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“Il Canada 51esimo Stato Usa”, la battuta da immobiliarista di Trump a Trudeau

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Durante il recente colloquio a Mar-a-Lago, il presidente eletto avrebbe proposto al premier canadese di diventare governatore del suo paese inglobato dagli Stati Uniti. In passato il tycoon aveva chiesto alla Danimarca di vendere la Groenlandia a Washington
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NEW YORK - La sindrome dell’immobiliarista di Donald Trump ha colpito ancora. Stavolta con una battuta, ma chissà. Durante l’incontro con il premier canadese Justin Trudeau a Mar-a-Lago, Florida, nel mezzo della discussione sulle tariffe che Trump vorrebbe alzare del 25 per cento ai cugini nordamericani, il presidente eletto ha proposto di far entrare il Canada come 51° Stato degli Stati Uniti d’America.

A un certo punto, Trump ha detto al premier che se il Canada non dovesse farcela a sopportare la guerra dei dazi, allora “dovrebbe diventare il 51° Stato” e unirsi agli Usa, evitando le tariffe. Trudeau, ha aggiunto, potrebbe diventare il governatore del nuovo Stato. Non si sa come abbia reagito il premier. Era una battuta, si è affrettato a precisare il ministro canadese della Salute pubblica Dominic LeBlanc. Ma a molti ha ricordato la volta in cui nel 2019, senza scherzare, Trump aveva chiesto alla premier danese Mette Frederiksen di vendere agli Usa la Groenlandia. L’allora presid…

NEW YORK - La sindrome dell’immobiliarista di Donald Trump ha colpito ancora. Stavolta con una battuta, ma chissà. Durante l’incontro con il premier canadese Justin Trudeau a Mar-a-Lago, Florida, nel mezzo della discussione sulle tariffe che Trump vorrebbe alzare del 25 per cento ai cugini nordamericani, il presidente eletto ha proposto di far entrare il Canada come 51° Stato degli Stati Uniti d’America.

A un certo punto, Trump ha detto al premier che se il Canada non dovesse farcela a sopportare la guerra dei dazi, allora “dovrebbe diventare il 51° Stato” e unirsi agli Usa, evitando le tariffe. Trudeau, ha aggiunto, potrebbe diventare il governatore del nuovo Stato. Non si sa come abbia reagito il premier. Era una battuta, si è affrettato a precisare il ministro canadese della Salute pubblica Dominic LeBlanc. Ma a molti ha ricordato la volta in cui nel 2019, senza scherzare, Trump aveva chiesto alla premier danese Mette Frederiksen di vendere agli Usa la Groenlandia. L’allora presidente ne aveva parlato più volte con il suo staff alla Casa Bianca, vedendo l’acquisto della più grande isola al mondo, una terra più vasta del Texas tra l’Atlantico settentrionale e l’Artico, come una grande base strategica. La premier danese respinse l’idea, definendola “assurda”, ma l’idea di un Risiko di terre straniere ha sempre affascinato Trump, che così ha gestito l’impero immobiliare ereditato dal padre.

La frase sul Canada come 51° Stato è stata considerata sì una battuta, ma i rappresentanti del governo Trudeau si sono sentiti in dovere di precisarlo. “Non penso che avesse parlato seriamente - ha ammesso la ministra del turismo Soraya Martínez Ferrada - penso che quella battuta sia un segno della cordialità nel rapporto tra i due leader”. Quando al ministro dell’industria François Philippe Champagne è stato chiesto cosa ne pensasse, lui ha risposto seccamente: “Sono orgoglioso di essere canadese”.

Nel caso di ingresso di un cinquantunesimo Stato, in realtà ci sarebbe qualcuno che vanterebbe la precedenza: Porto Rico. Nell’isola caraibica si sono tenuti vari referendum consultivi sull’argomento. Gli ultimi due risalgono al 2012 e al 2017 con percentuali di voto a favore dell’ingresso negli Usa al 61 e al 97 per cento (ma con una bassissima percentuale di votanti). La decisione finale spetta al Congresso americano, poco entusiasta nel concedere il nuovo status a un Paese dove la lingua ufficiale è lo spagnolo. Il Canada, almeno, ha l’inglese oltre al francese.

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