Mentre le truppe dell’opposizione avanzano e l'esercito siriano risponde lanciando attacchi aerei nel tentativo di respingere gli insorti, il capo della diplomazia di Damasco vola in Turchia, principale alleato dei ribelli, per discutere con Erdogan. I paesi occidentali chiedono intanto una rapida de-escalation del conflitto: con una nota congiunta Usa, Gb, Francia e Regno Unito sottolineano “la necessità di pensare ai civili e alle infrastrutture”.
Usa, 'Paesi usino influenza sulla Siria per de-escalation'
"Tutti i Paesi che hanno influenza sulla Siria la usino per la de-escalation". E' l'appello del dipartimento di Stato americano secondo il portavoce Matthew Miller.
Guterres: “Preoccupato per escalation in Siria, fine immediata delle ostilità”
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto "la fine immediata delle ostilità" in Siria dicendosi "preoccupato per le recente escalation nel nordovest" del Paese. Lo ha dichiarato il suo portavoce Stéphane Dujarric. "Tutte le parti devono fare il possibile per proteggere i civili e permettere il passaggio in sicurezza dei civili che fuggono dalle ostilità", ha aggiunto Dujarric.
Siria: Erdogan, "Caos conseguenza guerra in Medio Oriente"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ritiene la recente escalation di violenza in Siria il risultato del conflitto esploso a Gaza e in Libano. Il leader turco ha definito "prioritaria" l'integrità territoriale della Siria, reso noto che Ankara parla con Iran e Russia e annunciato che per i militari turchi di stanza nel nord della Siria e al confine è scattata l'allerta. "Seguiamo da vicino gli sviluppi di questa improvvisa esplosione di violenza nel territorio dei nostri vicini siriani. Avevamo messo in guardia dal rischio che l'instabilità della regione si sarebbe potuta espandere alla Siria e gli ultimi giorni ci hanno dato purtroppo ragione. Per noi è prioritaria l'integrità territoriale del Paese e per questo siamo in contatto con altri Paesi. Al confine le nostre truppe hanno preso tutte le misure precauzionali possibili", ha detto Erdogan.
Siria: ong, oltre 500 morti in combattimenti tra cui 92 civili
Nei combattimenti in Siria tra l'esercito regolare, supportato da Iran e Russia, e i ribelli jihadisti sono morte almeno 514 persone, tra cui 92 civili. È quanto afferma la ong Osservatorio siriano per i diritti umani. Tra i combattenti sono stati uccisi 217 miliziani ribelli e 51 soldati dell'esercito siriano. Mentre tra i civili è stato ucciso un bambino, 4 studenti universitari di Hay'at Tahrir al-Sham, 10 studenti ad Aleppo e 6 civili, tra cui un bambino nella città di Hama.
Fonti, capiclan Eufrate discutono se entrare in guerra
Una serie di capiclan tribali della valle dell'Eufrate si sono riuniti oggi sulla riva occidentale del fiume per discutere se entrare in guerra contro le forze governative siriane e iraniane nell'area di Dayr az Zor, in un momento in cui sembra che gli alleati locali dell'Iran siano in ritirata. Lo riferiscono fonti locali a Dayr az Zor, secondo cui alla riunione, organizzata a Mheimidiye, nell'abitazione dello shaykh Hamid Bashir, hanno partecipato tra gli altri dignitari e capiclan della più ampia confederazione tribale dei Baggara.
Kiev, Russia e Iran "responsabili" dell'escalation in Siria
L'Ucraina ha accusato l'Iran e la Russia, il cui esercito aiuta le forze siriane di Bashar al-Assad da quasi dieci anni, di essere "responsabili" dell'escalation in Siria, dove i ribelli hanno conquistato negli ultimi giorni vaste zone del Nord del Paese.
"Mosca e Teheran sono i principali responsabili del deterioramento della situazione della sicurezza in Siria", ha affermato in una nota il ministero degli Esteri ucraino. "Gli atroci crimini commessi da Assad, Putin e dagli ayatollah iraniani contro i siriani hanno minacciato la sopravvivenza della Siria come Stato indipendente", ha dichiarato Kiev.
I filoturchi accerchiano Hama per impedire l’arrivo dei rinforzi iraniani
L'avanguardia dell'offensiva jihadista filo-turca, guidata da Hayat Tahrir ash Sham (Hts), tenta di accerchiare su tre lati la città chiave di Hama, nella Siria centrale, per impedire ai rinforzi iraniani giunti dal vicino Iraq di sostenere i governativi nella zona. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui i jihadisti hanno conquistato nelle ultime ore alcune località a nord-est e a nord-ovest di Hama. In particolare, si segnala l'avanzata di Hts lungo due direttrici: verso Mataban, a nord-est di Hama, e la presa di Qalaat al Madiq, cittadina chiave sul fiume Oronte, a nord-ovest di Hama e di fronte a Sqeilbiye, dove si trova una base militare russa.
Domani consiglio della sicurezza Onu sulla Siria
Il consiglio di sicurezza dell'Onu terrà domani una riunione d'emergenza sulla Siria, a seguito di un'offensiva fulminea da parte dei ribelli jihadisti che hanno catturato zone del nord del paese dalle forze governative. L'incontro, si apprende da fonti a Palazzo di Vetro, è stato richiesto dal governo siriano e sostenuto dai tre membri africani del Consiglio (Mozambico, Sierra Leone e Algeria) e dalla Guyana.
Tajani: “In Siria al lavoro per far uscire gli italiani”
In Siria "stiamo lavorando per assicurare a tutti i nostri concittadini la possibilità di uscire da Aleppo" attraverso i percorsi meno pericolosi: lo ha detto parlando a giornalisti al Cairo il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "C'è stato un blocco delle partenze da quella città a causa dei combattimenti che si fanno lungo la strada che conduce proprio da Aleppo a Damasco", ha ricordato il ministro a margine della conferenza per gli aiuti umanitari a Gaza. "Ora la nostra ambasciata sta cercando, insieme alle Nazioni Unite e alle ambasciate di altri Paesi, di fare in modo che questi italiani possano lasciare Aleppo con il convoglio umanitario delle Nazioni unite", ha aggiunto. "Stiamo trattando sul percorso da fare onde evitare zone di combattimenti", ha concluso il titolare della Farnesina.
Putin sente il presidente iraniano Pezeshkian
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica hanno sottolineato l'importanza di coordinare gli sforzi nell'ambito del 'formato Astana', con la partecipazione della Turchia per risolvere la situazione in Siria. Lo riferisce il Cremlino, come riportano le agenzie russe. "E' stato espresso sostegno incondizionato alle azioni delle legittime autorità della Siria volte a ripristinare l'ordine costituzionale e l'integrità territoriale del Paese, ed è stata sottolineata l'importanza di coordinare gli sforzi nel quadro del formato Astana con la partecipazione della Turchia", si legge nella nota.
La Ue: esortiamo tutti a rispettare i diritti umani
"Stiamo monitorando gli sviluppi da vicino e siamo estremamente preoccupati per la sicurezza e la vita dei civili. Esortiamo tutti i gruppi a rispettare la legge umanitaria internazionale in ogni circostanza". Lo dichiara un portavoce della Commissione europea durante il briefing per la stampa a Bruxelles, riferendosi alla conquista della città strategica di Aleppo da parte dei ribelli guidati dal gruppi jihadista Hayat Tahrir al-Sham (Hts). L'esecutivo Ue si attiene al linguaggio delle conclusioni del Consiglio europeo dello scorso 18 ottobre, che ritiene ancora valide: "Solo una soluzione politica in linea con la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza Onu permetterà a tutti i siriani di vivere in pace e sicurezza". Adottata nel 2015, la risoluzione delinea una roadmap per una soluzione politica del conflitto siriano attraverso un cessate il fuoco, negoziati inclusivi, un governo di transizione, una nuova costituzione e l'indizione di libere elezioni. Sul versante della possibile crisi migratoria che potrebbe risultare dalla riapertura delle ostilità, la Commissione ritiene "necessario creare le condizioni per un ritorno sicuro e dignitoso dei rifugiati siriani su base volontaria". In quest'ottica "ha avviato discussioni con le agenzie delle Nazioni Unite per collaborare con i vari Paesi per i rimpatri volontari in regioni della Siria sicure e in cui le misure di protezione possono essere rispettate". A una domanda della stampa, il portavoce evidenzia che è "ancora in corso" il processo per decidere se creare la figura di un inviato speciale dell'Ue per la Siria, ipotesi ventilata negli ultimi mesi alla luce di una possibile, parziale riapertura del dialogo tra Bruxelles e il regime di Bashar al-Assad.
Usa ed Emirati discutono della possibilità di congelare le sanzioni ad Assad
Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti hanno discusso tra loro la possibilità di revocare le sanzioni al presidente siriano Bashar al-Assad se si separerà dall'Iran e taglierà le vie di armamento a Hezbollah in Libano, hanno detto cinque persone che hanno familiarità con la questione. Le conversazioni si sono intensificate negli ultimi mesi, hanno detto le fonti, spinte dalla possibile scadenza il 20 dicembre delle sanzioni statunitensi contro la Siria e dalla campagna di Israele contro la rete regionale di Teheran, tra cui Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e le risorse iraniane in Siria. Le discussioni si erano però svolte prima che i ribelli anti-Assad invadessero Aleppo la scorsa settimana nella loro più grande offensiva in Siria da anni.
L’Idf: “Il regime iraniano manda rinforzi a Damasco. Impediremo che le armi iraniane raggiungano la Siria”
Il portavoce dell'esercito di Israele (Idf),Daniel Hagari, ha affermato in un'intervista all'emittente Sky News: "Il regime iraniano sta inviando rinforzi in Siria. Stiamo monitorando la situazione e impediremo che le armi iraniane raggiungano la Siria".
Aragchi: “Divergenze con Turchia, ma dobbiamo trovare una soluzione”
"Ci sono alcune divergenze con la Turchia, ma il mio consiglio è di raggiungere una soluzione". Lo ha ammesso il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando della situazione in Siria durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Araghchi, citato dall'agenzia di stampa Mehr, ha affermato che "nella Siria settentrionale sono di nuovo attive organizzazioni takfiriste che minacciano la sicurezza della Siria e delle sue comunità", ribadendo il "sostegno totale" della Repubblica islamica al "governo siriano". "Noi crediamo che il regime sionista (così le autorità iraniane definiscono Israele, ndr) abbia qualcosa a che fare con il ritorno delle organizzazioni terroristiche", ha aggiunto Araghchi, che ha quindi annunciato un incontro del "formato Astana" (Russia, Turchia e Iran) a livello di ministri degli Esteri.
Turchia: “Presto incontro con Iran e Russia sulla Siria”
Il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, ha annunciato a breve un incontro con gli omologhi di Russia e Iran sulla situazione in Siria. "Il processo di Astana sarà attuato presto", ha detto in conferenza stampa congiunta con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, riferendosi al processo di pace per la guerra civile siriana messo in atto a partire dal dicembre 2016 dalle diplomazie di Russia, Turchia e Iran. Lo riporta l'emittente turca Trt. "Le nostre istituzioni agiscono con un intenso coordinamento", ha aggiunto Fidan, "i problemi esistono da 13 anni e il regime di Assad non si è avvicinato ad una soluzione politica. Sia l'opposizione che il regime hanno seguito la posizione avanzata dai tre paesi. Durante questo processo abbiamo sempre mantenuto la necessaria comunicazione con le autorità iraniane e russe. Il nostro Presidente ha avviato l'iniziativa necessaria per risolvere questo problema attraverso il dialogo".
Assad: “E’ in atto un tentativo di ridisegnare la mappa della Siria”
L'offensiva dei ribelli jihadisti filo-turchi nel nord della Siria è un tentativo di "ridisegnare la mappa della regione". Lo ha denunciato il presidente siriano Bashar al-Assad, mentre continuano i combattimenti tra l'esercito regolare, appoggiato da Russia e Iran, e i combattenti, che hanno conquistato Aleppo e puntano a sud.
Il comando di Damasco: “400 terroristi eliminati in raid con i russi”
Oltre 400 terroristi sono stati eliminati nelle ultime ore durante gli attacchi aerei russi e siriani ad Aleppo e Idlib. Lo sostiene il comando dell'esercito siriano, come riporta Tass. L'aviazione siriana, sostenuta dalle forze aerospaziali russe, ha eliminato 5 posti di comando dei terroristi, 7 depositi nelle province di Aleppo e Idlib in 24 ore, riporta ancora Tass.
Il Cremlino: “Continueremo a sostenere Assad”
La Russia "continua a sostenere" il presidente siriano Bashar al-Assad. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
Iran: “Terroristi in Siria a causa della presenza americana”
"La presenza militare degli Stati Uniti in Siria è una violazione di alcuni principi e leggi della Siria e la continua presenza di terroristi in Siria è il risultato della presenza degli Stati Uniti in quel Paese". Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, sostenendo che l'Isis non ha mai rappresentato una minaccia per gli Stati Uniti e i suoi interessi. "Se lo scopo della presenza militare degli Stati Uniti in Siria è combattere Daesh (sigla utilizzata per indicare l'Isis), allora cosa sta facendo questo gruppo in Siria e come sta operando il gruppo Tahrir al-Sham in Siria?", ha detto il funzionario, come riferisce Irna, aggiungendo che è necessaria un'azione rapida per fermare le "attività terroristiche" in corso in Siria. "Il ministro degli Esteri (dell'Iran, Abbas Araghchi) ha iniziato il suo viaggio dalla Siria ieri e oggi è in Turchia. È necessaria un'azione urgente per fermare le attività dei terroristi in Siria", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.
Undici civili uccisi nei bombardamenti nel nord-ovest della Siria
Undici civili, compresi cinque minori, sono morti e decine sono rimasti feriti in raid aerei che hanno colpito il nordovest della Siria. Lo denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo. L'Osservatorio riferisce di "attacchi aerei condotti da jet russi e siriani su diverse aree, anche nella città di Idlib e un campo per sfollati a nord" di Idlib.
Il capo di stato maggiore siriano visita il fronte ad Hama
Il capo di Stato maggiore siriano, il generale Abdel Karim Mahmud Ibrahim, si è recato stamani in visita a Hama, città sulla linea del fronte tra le forze russe e governative siriane e quelle jihadiste filo-turche. Lo riferisce il quotidiano filo-governativo siriano al Watan, il cui sito Internet è tornato a funzionare dopo un black-out di 24 ore tra venerdì e sabato scorsi. "L'esercito siriano rimarrà il garante del popolo del paese e il difensore della terra e della sovranità", ha detto il generale citato dal quotidiano al Watan. Lo stesso giornale, cita l'agenzia governativa siriana Sana, secondo cui nelle ultime ore sono arrivati rinforzi militari lungo la linea del fronte a nord di Hama.
Milizie filo-iraniane entrano in Siria nella notte
Milizie sostenute dall'Iran sono entrate in Siria dall'Iraq durante la notte e si stanno dirigendo verso il nord del Paese per dare manforte alle forze dell'esercito di Bashar al-Assad che combattono contro i ribelli: lo riportano i media internazionali, che citano due fonti dell'esercito siriano. "Si tratta di nuovi rinforzi inviati per aiutare i nostri compagni in prima linea nel nord", ha dichiarato un'alta fonte dell'esercito.
La Cina: “Sostegno allla Siria nel suo sforzo per mantenere la sicurezza nazionale”
La Cina conferma il suo "sostegno" al regime siriano nei "suoi sforzi per mantenere la sicurezza e la stabilità nazionale". Lo ha detto un portavoce cinese Ministro degli Esteri, Lin Jian, nel corso di una conferenza stampa periodica. La Cina, in quanto Paese "amico della Siria", è pronta a "contribuire positivamente per evitare che la situazione peggiori", ha aggiunto Lin Jian, mentre sabato il potere del presidente Bashar al-Assad ha perso il controllo di Aleppo, la seconda città del Paese.
Il capo della diplomazia siriana in Turchia
Il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi è arrivato ad Ankara, poche ore dopo aver parlato a Damasco con il presidente siriano Bashar al-Assad dell'offensiva lanciata dai gruppi ribelli contro la città di Aleppo: incontrerà il ministro turco Hakan Fidan e il presidente Erdogan. E discuterà con loro dell'importanza del "sostegno degli alleati" per "affrontare gli attacchi terroristici". Russia e Iran sono i principali alleati del regime di Bashar al-Assad, mentre la Turchia è sostenitrice delle fazioni ribelli, anche se, negli ultimi mesi, il presidente turco ha cercato di avvicinarsi al presidente siriano.
Altri 25 morti tra i civili per gli attacchi aerei russi
Continua la strage in Siria, ancora morti tra i civili vittime del conflitto tra ribelli e forze governative appoggiate da Mosca. Il servizio di soccorso gestito dall'opposizione siriana, noto come Caschi Bianchi, ha dichiarato che altre 25 persone sono state uccise nel nord-ovest della Siria negli attacchi aerei effettuati dal governo siriano e dalla Russia
Blinken chiama il ministro degli esteri turco Fidan: “Proteggere i civili”
Dopo la nota congiunta con Germania, Francia e Regno Unito, il segretario di Stato americano Blinken ha chiamato il ministro degli esteri turco Hakan Fidan per discutere "della necessità di allentare l'escalation" in Siria, dove i gruppi ribelli filo-turchi hanno inferto un duro colpo al regime di Bashar al-Assad, prendendo il controllo di diversi territori nei giorni scorsi. Durante il colloquio, Anthony Blinken ha sottolineato "la necessità di allentare la tensione e di proteggere le vite dei civili".
Che cosa sta succedendo in Siria: ecco perché i jihadisti hanno sferrato l’attacco. E a chi conviene
Appello di Usa, Francia, Gb e Germania per una de-escalation: “Proteggere popolazione e infrastrutture”
Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno chiesto una de-escalation in Siria e hanno lanciato un appello per la protezione dei civili e delle infrastrutture. "L'attuale escalation non fa che sottolineare l'urgente necessità di una soluzione politica del conflitto, in linea con la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite", si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata dal Dipartimento di Stato statunitense. Nella nota si fa riferimento alla risoluzione Onu del 2015 che approva un processo di pace in Siria