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Corea, fallisce l’impeachment per Yoon ma il partito lo molla: dimissioni vicine

La folla in piazza davanti all’assemblea della Corea del Sud per chiedere le dimissioni del presidente Yoon (afp)

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In aula mancano i numeri. Il presidente si scusa in tv e resta appeso a un filo. Nuovo voto sabato prossimo
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Seul — «It’s fucking terrible», dice un ragazzone col quel poco di inglese che conosce fuori dai cancelli del Parlamento subito dopo il voto: non ha bisogno di traduzione. Yoon Suk-yeol sopravvive, al momento. Ma non durerà molto. Il tentativo di impeachment contro il presidente sudcoreano, dopo ore concitate, alle 21.20 di ieri è fallito. Sono mancati i numeri per far passare la mozione. Yoon è ormai politicamente morto.

Un presidente sotto tutela

Un presidente messo in freezer anche dal suo partito. Un presidente che alla fine si dimetterà, come ha dichiarato durante la notte il leader della sua stessa formazione politica. Finora è sotto tutela. Non prenderà più parte agli affari di Stato, diplomazia inclusa. Non potrà, insomma, esercitare, le sue funzioni da presidente.

L’arresto del ministro della Difesa

A pagare per ora è solo l’ex ministro della Difesa. Kim Yong-hyun è stato arrestato per il suo ruolo nella dichiarazione della legge marziale. aveva già rassegnato le dimissioni …

Seul — «It’s fucking terrible», dice un ragazzone col quel poco di inglese che conosce fuori dai cancelli del Parlamento subito dopo il voto: non ha bisogno di traduzione. Yoon Suk-yeol sopravvive, al momento. Ma non durerà molto. Il tentativo di impeachment contro il presidente sudcoreano, dopo ore concitate, alle 21.20 di ieri è fallito. Sono mancati i numeri per far passare la mozione. Yoon è ormai politicamente morto.

Un presidente sotto tutela

Un presidente messo in freezer anche dal suo partito. Un presidente che alla fine si dimetterà, come ha dichiarato durante la notte il leader della sua stessa formazione politica. Finora è sotto tutela. Non prenderà più parte agli affari di Stato, diplomazia inclusa. Non potrà, insomma, esercitare, le sue funzioni da presidente.

L’arresto del ministro della Difesa

A pagare per ora è solo l’ex ministro della Difesa. Kim Yong-hyun è stato arrestato per il suo ruolo nella dichiarazione della legge marziale. aveva già rassegnato le dimissioni martedì e gli era già stato imposto un divieto di viaggio.

Si sono vissute ore confuse a Seul ieri e nei giorni scorsi, degne della trama di un K-drama. Una serie tv — iniziata con l’imposizione della legge marziale martedì, l’esercito che blinda il Parlamento, i deputati che riescono ad entrare in Aula e abrogarla, il presidente che nella notte, dopo sei ore, è costretto a ritirarla — ai limiti del grottesco. E le puntate non sono ancora finite.

"Yoon sospeso dalle sue funzioni”

Il leader dei conservatori (il partito di Yoon), Han Dong-hoon, ha dichiarato durante la notte che partito e presidente lavoreranno insieme per cercare un «percorso ordinato» che permetta a Yoon di lasciare l’incarico «per ridurre al minimo il caos. Il presidente ha già detto che seguirà il piano». «Yoon sarà sospeso dalle sue funzioni fino a quando non si dimetterà», ha continuato Han, come riporta l’agenzia sudcoreana Yonhap. Non ha fornito tuttavia una tabella di marcia sulla fine anticipata del mandato. «Ci consulteremo anche con il partito democratico in questo percorso», anche se l’opposizione ha già detto che intende riproporre l’impeachment mercoledì e poi metterlo ai voti sabato.

Il voto

Poco prima del voto sull’impeachment, in calendario ieri verso le 18, tutti i deputati del partito conservatore al governo, tranne uno, avevano lasciato l’aula, per boicottare la mozione. La piazza — in 150mila davanti all’Assemblea Nazionale, in tutto gli organizzatori hanno parlato di un milione — cantava «tornate dentro». Altri due degli uomini del partito di Yoon erano poi rientrati. Ma non è bastato. Servivano i voti di due terzi del Parlamento affinché la mozione passasse (200 su 300): le opposizioni potevano contare su 192 deputati e avrebbero dovuto sperare in 8 voti dei conservatori per mettere sotto impeachment Yoon.

La piazza

La folla, che per ore ha sfidato i meno due gradi e il vento gelido di Seul, alla notizia del fallito impeachment ha reagito con un assordante silenzio e qualche grido solitario. «Ovvio che siamo arrabbiate», dicono due ragazze sedute per terra sul viale che porta all’Assemblea. «I politici devono servire il popolo, non i loro interessi. Stanno proteggendo un ribelle», racconta Lee Geonwoo, 23 anni, che studia Linguistica, riferendosi a Yoon. «Continueremo a scendere in piazza per riprenderci la democrazia. Ora, prima di andare via, ripuliamo tutto qui per terra: facciamo così noi in Corea».

Già dall’ora di pranzo il viale di fronte al Parlamento e le strade tutto attorno cominciavano a riempirsi di persone. Stand che offrivano ai manifestanti bevande calde, altri che vendevano gadget del partito democratico. Seduti per terra su degli stuoini o su fogli di giornale, tutti cantavano a ritmo di musica “Yoon dimettiti”.

Il discorso alla nazione e il partito che lo scarica

In mattinata c’era stata la prima apparizione di Yoon da giorni: il presidente aveva parlato per due minuti in tv per chiedere scusa. «Lascio al mio partito il compito di prendere provvedimenti per stabilizzare la situazione politica in futuro, compresa la questione del mio mandato», aveva detto.

I conservatori hanno boicottato il voto perché non volevano si ripetesse l’impeachment del 2016 dell’allora presidente Park Geun-hye che portò al collasso della loro formazione e alla schiacciante vittoria delle opposizioni. Se Yoon si dimette o viene messo sotto impeachment, bisognerà votare entro 60 giorni. Il ragionamento dei conservatori è: un conto è presentarsi alle urne con il presidente sotto impeachment dando una pessima immagine del partito, un altro è andare davanti agli elettori avendo convinto il presidente a dimettersi per il bene della nazione.

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