Avere schierato le sue armi nucleari tattiche in Bielorussia non bastava. La Russia potrebbe dispiegare anche i missili Oreshnik di ultima generazione nel Paese alleato. “Ritengo che il posizionamento di armi (russe) come Oreshnik sul territorio della Bielorussia sia possibile”, ha detto il presidente russo dopo aver firmato a Minsk un Trattato sulle garanzie reciproche di sicurezza insieme al suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko.
“Penso – ha detto - che ciò diventerà possibile nella seconda metà del prossimo anno, quando la produzione di queste armi aumenterà in Russia e questi missili entreranno in servizio con le forze strategiche russe. Avremo avviato la produzione in serie e allo stesso tempo inizieremo a dispiegarle sul territorio della Bielorussia”.
Il missile Oreshnik
Il capo di Stato russo aveva vantato nei giorni scorsi le caratteristiche prodigiose del missile sperimentale ipersonico a raggio intermedio Orechnik, un’arma in grado di trasportare una carica nucleare e …
Avere schierato le sue armi nucleari tattiche in Bielorussia non bastava. La Russia potrebbe dispiegare anche i missili Oreshnik di ultima generazione nel Paese alleato. “Ritengo che il posizionamento di armi (russe) come Oreshnik sul territorio della Bielorussia sia possibile”, ha detto il presidente russo dopo aver firmato a Minsk un Trattato sulle garanzie reciproche di sicurezza insieme al suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko.
“Penso – ha detto - che ciò diventerà possibile nella seconda metà del prossimo anno, quando la produzione di queste armi aumenterà in Russia e questi missili entreranno in servizio con le forze strategiche russe. Avremo avviato la produzione in serie e allo stesso tempo inizieremo a dispiegarle sul territorio della Bielorussia”.
Il missile Oreshnik
Il capo di Stato russo aveva vantato nei giorni scorsi le caratteristiche prodigiose del missile sperimentale ipersonico a raggio intermedio Orechnik, un’arma in grado di trasportare una carica nucleare e di colpire a migliaia di chilometri di distanza, impossibile da intercettare, con un potere distruttivo paragonabile a quello di un’atomica, anche se dotato di una testata convenzionale.
Il missile è stato usato per la prima volta il 21 novembre scorso contro la città ucraina di Dnipro. “Un test in condizioni di combattimento”, lo aveva definito Putin presentando l’attacco come una risposta ai recenti raid ucraini contro il suolo russo utilizzando missili statunitensi e britannici.
Nei giorni scorsi il leader russo ha anche minacciato di colpire i “centri decisionali” di Kiev con Orechnik e il suo eventuale dispiegamento in Bielorussia non fa che acuire la minaccia dal momento che il Paese alleato confina con tre Paesi membri della Nato, Lituania Lettonia e Polonia, oltre che con l’Ucraina. Già l’estate scorsa la Russia aveva schierato in Bielorussia armi nucleari tattiche, il cui uso richiede il consenso personale di Putin.
Il Trattato di difesa reciproca
L’annuncio è arrivato a margine della firma di un patto di difesa reciproca per celebrare il 25° anniversario dello Stato dell’Unione, alleanza senza confini tra le due ex Repubbliche sovietiche. L’accordo, ha detto Putin, “renderà possibile proteggere in modo affidabile la sicurezza di Russia e Bielorussia, creando così le condizioni per un ulteriore sviluppo pacifico e sostenibile dei due Stati”.
Il testo aggiornato della dottrina nucleare russa siglata a fine settembre da Putin, oltre ad abbassare la soglia per il ricorso a un attacco nucleare, impegna l’esercito russo a proteggere la Bielorussia con le sue armi nucleari “in caso di aggressione”.