L’annullamento senza precedenti, in un Paese della Ue delle elezioni presidenziali che per l’Europa è stato uno shock, visto da dentro, come lo vedo io, è invece una conclusione necessaria e sufficiente per tutto quello che sono stati questi 30 anni. In cui è mancato un leader, una coscienza, è mancata tutta una struttura che permettesse a un elettorato di scegliere senza essere manipolato, di essere vigile, attento, presente. Questo è successo in questi 30 anni di transizione in cui nessuno si è preso la briga né la responsabilità di creare una coscienza.
I giovani rumeni
Tra l’altro, manca una generazione che sia lì stabile, quella parte di popolazione attiva che lavora, perché è via, risultato della diaspora. E la diaspora…
L’annullamento senza precedenti, in un Paese della Ue delle elezioni presidenziali che per l’Europa è stato uno shock, visto da dentro, come lo vedo io, è invece una conclusione necessaria e sufficiente per tutto quello che sono stati questi 30 anni. In cui è mancato un leader, una coscienza, è mancata tutta una struttura che permettesse a un elettorato di scegliere senza essere manipolato, di essere vigile, attento, presente. Questo è successo in questi 30 anni di transizione in cui nessuno si è preso la briga né la responsabilità di creare una coscienza.
I giovani rumeni
Tra l’altro, manca una generazione che sia lì stabile, quella parte di popolazione attiva che lavora, perché è via, risultato della diaspora. E la diaspora è distratta, vive dilaniata tra due realtà, il passato e il presente. Quindi diventi fragile ed è più facile per qualcuno imbrogliarti se nella società manca uno zoccolo duro di persone che possono protestare. La protesta è arrivata solo quando la situazione è diventata eclatante. Ma prima di allora sono rimasti tutti a guardare, come spettatori. Io stessa sono spettatrice, è ovvio che sono interessata al destino del mio Paese, ma non posso andare a Bucarest a protestare se sono lontana. E su questo si è fatto leva: su una società che è stata completamente smembrata, sgretolata, frammentata.
Il paese-laboratorio
Così siamo arrivati a quello a cui assistiamo oggi, che da fuori sembra una cosa assurda e senza precedenti — perché lo è senza precedenti, storicamente — e invece è conseguenza logica di questo modo di fare. La Romania oggi è un laboratorio a cielo aperto, perché nemmeno l’Italia è tanto distante da questo tipo di pressioni. Non puoi dichiarare di non aver speso nulla per una campagna elettorale e poi essere un burattino nelle mani di altri. Ma come hai potuto pensare di farla franca? In un altro contesto saremmo stati molto più arrabbiati e avremmo chiesto cose ben più forti. E invece se manca la struttura sociale manca tutto, la società è smembrata e si affida a quella demenza digitale che è essere informati attraverso TikTok. E in questa demenza generale sei fragile, non hai la possibilità di replicare seriamente. È un esperimento, ripeto: se si è fatto lì, si può fare anche altrove. E allora ecco che subentra la paura. Che questo riporti la Romania indietro nel tempo, ai tempi di Ceau?escu, quando dietro c’era la longa manus del Cremlino. Perché Ceau?escu non aveva i mezzi tecnologici e pubblicitari di oggi, ma ha fatto una cosa molto simile: si è impossessato del potere in maniera altrettanto sporca, con altrettanti aiuti che arrivavano da fuori. La storia non ci ha insegnato niente. Anzi, si ripete tale e quale, solo affidandosi a un 2.0 per quanto riguarda la tecnologia.
Tempo perso
Mancano 30 anni, insisto, come fosse un buco. Perché se la democrazia è calata dall’alto, senza essere cresciuta in seno alla società, è concetto privo di senso. Che ti porta a non sapere più chi sei, cosa è tuo: prima c’era un “papà” che decideva tutto e adesso chi è il papà? A chi ci affidiamo? Io ho voluto raccontare (in Manca il sole ma si sta bene lo stesso, uscito un mese fa per Marsilio,ndr) questi 30 anni, dopo la caduta di Ceau?escu, attraverso una famiglia che non si unisce alla rivoluzione perché estranea al senso di libertà arrivato dal nulla. Quella famiglia oggi avrebbe fatto parte di questa fotografia: avrebbe votato per Georgescu e sarebbero caduti tutti in questo tranello. Perché questo non è un singhiozzo, non è una cosa che è successa adesso, ma accade da 30 anni.