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Crisi in Francia, l’ultimo appello di Barnier: “Ancora possibile un sussulto di responsabilità”

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L’intervento in tv del premier. Macron interviene da Riad: “Le mie dimissioni sono fantapolitica. Le Pen cinica se vota con la sinistra contro Barnier”
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Parigi – Le ultime ore, l’ultimo tentativo di salvare il governo. Per Michel Barnier resta "possibile" che il suo governo non sia sfiduciato domani in Parlamento, come promette Marine Le Pen. In diretta al TG delle 20, Barnier ha detto che "in effetti è possibile" che il governo non venga sfiduciato. Il premier ha lanciato un appello ad un "riflesso di responsabilità al di là delle differenze politiche".

"Ogni deputato - ha detto Barnier, in carica da soli tre mesi - ha una parte di responsabilità davanti ai francesi e alla Francia, che è in una situazione abbastanza grave. Si tratta di responsabilità, al di là delle differenze politiche. Il bene comune, l'interesse nazionale, vogliono dire qualcosa. I francesi che incontro ogni giorno nella strada, hanno la lucidità di capire che la situazione è grave".

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Il primo ministro ha affermato di aver parlato con i deputati socialisti, citando in partic…

Parigi – Le ultime ore, l’ultimo tentativo di salvare il governo. Per Michel Barnier resta "possibile" che il suo governo non sia sfiduciato domani in Parlamento, come promette Marine Le Pen. In diretta al TG delle 20, Barnier ha detto che "in effetti è possibile" che il governo non venga sfiduciato. Il premier ha lanciato un appello ad un "riflesso di responsabilità al di là delle differenze politiche".

"Ogni deputato - ha detto Barnier, in carica da soli tre mesi - ha una parte di responsabilità davanti ai francesi e alla Francia, che è in una situazione abbastanza grave. Si tratta di responsabilità, al di là delle differenze politiche. Il bene comune, l'interesse nazionale, vogliono dire qualcosa. I francesi che incontro ogni giorno nella strada, hanno la lucidità di capire che la situazione è grave".

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Il primo ministro ha affermato di aver parlato con i deputati socialisti, citando in particolare Olivier Faure: "Mi hanno detto, prima che aprissi bocca, che non volevano vedermi e che voteranno per la censura", dice l'inquilino di Matignon, deplorando che "non sono molte le discussioni possibili con la sinistra".

Sul Rassemblement National e sulla legge di bilancio Barnier afferma: "Non siamo in trattativa, non siamo sotto ricatto. Il Rassemblement National rappresenta quasi 140 deputati. Li rispetto come devo rispettare gli 11 milioni di francesi che hanno votato per loro".

Macron: “Le mie dimissioni sono fantapolitica”

Emmanuel Macron – parlando pochi minuti prima di Barnier – respinge con forza le richieste di dimissioni invocate da alcuni membri dell'opposizione.

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"Fantapolitica", ha replicato il presidente francese da Riad, in Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato. L’inquilino dell’Eliseo ha assicurato di non avere mai pensato nemmeno per un secondo di lasciare prima della fine del mandato, nel 2027. "Non ha senso, dire queste cose non è all'altezza. Sono stato eletto due volte dal popolo francese", ha dichiarato ribadendo di voler restare "fino all'ultimo secondo" al suo posto per "essere utile al Paese".

Rispondendo a una domanda sul voto di sfiducia, promosso dalla sinistra e appoggiato da Marine Le Pen, Macron ha dichiarato: "Non posso credere che Rn vada a votare la mozione di sfiducia del Nuovo Fronte Popolare che nelle motivazioni insulta i suoi elettori e denuncia il suo programma. Sarebbe un voto di un cinismo insostenibile".

Quanto al rischio che una crisi finanziaria possa abbattersi su Parigi, il capo dello Stato ha risposto: “La Francia è un Paese ricco e solido”. Un modo per dare fiducia rispetto ai timori che la mancata approvazione della legge di bilancio – proprio il dossier su cui si è aperta la crisi politica – possa scatenare i mercati contro il debito pubblico transalpino.

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