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Raid e colpi di mortaio, vacilla la tregua tra Hezbollah e Israele

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Francia e Usa chiedono a Netanyahu di rispettare gli accordi. Trump: se Hamas non rilascia gli ostaggi “la pagherà cara”
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GERUSALEMME — Raid e colpi di mortaio. A meno di una settimana da quando è entrato in vigore, il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah appare più incerto che mai. Le operazioni israeliane in territorio libanese, pur ridotte, non si sono mai interrotte, e ieri per la prima volta il gruppo sciita ha lanciato due colpi di mortaio verso la zona di Har Dov. Gli israeliani hanno risposto con raid aerei su almeno sei villaggi del Libano meridionale.

Già domenica, secondo Ynet, la Francia aveva lanciato un avvertimento a Israele segnalando ben 52 violazioni della tregua nelle 24 ore precedenti, droni a bassa quota sulla capitale libanese Beirut, ma anche raid costati tra l’altro la morte di tre civili. Parigi nel suo messaggio aveva riconosciuto i tentativi di riarmo di Hezbollah, proibiti dall’accordo, ma aveva sottolineato come Israele sia tenuta a riportare tali violazioni prima di agire. Il documento della tregua prevede infatti che Israele possa rispondere subito alle minacce …

GERUSALEMME — Raid e colpi di mortaio. A meno di una settimana da quando è entrato in vigore, il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah appare più incerto che mai. Le operazioni israeliane in territorio libanese, pur ridotte, non si sono mai interrotte, e ieri per la prima volta il gruppo sciita ha lanciato due colpi di mortaio verso la zona di Har Dov. Gli israeliani hanno risposto con raid aerei su almeno sei villaggi del Libano meridionale.

Già domenica, secondo Ynet, la Francia aveva lanciato un avvertimento a Israele segnalando ben 52 violazioni della tregua nelle 24 ore precedenti, droni a bassa quota sulla capitale libanese Beirut, ma anche raid costati tra l’altro la morte di tre civili. Parigi nel suo messaggio aveva riconosciuto i tentativi di riarmo di Hezbollah, proibiti dall’accordo, ma aveva sottolineato come Israele sia tenuta a riportare tali violazioni prima di agire. Il documento della tregua prevede infatti che Israele possa rispondere subito alle minacce immediate, ma debba invece denunciare le altre azioni di Hezbollah al cosiddetto “Meccanismo tripartito” gestito dall’Unifil, diretto dagli Stati Uniti e che include la Francia, e possa poi colpire solo se esercito libanese o forze internazionali non prendono provvedimenti.

Non è stato però definito in maniera chiara che cosa costituisca una minaccia immediata, con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar che ha ribadito come Israele non stia violando gli accordi ma piuttosto li faccia rispettare alla luce delle azioni di Hezbollah.

Ieri però, sempre secondo la stampa israeliana, anche l’inviato speciale Usa Amos Hochstein avrebbe ammonito Israele per le sue violazioni. L’esercito israeliano intanto ha colpito in zone diverse il sud del Libano, inclusi Yaroun e Marjayoun dove secondo il Ministero della Sanità locale almeno una persona sarebbe morta. Secondo Al Jazeera, Hezbollah ha rivendicato l’attacco contro Har Dov descrivendolo come una «risposta difensiva».

«Il fuoco di Hezbollah contro Har Dov costituisce una grave violazione del cessate il fuoco e Israele risponderà con la forza, e continuerà a farlo rispettare», la promessa del premier israeliano Netanyahu. Un messaggio ribadito anche dal Capo di Stato maggiore Herzi Halevi che ha affermato che l’esercito ha «piani e obiettivi pronti per essere attivati in qualsiasi momento».

Nonostante la tensione alle stelle, Pentagono e Dipartimento di Stato hanno però usato toni rassicuranti. «La tregua in Libano sta tenendo nonostante il lancio di razzi», ha affermato il portavoce di quest’ultimo Matthew Miller. Un segnale positivo arriva anche dalla riapertura, oggi dopo mesi, dell’aeroporto di Haifa.

A ribadire il suo impegno totale per la tregua anche il Primo Ministro libanese Najib Mikati, che ha incontrato ieri a Beirut il generale Usa Jasper Jeffers, appena arrivato nella regione con l’incarico di monitorare quanto avviene tra Israele ed Hezbollah. E mentre Israele guarda con preoccupazione la nuova crisi siriana - «Impediremo all’Iran di contrabbandare armi attraverso il paese ad Hezbollah», ha avvertito l’Idf - il presidente eletto Trump è tornato ad accendere i riflettori sul fronte sud. Hamas «pagherà caro»se gli ostaggi israeliani a Gaza non saranno liberati prima del suo insediamento. «I responsabili verranno colpiti più duramente di chiunque sia stato mai colpito nella lunga storia degli Stati Uniti d’America».

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