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Francia, cade il governo Barnier: Macron parlerà domani alla nazione

Francia, cade il governo Barnier: Macron parlerà domani alla nazione
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Il premier sfiduciato con 331 voti su 574, non succedeva dal 1962. Domani presenterà le dimissioni all’Eliseo. Media: “Macron vuole nominare il nuovo premier in 24 ore”. La France Insoumise chiede le dimissioni del presidente della Repubblica, rientrato all’Eliseo dal viaggio di Stato in Arabia Saudita. Le Pen: “Abbiamo protetto i francesi”
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Il governo Barnier è durato soltanto tre mesi, il più breve della Quinta Repubblica: finisce con una mozione di sfiducia votata da 331 deputati su 574, ne bastavano 289. Non succedeva dal 1962. Ora dovrà presentare le sue dimissioni e quelle dei suoi ministri al presidente Macron.

All'Assemblea nazionale, il Parlamento francese, i deputati avevano esaminato due mozioni di censura, presentate lunedì dalla sinistra e da Rassemblement National, dopo che il governo si è assunto la responsabilità di far adottare senza votazione – ovvero tramite l’articolo 49.3 della Costituzione – il bilancio della Previdenza Sociale.

Secondo i media francesi Macron, rientrato da una visita di Stato in Arabia Saudita, vorrebbe accelerare la nomina del nuovo premier per "non apparire senza un governo davanti a Trump, che sarà a Parigi per la riapertura di Notre-Dame", dicono alcune fonti a BfmTv.

Per questo il presidente avrebbe avviato le consultazioni già da Riad e nel totopremier sarebbero già due i nomi forti: uno è l’attuale ministro della Difesa, Sébastien Lecornu, l’altro è il leader centristra François Bayrou. Entrambi sono ritenuti candidati possibili perché non invisi a Marine Le Pen che farà pesare i suoi 143 deputati all’Assemblée Nationale

Barnier domani mattina a Eliseo, presenterà le dimissioni

Il premier francese Michel Barnier è atteso domani alle 10 all'Eliseo per presentare le dimissioni del suo governo a Emmanuel Macron. Lo ha fatto sapere la presidenza francese. Ai sensi dell'Articolo 50 della Costituzione, dopo l'adozione di una mozione di censura da parte dei deputati, "il primo ministro deve presentare al presidente della Repubblica le dimissioni del governo"

Annullata la visita in Italia di Barnier: avrebbe dovuto incontrare Mattarella e Meloni

La visita dell'ormai ex premier francese Michel Barnier in Italia, a quanto si apprende, è stata annullata. Barnier, tra gli impegni, aveva in programma l'incontro con la premier Giorgia Meloni domani a palazzo Chigi e con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, venerdì al Quirinale.

Bardella: “Ancora non chiedo le dimissioni di Macron”

Dopo la caduta del governo di Michel Barnier, Jordan Bardella afferma che "ancora non" chiede le dimissioni di Emmanuel Macron, richieste da altri esponenti politici francesi. "Ciò che ci aspettiamo è la nomina di un nuovo primo ministro con una discussione sulla legge di bilancio", ha dichiarato il presidente di Rassemblement national, si legge sul sito di Bfmtv

Weber (Ppe): “Estrema destra ed estrema sinistra irresponsabili”

"L'estrema destra e l'estrema sinistra di Le Pen preferiscono saltare nel vuoto, portando con sé il destino della Francia e del popolo francese. Questo è un comportamento irresponsabile. Apprezziamo molto il lavoro svolto da Michel Barnier e dai Republicani. Solo loro possono portare la stabilità di cui la Francia ha bisogno". Così il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber su X

Le Pen: “Lascerò lavorare il nuovo premier per la manovra”

Dopo la sfiducia al governo Barnier, Marine Le Pen ha detto che "lascerà lavorare" il prossimo premier a una manovra finanziaria "accettabile per tutti". Con toni moderati in tv, ha spiegato che la caduta di Barnier "non è una vittoria", ma di aver "fatto la scelta di proteggere i francesi". "Non c'era altra soluzione", ha detto, aggiungendo di "non averla presa a cuor leggero". Secondo lei, "Michel Barnier non ha ascoltato le opposizioni quando metteva a punto la sua manovra". "L'immenso amore che ho per la Francia mi ha sempre reso tutto facile, anche se costretta a unire i miei voti con quelli de La France Insoumise"

Macron parlerà alla nazione domani alle ore 20

Dopo la caduta del governo di Michel Barnier, Emmanuel Macron ha fatto sapere che parlerà ai francesi domani alle 20. Lo ha reso noto l'Eliseo. Il presidente francese, che è rientrato questa sera da una visita in Arabia Saudita, ha escluso più volte la possibilità di sue dimissioni, ricorda il sito di Bfmtv

Mélenchon dopo la sfiducia: "Macron non durerà 3 anni"

Dopo la caduta del premier francese Michel Barnier, rovesciato da una mozione di sfiducia votata dalle opposizioni di sinistra, estrema sinistra ed estrema destra, il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha avvertito che "anche con un Barnier ogni 3 mesi, Macron non durerà 3 anni". Commentando la storica caduta del governo, durato tre mesi, Mélenchon su X ha bollato come "inevitabile" il risultato del voto di oggi in Parlamento. "Anche con un Barnier ogni tre mesi, Macron non durerà tre anni", ha scritto il fondatore di La France insoumise. Per il momento il capo dello Stato ha escluso sue possibili dimissioni

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La sinistra radicale chiede le dimissioni di Macron e le elezioni

L'estrema sinistra francese ha esortato il presidente Emmanuel Macron a dimettersi e a indire elezioni anticipate dopo che il Parlamento ha votato a favore di una mozione di censura del governo del primo ministro Michel Barnier. "Ora chiediamo a Macron di andarsene", ha detto ai giornalisti Mathilde Panot, leader del partito La France Insoumise (Lfi), sollecitando "elezioni presidenziali anticipate" per risolvere una crisi politica sempre più profonda

Le Pen: “Abbiamo protetto i francesi”

Intervistata da Tf1 pochi minuti dopo l'annuncio dell'approvazione della mozione di sfiducia che ha fatto cadere il governo di Michel Barnier, Marine Le Pen giustifica il suo voto con "la scelta di proteggere i francesi". Secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, la storica leader del partito di estrema destra Rn, ha aggiunto che "non vi erano altre soluzioni che questa". "Michel Barnier non ha ascoltato le opposizioni quando ha costruito la sua legge di bilancio", ha detto ancora

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La France Insoumise chiede le dimissioni di Macron

La mozione di sfiducia al governo Barnier è passata con 331 voti favore. L'annuncio è stato dato in Assemblée Nationale dalla presidente dei deputati Yael Braun-Pivet. Mathilde Panot, capogruppo de La France Insoumise, ha preso immediatamente la parola davanti alle telecamere, affermando che "Macron se ne deve andare" e che il partito di Jean-Luc Mélenchon è pronto ad "andare al potere con un programma di rottura" con il passato

I risultati: Barnier sfiduciato con 331 voti su 574

Il governo di Michel Barnier è durato soltanto tre mesi: una mozione di sfiducia della gauche, votata anche dall'estrema destra di Marine Le Pen, è appena passata in Assemblée Nationale. E' il secondo governo della Quinta repubblica francese rovesciato da una mozione di sfiducia dopo quello di Georges Pompidou nel 1962. Il presidente Emmanuel Macron, appena rientrato dall'Arabia Saudita dove era in visita di stato, intende nominare un successore entro poche ore

Si è chiuso il voto: i risultati alle 20 e 25

Si è chiuso il voto sulla mozione di sfiducia al governo Barnier presentata dal Nuovo fronte popolare: i risultati verranno resi noti alle 20 e 25

Macron, rientrato da Riad, seguirà il voto sulla sfiducia all’Eliseo

L'aereo presidenziale proveniente dall'Arabia Saudita, con Emmanuel Macron, è atterrato dieci minuti dopo la fine del discorso davanti all'Assemblée Nationale del premier Michel Barnier, che quasi sicuramente si dimetterà in seguito al probabile voto in serata della mozione di sfiducia nei suoi confronti. Macron è reduce da una visita di stato a Riad, da dove ha seguito le fasi cruciali della crisi di governo

Barnier segue il voto con i suoi ministri

Alla fine del suo discorso dalla tribuna dell'Assemblée nationale, probabilmente il suo ultimo da premier, Michel Barnier ha avuto la voce spezzata dalla commozione ringraziando tutti e assicurando che per lui "è stato un onore essere stato il primo ministro di tutti i francesi". Barnier ha successivamente lasciato Palais Bourbon, sede dell'Assemblée Nationale, diretto a Matignon, sede del governo che sorge accanto all'Ambasciata d'Italia, in rue de Varenne. Da lì, seguirà l'andamento del voto insieme con i ministri del suo governo

I deputati, in fila per il voto, pubblicano su X le loro schede

In fila per il voto sulla mozione di sfiducia al governo Barnier presentata dalla coalizione di sinistra Nuovo fronte popolare, alcuni deputati postano su X la loro scheda. Tra questi c’è Paul Vannier, de La France Insoumise, che scrive: “La sfiducia a Barnier stasera, l’addio a Macron domani”, ma anche le colleghe di partito Gabrielle Chatala e Sarah Legrain

Terminati gli interventi, si vota fino alle 20 e 20

Dopo gli interventi dei rappresentanti dei partiti e del premier Barnier, si apre il voto sulla mozione di sfiducia presentata dalla coalizione di sinistra del Nuovo Fronte Popolare: si voterà fino alle 20 e 20

Tajani: “La crisi francese rischia di indebolire l’Europa”

La crisi politica francese "rischia di indebolire ancora di più l'economia europea". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di Porta a Porta su Rai1. Per Tajani le difficoltà della Francia si uniscono in questo momento a quelle della Germania. "Mi auguro che si possano risolvere i problemi di questi due paesi. Noi siamo in una posizione ottimale, la situazione economica non è perfetta ma le cose vanno nel verso giusto. Ma se precipitano le cose in Germania e Francia non sarà così. La stabilità è fondamentale, vinca chi vinca ma i grandi paesi dell'Ue devono avere stabilità"

Barnier, la realtà delle finanze pubbliche “non scomparirà con la magia di una mozione di sfiducia”

"Siamo al momento della verità" e della "responsabilità", perché la "realtà" del bilancio "non scomparirà sotto l'incanto di una mozione di censura", ha dichiarato Michel Barnier davanti ai deputati prima del voto su una storica mozione di sfiducia contro il suo governo. "Ci siamo raggiunti, onorevoli deputati, in un momento di verità e in un momento di responsabilità", ha detto il premier, applaudito a lungo durante il suo intervento dai suoi sostenitori di destra e di centro. "Non è per piacere che ho presentato quasi solo misure difficili in questo bilancio, avrei preferito distribuire dei soldi" e "questa realtà non scomparirà con la magia di una mozione di censura", ha aggiunto

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Barnier prende la parola tra gli applausi

Il premier Michel Barnier ha preso la parola al termine degli interventi dei rappresentanti dei gruppi politici sulla mozione di sfiducia nei confronti del suo governo. L’intervento è stato preceduto dai lunghi applausi dei deputati della coalizione di governo applausi e qualche fischi in un clima molto acceso. "Sono commosso", sono state le prime parole di Barnier in quello che potrebbe essere il suo ultimo discorso da premier

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Lazar: “Marine irresponsabile vuole l’Eliseo prima del processo ma danneggia la Francia e la Ue”

L’intervista allo storico e sociologo: “Sulla leader di Rn pesa il rischio ineleggibilità e punta alle presidenziali anticipate senza apparire stampella del governo”

L’ex premier Attal accusa il Rassemblement National: “Un errore davanti alla storia”

Durante l’intervento sul voto della mozione di sfiducia al governo Barnier, Gabriel Attal, presidente di Ensemble pour la République ed ex premier che ha lasciato il posto a Barnier, si è rivolto duramente al Rassemblement National di Marine Le Pen accusandolo di “un errore davanti alla storia”. Poi si è appellato al Partito Socialista invitandoli alla responsabilità e a “liberarsi” dall'“estrema sinistra”

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Wauquiez (LR): “Le Pen e La France Insoumise avranno la responsabilità” di aver fatto precipitare la Francia “nell'instabilità”

Laurent Wauquiez, leader dei Repubblicani, è intervenuto nel dibattito sulla sfiducia al governo Barnier accusando Le Pen e la sinistra de la France Insoumise “di avere la responsabilità di fra precipitare la Francia nell'instabilità”

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Il governo si prepara a sfiduciare il premier: non succedeva dal 1962

I deputati francesi stanno discuendo una mozione di censura, che molto probabilmente verrà votata in serata, una prima in Francia dal 1962 e che aggraverebbe l'incertezza politica ed economica in un Paese cardine dell'Unione Europea. Il voto è previsto intorno alle 19 ma la suspense sembra limitata: i blocchi di sinistra e di estrema destra Rassemblement National, che chiedono la censura del governo, hanno ben più della maggioranza necessaria di voti. I leader di questa alleanza di circostanza hanno fatto sapere che, al di là dell'attuale governo, è Emmanuel Macron a essere nel loro mirino, anche se il destino del presidente francese, il cui mandato dura fino al 2027, non è legalmente legato a quello del governo. La leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen ha dichiarato che il governo del primo ministro Michel Barnier dovrebbe cadere perché perpetua “le scelte tecnocratiche” del presidente Macron, che è stato eletto nel 2017 e sarà rieletto nel 2022. Il candidato tre volte sconfitto alle elezioni presidenziali, tra cui due volte contro Macron, ha aggiunto che Macron deve “concludere lui stesso se è in grado di rimanere (presidente della Repubblica) o meno”.

La caduta dell'esecutivo guidato da Michel Barnier, dopo soli tre mesi di mandato, sarebbe la più breve dall'adozione della Costituzione francese nel 1958. Le due mozioni sono state presentate dopo che martedì il Primo Ministro ha fatto scattare l'articolo 49.3 della Costituzione, che consente di approvare senza voto la legislazione sul bilancio della Sicurezza sociale. La decisione è stata presa dopo diversi giorni di aspre discussioni sul bilancio, durante i quali Barnier ha ceduto a diverse richieste dell'estrema destra che, a suo avviso, chiedeva sempre di più. Di fronte a uno scenario che sembrava inevitabile, martedì sera Barnier si è appellato in televisione alla “responsabilità” degli eurodeputati per evitare la censura, nell'“interesse del Paese”. Dall'Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato, il Presidente francese ha dichiarato di “non poter credere a un voto di sfiducia” nei confronti del governo. Macron sarebbe dovuto rientrare a Parigi mercoledì sera, in tempo per valutare quali azioni intraprendere se l'esecutivo dovesse cadere. In caso di voto di sfiducia, spetterà a lui nominare un nuovo Primo Ministro

Il ministro Kasbarian fa coming out nel mezzo della crisi di governo e degli scioperi

Perplessità per la scelta del responsabile della Funzione pubblica di presentare il compagno al settimanale Paris Match, proprio mentre il governo Barnier affronta la mozione di sfiducia e il settore della pubblica amministrazione indice per domani una maxi-astensione contro le sue misure

Macron di rientro a Parigi dopo la missione a Riad

Il presidente francese Emmanuel Macron è decollato dall'Arabia Saudita per rientrare a Parigi poco prima del voto di sfiducia che potrebbe affossare il governo Barnier. Il suo arrivo è previsto alle 19. Il presidente dovrà, con tutta probabilità, esaminare la ricerca di un nuovo primo ministro, con un'equazione politica insolubile tra tre blocchi concorrenti. Tra i nomi regolarmente citati, quello di Sèbastien Lecornu, a bordo dell'aereo di ritorno.
In Arabia saudita il presidente francese ha rinsaldato i suoi rapporti economici e culturali con il Paese con la Francia e ha visitato oggi il progetto Al-Ula, nel nord ovest del Paese, iniziativa per lo sviluppo turistico firmato nel 2018 per lo sviluppo della regione. Macron era accompagnato anche dal ministro della Cultura Rachida Dati e dal presidente dell'Agenzia francese per lo sviluppo di Al-Ula, l'ex ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian

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Marine Le Pen: “Le istituzioni ci costringono a mescolare le nostre voci con la sinistra”

"Non è con la gioia nel cuore" che "appoggeremo" la mozione di sfiducia presentata dal Nuovo Fronte Popolare. Lo ha detto Marine Le Pen, leader dei deputati del Rassemblement national, prendendo la parola all'Assemblea nazionale in vista del voto di sfiducia al governo Barnier. "Ma le istituzioni ci costringono a mescolare le nostre voci con quelle dell'estrema sinistra", ha aggiunto Le Pen, auspicando "presto una grande alternanza"

Francia, Le Pen ai deputati: "È la fine di un governo effimero"

Marine Le Pen: “La peggiore politica sarebbe non bloccare il bilancio”

La leader di estrema destra francese Marine Le Pen ha difeso il piano del suo partito Rassemblement National (Rn) di rovesciare il governo di minoranza di Michel Barnier mentre si prepara a sostenere una mozione di censura in una situazione di stallo sulla legge di bilancio. "La politica peggiore sarebbe non bloccare un simile bilancio", ha affermato Le Pen durante un dibattito in Parlamento, esortando i colleghi a votare contro il governo del presidente Emmanuel Macron e le sue scelte "tecnocratiche"

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Media: “Macron spera nella nomina del nuovo premier in 24 ore”

Il presidente francese Emmanuel Macron è sicuro di riuscire a "nominare un primo ministro in 24 ore", nell'eventualità della caduta del governo a seguito delle mozioni di sfiducia. Lo ha assicurato un ex ministro a BfmTv.
"Il capo dello Stato non vuole presentarsi senza governo davanti a Donald Trump questo fine settimana", ha detto un'altra fonte vicina al presidente. Rieletto alla Casa Bianca, il miliardario sarà presente sabato a Parigi per la riapertura di Notre-Dame

Al via il dibattito sulla sfiducia al governo Barnier

L'Assemblea nazionale ha aperto il dibattito della sessione cruciale che dovrebbe affossare il governo di Michel Barnier. I deputati devono esaminare due mozioni di censura, presentate lunedì dalla sinistra e da Rassemblement National, dopo che il governo si è assunto la responsabilità di far adottare senza votazione il bilancio della Previdenza Sociale. La mozione della sinistra dovrebbe essere adottata in serata, grazie al sostegno del RN

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