NEW YORK — Il vendicatore e lo sceriffo. Sono i due super poliziotti che Donald Trump ha chiamato nella sua amministrazione per avviare quanto promesso in campagna elettorale: ripulire il deep state di Washington di funzionari infedeli a lui, e dichiarare guerra ai cartelli messicani della droga. Kash Patel, 44 anni, ex procuratore, è stato nominato capo dell’Fbi. Chad Chronister, 56 anni, sceriffo in Florida, guiderà la Dea, l’agenzia federale antidroga.
Da entrambi il presidente eletto si attende fedeltà assoluta, e ha buoni motivi per pensarlo: il primo è passato da oscuro procuratore a “legionario” di Trump; il secondo deve al tycoon la grazia concessa al suocero, Edward DeBartolo, condannato per aver nascosto un tentativo di estor…
NEW YORK — Il vendicatore e lo sceriffo. Sono i due super poliziotti che Donald Trump ha chiamato nella sua amministrazione per avviare quanto promesso in campagna elettorale: ripulire il deep state di Washington di funzionari infedeli a lui, e dichiarare guerra ai cartelli messicani della droga. Kash Patel, 44 anni, ex procuratore, è stato nominato capo dell’Fbi. Chad Chronister, 56 anni, sceriffo in Florida, guiderà la Dea, l’agenzia federale antidroga.
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Da entrambi il presidente eletto si attende fedeltà assoluta, e ha buoni motivi per pensarlo: il primo è passato da oscuro procuratore a “legionario” di Trump; il secondo deve al tycoon la grazia concessa al suocero, Edward DeBartolo, condannato per aver nascosto un tentativo di estorsione di cui era rimasto vittima. Chronister guiderà ora la caccia ai trafficanti di fentanly, l’oppioide che dal 2021 provoca ogni anno la morte di centomila americani e diventata emergenza sociale.
Patel sarà più sotto i riflettori, perché il tycoon considera l’Fbi un mostro dai molti tentacoli, colpevole di aver condotto, nell’estate del 2022, un umiliante blitz nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, a caccia dei file riservati portati dalla Casa Bianca. Quel raid sembrava la fine politica del tycoon. Invece due anni dopo l’Fbi ripartirà da Patel, che definì la corte di New York un «circo», per aver trascinato sul banco degli imputati Trump, accusato, e poi dichiarato colpevole, di frode finanziaria per coprire uno scandalo sessuale.
In un’intervista Patel aveva confessato il suo sogno: chiudere il quartier generale Fbi di Pennsylvania Avenue, a Washington, e trasformarlo il giorno dopo in museo del deep state, come viene definito dai complottisti del movimento Maga il “mondo sotterraneo” di funzionari pubblici che tramano contro Trump. «Poi — aveva aggiunto — prenderò i settemila dipendenti che ci lavorano e li manderò in giro a caccia di criminali». Ma anche, dirà mesi dopo, a caccia dei giornalisti che «hanno aiutato Biden a vincere elezioni truccate». Ex consigliere di Trump, nel 2021 ha lanciato l’organizzazione Fight with Kash, in difesa del tycoon, producendo magliette e libri per bambini dedicati a “King Donald”, personaggio tormentato da congiure guidate da una figura femminile molto simile a Hillary Clinton.
Per lui, che si è definito «boia della politica», la svolta è arrivata quando, da membro dello staff della commissione Intelligence della Camera, aiutò a stilare un report in cui accusava l’amministrazione Obama di aver illegalmente indagato nel 2016 su un ex membro della campagna di Trump per trovare legami con la Russia. Il documento venne contestato dal direttore dell’Fbi, Christopher Wray, lo stesso che guidò il raid a Mar-a-Lago e il cui mandato scadrà nel 2027. Trump due anni fa chiese le sue dimissioni. Non le ottenne. Ora lo costringerà a darle.