GERUSALEMME — Bambini uccisi mentre erano in fila per il pane nella zona di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza. Bambini uccisi nelle tende, in un’area designata come umanitaria dalla stessa Israele ad al-Mawasi (Khan Younis), dove sono morte almeno venti persone, in un’altra giornata segnata dalla disperazione, con l’inverno che avanza a rendere tutto ancora più difficile per i 1.7 milioni di profughi palestinesi. In entrambi i casi, l’esercito israeliano ha descritto le operazioni come raid contro obiettivi terroristici, sottolineando come Hamas utilizzi i civili come scudi umani.
Ad al-Mawasi, ha parlato di esplosioni secondarie, «che suggeriscono la presenza di armamenti nell’area». Mentre sui social media girano le immagini di incendi devastanti, che secondo fonti locali riportate da Al Jazeera hanno causato almeno venti morti, oltre ai cinque del raid su Nuseirat, con un bilancio totale dall’inizio della guerra di oltre 44.500 vittime — secondo il Ministero della Sa…
GERUSALEMME — Bambini uccisi mentre erano in fila per il pane nella zona di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza. Bambini uccisi nelle tende, in un’area designata come umanitaria dalla stessa Israele ad al-Mawasi (Khan Younis), dove sono morte almeno venti persone, in un’altra giornata segnata dalla disperazione, con l’inverno che avanza a rendere tutto ancora più difficile per i 1.7 milioni di profughi palestinesi. In entrambi i casi, l’esercito israeliano ha descritto le operazioni come raid contro obiettivi terroristici, sottolineando come Hamas utilizzi i civili come scudi umani.
Ad al-Mawasi, ha parlato di esplosioni secondarie, «che suggeriscono la presenza di armamenti nell’area». Mentre sui social media girano le immagini di incendi devastanti, che secondo fonti locali riportate da Al Jazeera hanno causato almeno venti morti, oltre ai cinque del raid su Nuseirat, con un bilancio totale dall’inizio della guerra di oltre 44.500 vittime — secondo il Ministero della Sanità di Gaza (ancora controllato da Hamas).
Nel frattempo, l’esercito israeliano ieri ha informato le famiglie di sei ostaggi i cui corpi sono stati ritrovati ad agosto — uomini tra i 35 e gli 80 anni — che i loro cari sono stati uccisi dai carcerieri lo scorso febbraio mentre l’Idf conduceva dei raid aerei non lontano dal tunnel dove venivano tenuti prigionieri a Khan Younis, con i militari israeliani che non sapevano della loro presenza. L’indagine condotta dall’Idf ha anche specificato che se i terroristi non li avessero uccisi, gli ostaggi sarebbero probabilmente morti comunque, soffocati o schiacciati come conseguenza dei bombardamenti.
«Fa infuriare, soprattutto perché erano sopravvissuti per mesi in prigionia, e alla fine sono morti a causa dell’attività dell’esercito», ha detto Osnat Peri, la vedova di uno di loro, Chaim Peri, 80 anni. «Nel giorno in cui sono stati uccisi o assassinati, avrebbero potuto essere già qui, vivi». «La pressione militare non aiuta a liberare gli ostaggi, li uccide. Ci sono 28 ostaggi che sono stati uccisi come loro», ha aggiunto. I sei erano tenuti in un tunnel alto circa un metro e settanta per settanta centimetri, in condizioni difficilissime. Oggi, il capo dello Shin Bet Ronen Bar dovrebbe arrivare al Cairo per continuare i negoziati per la liberazione dei 100 ostaggi ancora a Gaza (di cui si pensa che circa la metà possa essere in vita) secondo quanto riportato dalla testata araba di base a Londra Al-Araby al-Jadeed.
Intanto sale alle stelle anche la tensione in Cisgiordania. Nella notte tra martedì e mercoledì, l’Idf ha sgomberato l’avamposto israeliano illegale conosciuto come “Collina 617”. Nelle ore successive, decine di israeliani degli insediamenti sono entrati a volto coperto nelle località palestinesi di Hawara e Beit Furik nella zona di Nablus, lanciando molotov, incendiando case e auto, aggredendo i residenti. Haaretz ha segnalato che il padre del sindaco di Hawara è stato portato in ospedale con fratture al cranio. Un altro tentativo di entrare nel villaggio palestinese di Beit Rujeib è stato fermato dall’esercito. I soldati si sono scontrati con i rivoltosi anche vicino a Itamar e Yitzhar.