La linea Macron contro Le Pen e Mélenchon: "Coalizione di irresponsabili". Ma è sempre più solo
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Il governo Barnier è caduto per colpa di una “coalizione di irresponsabili”, di un “fronte anti-repubblicano”. Dopo lo schiaffo del parlamento, la reazione dell'Eliseo. Emmanuel Macron è tornato ieri sera nella capitale dopo aver passato tre giorni in Arabia saudita e subito ha riunito i suoi consiglieri, scagliandosi contro Marine Le Pen e la sinistra di Mélenchon che hanno fatto cadere Barnier. “Questa coalizione di irresponsabili deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti del popolo francese” ha detto Macron nella riunione all'Eliseo.
“Inventando il fronte anti-repubblicano estrema destra, estrema sinistra e partito socialista giocano contro il loro Paese” ha proseguito il leader facendo riferimento al…
PARIGI - Il governo Barnier è caduto per colpa di una “coalizione di irresponsabili”, di un “fronte anti-repubblicano”. Dopo lo schiaffo del parlamento, la reazione dell'Eliseo. Emmanuel Macron è tornato ieri sera nella capitale dopo aver passato tre giorni in Arabia saudita e subito ha riunito i suoi consiglieri, scagliandosi contro Marine Le Pen e la sinistra di Mélenchon che hanno fatto cadere Barnier. “Questa coalizione di irresponsabili deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti del popolo francese” ha detto Macron nella riunione all'Eliseo.
“Inventando il fronte anti-repubblicano estrema destra, estrema sinistra e partito socialista giocano contro il loro Paese” ha proseguito il leader facendo riferimento al “fronte repubblicano”, i patti di desistenza tra gauche e macronisti, che alle legislative di luglio avevano invece impedito la vittoria di Le Pen.
Il Presidente va in tv stasera per parlare ai francesi ma intanto ha già scelto la linea: incolpare gli opposti estremismi del caos in cui è precipitata la Francia, mentre Le Pen e Mélenchon incolpano il capo dello Stato di questa situazione.
La strategia presidenziale di attaccare i capi delle opposizioni rischia di non aiutare nella ricerca di un compromesso per formare un governo di larghe intese. Macron, che oggi riceve le dimissioni di Michel Barnier, appare sempre più solo contro tutti. E con importanti differenze di strategia anche nella sua famiglia politica. Mentre l'ex premier Gabriel Attal, oggi capogruppo dei deputati macronisti, vuole tendere la mano ai socialisti, Macron non guarda a sinistra per la ricerca del nuovo premier.
Salvo sorprese, non sarà un nome che viene dalla gauche a formare prossimo governo, nonostante il cartello delle sinistre Nouveau Front Populaire (Nfp) abbia il maggior numero di deputati in parlamento. La gauche è peraltro divisa sul nome di un suo candidato. Alla fine dell'estate era stata proposta Lucie Castets, alta funzionaria che ha lavorato per il comune di Parigi, ma ora i socialisti non sono più convinti e spingono per esponenti loro, tra cui l'attuale segretario del partito Olivier Faure. Intanto, l'ex ministra e candidata alla presidenziale Ségolène Royal ha deciso di mandare ufficialmente la sua candidatura a Macron, convinta di essere la persona giusta per “sbloccare la situazione”.
La nomina del nuovo premier potrebbe arrivare già stasera, o comunque prima dell'arrivo di Donald Trump previsto sabato in occasione della riapertura di Notre-Dame. La visita di Trump fa spingere Macron sull’acceleratore nella ricerca di una rapida soluzione alla crisi di governo. “E' una questione di credibilità” dicono nel suo entourage.
Tra i favoriti per prendere il posto di Barnier ci sono l’attuale ministro della Difesa Sébastien Lecornu e il leader centrista François Bayrou. Ma se Le Pen aveva detto, subito dopo il voto di sfiducia, di voler lavorare con un nuovo premier per ottenere una “Finanziaria accettabile per tutti”, ora uno dei suoi fedelissimi, il deputato Jean-Philippe Tanguy, ricorda che le “linee rosse” del Rassemblement National sulla Manovra non sono cambiate. E che quindi il partito è pronto a una nuova sfiducia, “se il nuovo governo non le rispetterà”.
Da sinistra, Mathilde Panot della France Insoumise ha ricordato che il Nfp “sfiducerà qualsiasi premier che non venga dalla sinistra”. E se il governo Barnier ha avuto vita breve (appena tre mesi), sono pochi a scommettere che il prossimo sarà più longevo.