L’assistente di Trump per l’anti-terrorismo: “Al Qaeda e Isis rialzano la testa, Italia nel mirino”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Il terrorismo sta rialzando la testa, dalla Siria all’Africa settentrionale, e l’Italia è nel mirino, per la posizione geografica, gli interessi nazionali e il Vaticano. Per affrontare le emergenze della sicurezza, Roma dovrebbe aumentare i controlli sui flussi migratori e gli investimenti nella difesa. Quanto all’Ucraina, Donald Trump "vuole fermare lo spargimento di sangue, ma bisogna ricordare il passato di Putin come colonnello del Kgb". A dirlo a Repubblica è Sebastian Gorka, che dal prossimo 20 gennaio tornerà alla Casa Bianca come vice assistente del presidente e direttore senior per l'antiterrorismo.
Quali sono i suoi obiettivi?
"Servire gli interessi del popolo americano ed eseguire la nuova strategia di sicurezza nazionale del presidente Trump e del suo consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz".
Da dove vede arrivare le minacce terroristiche più pericolose per gli Stati Uniti? È ancora il terrorismo islamico o stanno emergendo anche altre minacce?
"Abb…
NEW YORK - Il terrorismo sta rialzando la testa, dalla Siria all’Africa settentrionale, e l’Italia è nel mirino, per la posizione geografica, gli interessi nazionali e il Vaticano. Per affrontare le emergenze della sicurezza, Roma dovrebbe aumentare i controlli sui flussi migratori e gli investimenti nella difesa. Quanto all’Ucraina, Donald Trump "vuole fermare lo spargimento di sangue, ma bisogna ricordare il passato di Putin come colonnello del Kgb". A dirlo a Repubblica è Sebastian Gorka, che dal prossimo 20 gennaio tornerà alla Casa Bianca come vice assistente del presidente e direttore senior per l'antiterrorismo.
Quali sono i suoi obiettivi?
"Servire gli interessi del popolo americano ed eseguire la nuova strategia di sicurezza nazionale del presidente Trump e del suo consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz".
Da dove vede arrivare le minacce terroristiche più pericolose per gli Stati Uniti? È ancora il terrorismo islamico o stanno emergendo anche altre minacce?
"Abbiamo numerose minacce. Le forze di Al Qaeda e Isis sono cresciute notevolmente, da quando Biden ha restituito l'Afghanistan al regime fondamentalista dei Talebani. Ma non possiamo ignorare altri attori, come Hamas che ha massacrato più di 1.200 uomini, donne e bambini innocenti negli attacchi del 7 ottobre. Inoltre, grazie all’apertura dei nostri confini da parte di Kamala Harris e Joe Biden negli ultimi quattro anni, sappiamo che numerosi terroristi jihadisti e membri dei cartelli dei narcotrafficanti si sono riversati nella nostra nazione".
Queste minacce riguardano solo gli Stati Uniti o prendono di mira il mondo occidentale in generale, compresa l’Europa?
"Nel mio primo libro, "Defeating Jihad", avevo scritto che siamo in una guerra tra i popoli della civiltà giudaico-cristiana e le forze della barbarie, che includono l’organizzazione del movimento jihadista globale come Al Qaeda e Isis, e numerosi attori per procura creati e gestiti dal regime dittatoriale dei mullah in Iran".
Quali sono le migliori strategie per affrontare tali minacce e in che modo gli alleati europei potrebbero aiutare gli Stati Uniti?
"Ascoltate la strategia del presidente, dopo che si sarà insediato per la seconda volta come comandante in capo a gennaio. Gli alleati europei dell'America possono aiutare iniziando a capire che la minaccia della Jihad non deriva dalla povertà o dalla mancanza di istruzione, ma è guidata da una malvagia ideologia antioccidentale".
L'Italia è molto esposta, per la sua posizione geografica, le migrazioni da Africa e Medio Oriente, per la sua vicinanza e il ruolo in Libia. Quali sono i maggiori rischi per il nostro paese?
"Lo stesso problema vale per qualsiasi nazione che faccia parte della civiltà occidentale, e creda che siamo la civiltà più grande e più libera del pianeta. La vostra vicinanza ai focolai della radicalizzazione jihadista e il fatto che ospitate il Vaticano accrescono la minaccia per l’Italia".
Cosa dovrebbe fare il governo italiano per proteggere il Paese e rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti in materia di antiterrorismo e sicurezza nazionale?
"Lavorate a stretto contatto con la futura amministrazione Trump e impegnatevi per convincere gli altri stati membri dell’Unione Europea a migliorare il controllo di chiunque attraversi il vostro territorio, come faremo noi a partire dal 20 gennaio sotto la guida del nostro nuovo zar per i confini, Tom Homan, e del nuovo Segretario della Sicurezza Nazionale, la governatrice Noem".
Il presidente eletto Trump si è impegnato a fermare la guerra in Ucraina. Pensa che il leader del Cremlino Putin sia interessato a una soluzione diplomatica e quale, oppure crede che abbia obiettivi più ambiziosi in Europa, oltre all’Ucraina?
"È necessario ricordare il passato del presidente Putin come colonnello del Kgb nell'era sovietica. Quel passato è cruciale per comprendere i suoi obiettivi futuri. Il presidente Trump ha un obiettivo generale nella regione: fermare lo spargimento di sangue".
L’Italia è uno dei paesi Nato che ancora non investono il 2% del Pil nella difesa, come concordato nel vertice di Cardiff. Perché ciò sarebbe importante? Il 2% del PIL è ancora sufficiente a questo punto, oppure gli alleati della Nato dovrebbero aumentare la percentuale, per eguagliare gli investimenti statunitensi nella difesa?
"La Nato è concepita come un'organizzazione di difesa collettiva. Ciò significa che tutti i suoi membri devono dare un serio contributo all'Alleanza affinché funzioni correttamente. Durante la prima amministrazione Trump, grazie alla leadership del presidente, abbiamo raddoppiato il numero degli Stati Nato che contribuiscono con la giusta quota concordata. Questa tendenza continuerà sotto la seconda amministrazione Trump".