di tutti gli avversari di Trump. Se Gaetz doveva diventare l’”esecutore” come Attorney General, Patel lo sarà guidando l’Fbi. Con lui, dice chi lo conosce, finiranno le inchieste sugli insurrezionisti del 6 gennaio 2021, quando centinaia di trumpiani assaltarono il Congresso nel tentativo di fermare la certificazione della vittoria di Biden.

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