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Papa in Corsica, il cardinale Bustillo: “Non è insensibile a Notre-Dame, ma attento alle periferie”

(afp)

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Francesco visiterà Ajaccio il 15 dicembre e non andrà a Parigi per la riapertura della cattedrale, dove verrà letta una sua lettera: “Nessuna strategia o tattica. E non è vero che al Papa non piace la Francia o è in conflitto con Macron”
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CITTÀ DEL VATICANO – «Posso capire che i parigini siano delusi: una visita del Papa è un grande evento, in Corsica siamo felici che venga». Il cardinale François-Xavier Bustillo, a Roma per il Concistoro, non pensa che il Papa, che visiterà Ajaccio il 15 dicembre, sia «indifferente o insensibile» alla riapertura di Notre-Dame, dove invece non andrà.

Perché il Papa viene in Corsica e non va a Parigi?

«Non sono il Papa e non ho fatto azione di seduzione per far venire il Papa in Corsica anziché a Parigi. Hanno parlato di un conflitto tra il Papa e Macron, ma non è vero. Il Papa sarà presente con una lettera che verrà letta questa sera: da parte sua non c’è indifferenza o insensibilità per la riapertura di Notre-Dame. Nella sua decisione possono avere influito il fatto geografico, noi siamo a soli 340 chilometri da Roma, e poi, come ha mostrato fin dall’inizio, l’attenzione per le periferie».

Hanno scritto che al Papa non piace Parigi

«Non sono d’accordo. E’ mai andato in Germania o in S…

CITTÀ DEL VATICANO – «Posso capire che i parigini siano delusi: una visita del Papa è un grande evento, in Corsica siamo felici che venga». Il cardinale François-Xavier Bustillo, a Roma per il Concistoro, non pensa che il Papa, che visiterà Ajaccio il 15 dicembre, sia «indifferente o insensibile» alla riapertura di Notre-Dame, dove invece non andrà.

Perché il Papa viene in Corsica e non va a Parigi?

«Non sono il Papa e non ho fatto azione di seduzione per far venire il Papa in Corsica anziché a Parigi. Hanno parlato di un conflitto tra il Papa e Macron, ma non è vero. Il Papa sarà presente con una lettera che verrà letta questa sera: da parte sua non c’è indifferenza o insensibilità per la riapertura di Notre-Dame. Nella sua decisione possono avere influito il fatto geografico, noi siamo a soli 340 chilometri da Roma, e poi, come ha mostrato fin dall’inizio, l’attenzione per le periferie».

Hanno scritto che al Papa non piace Parigi

«Non sono d’accordo. E’ mai andato in Germania o in Spagna? Ci sono grandi paesi cattolici dove non è andato, e invece ha scelto la Svezia, l’Ungheria... Sarebbe assurdo vedere la questione in termini di strategia o di tattica, come se il Papa volesse dare una caramella alla Corsica e una punizione a Parigi. Nella lettera recente sulla letteratura il Papa cita molti autori francesi, nella sua ultima enciclica dedicata al Sacro Cuore di Gesù si rifà alla tradizione spirituale francese. Onora Parigi e onora la Francia ma in modalità diversa. E poi la Corsica non è in Australia…».

I cattolici parigini però sono delusi

«Posso capire che siano delusi: una visita del Papa è un grande evento, in Corsica siamo felici che venga. Il Papa però non aveva mai promesso una visita a Notre-Dame, la notizia è uscita in un articolo ma non veniva né dalla Santa Sede né dal Papa».

La cosa può avere irritato il Papa?

«Non penso che si possa parlare di irritazione. Si può esprimere un desiderio, e poi c’è la libertà del Papa di decidere quello che ritiene opportuno».

La riapertura della cattedrale è un evento dal valore religioso ma anche civile: Francesco si è sentito tirato per la tonaca dalla politica?

«La logica dello scontro e dell’opposizione è molto francese, ma penso che si debba invece celebrare il fatto che a Parigi si svolge un evento che dal punto di vista spirituale e culturale è unico ed eccezionale, per Parigi, per la Francia e per il mondo, e ad Ajaccio un altro evento magnifico in un luogo periferico. Sono entrambi momenti di speranza e gioia per una società un po’ amara e che si è un po’ perduta».

Bergoglio ha visitato Lampedusa, Lesbo, Malta, Cipro, ora la Corsica. Preferisce le isole?

«In effetti quando ha visitato le piccole isole del Mediterraneo ha messo in luce il quadro doloroso dei migranti, ora viene in un’isola che sottolinea un altro aspetto, la devozione popolare».

A questo tema è dedicato il convegno che Bergoglio chiuderà

«In Francia e in Europa siamo molto concettuali, ed è un bene, ma non bisogna disprezzare la devozione popolare, che coinvolge il corpo e il cuore. La Corsica ha una dimensione originale e unica rispetto a come si vive la laicità».

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