✕

L’arcivescovo di Canterbury criticato per il suo discorso finale: “Minimizza gli abusi sessuali”

(afp)

Ascolta l'audio

Il leader spirituale della Chiesa anglicana è stato criticato per aver “ironizzato”, invece che “esprimere rimorso”, sul rapporto sugli abusi sessuali che l’hanno portato alle dimissioni per non aver investigato propriamente sulla vicenda
1 minuti di lettura

LONDRA – Si era dimesso il mese scorso per un orribile scandalo di abusi sessuali nella Chiesa anglicana, ma ora l’arcivescovo di Canterbury è stato costretto a scusarsi per un discorso alla camera dei Lord per il quale è stato accusato di minimizzare gli abusi e perfino di ironizzare sulle proprie dimissioni. Un intervento aspramente criticato da vittime dello scandalo, da tre vescovi e dai media, costringendo l’arcivescovo a chiedere scusa per avere “provocato nuovo dolore” con le sue parole.

Justin Welby, leader spirituale della Chiesa anglicana, aveva presentato le dimissioni il 5 novembre dopo la pubblicazione di un rapporto sugli abusi compiuti per un lungo periodo di tempo su innumerevoli bambini e adolescenti da John Smyth, un avvocato associato a missioni anglicane in Africa e a comunità religiose in Inghilterra. L’arcivescovo era stato accusato di non essere intervenuto per condannare il pedofilo seriale, morto di vecchiaia qualche anno fa, mentre era ancora vivo. Le sue di…

LONDRA – Si era dimesso il mese scorso per un orribile scandalo di abusi sessuali nella Chiesa anglicana, ma ora l’arcivescovo di Canterbury è stato costretto a scusarsi per un discorso alla camera dei Lord per il quale è stato accusato di minimizzare gli abusi e perfino di ironizzare sulle proprie dimissioni. Un intervento aspramente criticato da vittime dello scandalo, da tre vescovi e dai media, costringendo l’arcivescovo a chiedere scusa per avere “provocato nuovo dolore” con le sue parole.

Justin Welby, leader spirituale della Chiesa anglicana, aveva presentato le dimissioni il 5 novembre dopo la pubblicazione di un rapporto sugli abusi compiuti per un lungo periodo di tempo su innumerevoli bambini e adolescenti da John Smyth, un avvocato associato a missioni anglicane in Africa e a comunità religiose in Inghilterra. L’arcivescovo era stato accusato di non essere intervenuto per condannare il pedofilo seriale, morto di vecchiaia qualche anno fa, mentre era ancora vivo. Le sue dimissioni avranno effetto all’inizio di gennaio, quando verrà sostituito da un arcivescovo a interim, in attesa che il sinodo anglicano nomini un successore.

Ma giovedì, in un discorso di addio alla camera dei Lord, di cui è stato membro appunto in quanto arcivescovo di Canterbury, Welby ha dato l’impressione di sminuire quanto accaduto. “Quando sei a capo di un’istituzione che viene svergognata per qualche motivo, una testa deve rotolare, che tu sia responsabile o meno”, ha detto l’arcivescovo parlando davanti ai Lord, “e in questo caso c’era una sola testa che poteva rotolare bene”. Quindi, riferendosi a un suo predecessore che fu decapitato nel 14esimo secolo, ha aggiunto: “Spero non letteralmente”.

Il giorno dopo due vittime delle violenze sessuali commesse da Smyth hanno dichiarato di essersi sentiti “feriti” dalle sue parole. Tre vescovi anglicani hanno accusato Welby di “insensibilità”. Una columnist del Guardian ha commentato: “Addio, arcivescovo, ci fa piacere sapere che lei si è già perdonato da solo”. Nel discorso alla camera dei Lord, hanno detto altri osservatori, Welby si è lasciato andare a ironie inopportune, invece che “esprimere rimorso” per gli abusi e le loro conseguenze a lungo termine.

“Mi scuso con tutto il cuore”, ha risposto alle accuse l’arcivescovo. “Mi rendo conto che le cose che ho detto, e quelle che non ho detto, hanno causato ulteriore sofferenza a persone già traumatizzate. Non intendevo minimizzare ciò che hanno provato. Mi assumo tutte le responsabilità e continuo a provare un profondo senso di vergogna alle mancanze dimostrate dalla nostra Chiesa in questa vicenda”.

Leggi i commenti