LONDRA – Da solo a piedi dietro la bara del padre, in abito scuro e occhiali da sole, impacciato dal suo poco atletico metro e novanta di statura, le lunghe braccia penzoloni, Bashar al-Assad sembrava l’erede sbagliato per il dittatore che aveva tenuto la Siria per trent’anni sotto un tallone di ferro. In quel mattino di giugno del 2000, in mezzo a una folla scalmanata di un milione di persone, n…