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Zelensky solleva il velo sui caduti ucraini: “43 mila”. Ma per Trump sono dieci volte di più

(afp)

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Continua la confusione sui numeri dei morti nel conflitto, mentre il paese dibatte sull’allargamento della coscrizione ai 18enni e l’impiego più largo delle donne
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KIEV – “L’Ucraina ha perso insensatamente 400mila soldati e molti altri civili”, ha scritto il presidente eletto Usa Donald Trump sul suo social alzando il sipario sul tabù più gelosamente custodito da Kiev. Quanti siano le soldate e i soldati ucraini uccisi dall'inizio dell'invasione russa è un dramma con cui il Paese non si era mai sentito di poter fare i conti, mentre è costretto a reclutare civili sempre meno convinti di giocarsi la vita in trincea.

Non è esattamente un argomento popolare mentre ferve il dibattito sulla richiesta degli alleati di abbassare l'età della mobilitazione ai diciottenni, e mentre si discute di allargarla alle donne. Per questo il governo si era sempre rifiutato di divulgare cifre ufficiali. Questo tabù infranto è uno dei segni più evidenti di una guerra vicina a una svolta impressa dalla nuova presidenza americana, anche se non è ancora chiaro esattamente quale direzione prenderà.

Provando ad arginare la piena il presidente Volodimir Zelensky è imme…

KIEV – “L’Ucraina ha perso insensatamente 400mila soldati e molti altri civili”, ha scritto il presidente eletto Usa Donald Trump sul suo social alzando il sipario sul tabù più gelosamente custodito da Kiev. Quanti siano le soldate e i soldati ucraini uccisi dall'inizio dell'invasione russa è un dramma con cui il Paese non si era mai sentito di poter fare i conti, mentre è costretto a reclutare civili sempre meno convinti di giocarsi la vita in trincea.

Non è esattamente un argomento popolare mentre ferve il dibattito sulla richiesta degli alleati di abbassare l'età della mobilitazione ai diciottenni, e mentre si discute di allargarla alle donne. Per questo il governo si era sempre rifiutato di divulgare cifre ufficiali. Questo tabù infranto è uno dei segni più evidenti di una guerra vicina a una svolta impressa dalla nuova presidenza americana, anche se non è ancora chiaro esattamente quale direzione prenderà.

Provando ad arginare la piena il presidente Volodimir Zelensky è immediatamente intervenuto tagliando a 43mila il numero dei soldati ucraini uccisi, e rivendicando un rapporto di “sei a uno” sul campo di battaglia tra le vittime ucraine e quelle russe. "La Russia ha perso ogni interesse in Siria a causa dell’Ucraina – scriveva Trump - dove quasi 600mila soldati russi giacciono feriti o morti, in una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare e che potrebbe continuare per sempre. La Russia e l’Iran sono in uno stato di indebolimento in questo momento, allo stesso modo Zelensky e l'Ucraina vorrebbero fare un accordo e fermare la follia. Hanno insensatamente perso 400mila soldati e molti altri civili. Dovrebbe esserci un cessate il fuoco immediato e dovrebbero iniziare i negoziati. Troppe vite vengono sprecate inutilmente, troppe famiglie distrutte e, se continua così, può trasformarsi in qualcosa di molto più grande e molto peggio. Conosco bene Vladimir. Questo è il suo momento di agire. La Cina può aiutare”.

Ieri Zelensky ha atteso poche ore ed è corso ai ripari: “Dall’inizio della guerra su vasta scala l’Ucraina ha perso 43mila soldati morti sul campo di battaglia, con 370mila feriti. Va tenuto conto che vengono registrate anche le ferite lievi, e metà dei feriti torna a combattere”. Tutti gli analisti con cui abbiamo parlato ritengono sia una valutazione largamente sottostimata, e cozza anche con le stime affiorate nel tempo sulla stampa internazionale basate su fonti di intelligence.

Nell'estate del 2023, dopo poco più di un anno di guerra, gli analisti americani fissavano il numero dei caduti ucraini a 70mila, con una forchetta di feriti tra cento e centoventimila. Zelensky attese il 24 febbraio 2024 per reagire, durante la conferenza stampa nella commemorazione per i due anni di guerra: “Sono morti 31mila soldati ucraini. Non 300mila o 150mila o qualsiasi cosa dicano Putin e la sua cerchia bugiarda”.

Ma la confusione sui numeri delle vittime regna sovrana per scelta precisa. A fine di luglio il comandante in capo delle forze armate ucraine, Alexander Syrsky, disse al Guardian che le perdite russe erano tre volte maggiori di quelle dell'Ucraina, e in alcune aree del fronte “anche di più”. Ma quanto alle cifre dei caduti ucraini Syrsky evitò di dare i numeri, è “una questione delicata nella società” ed è un’informazione che Mosca può sfruttare.

All'inizio di settembre il Wall Street Journal ha riportato la “stima confidenziale” fatta da “fonti informate” secondo cui il numero dei militari ucraini morti era di 80mila soldati con 400mila feriti. L'Economist invece stima i morti tra 60mila e 100mila, e concorda sui 400mila feriti. Il sito UaLosses conta 60.400 soldati ucraini uccisi. Il 21 novembre secondo il New York Times “il numero dei soldati uccisi in azione, circa 57mila, è la metà delle perdite della Russia, ma è significativo per un paese molto più piccolo”. E la settimana scorsa lo stesso Zelensky di fronte a numeri catastrofici rimbalzati sui media era intervenuto ancora una volta con l’estintore: “Qualcuno recentemente, sembra sulla stampa americana, ha riferito che sono morti 80mila ucraini: dico no, molti meno”.

A complicare i conti c’è la difficoltà di stimare e conteggiare i caduti civili, i dispersi, il destino dei prigionieri e degli ucraini nei territori occupati. Ma la cortina fumogena per confondere i numeri rischia di avere un effetto contrario sulla popolazione, alimentando il sospetto che sia un tentativo di diminuire una realtà molto più drammatica. La mancanza di chiarezza viene vista come una prova della volontà di non provocare reazioni popolari con il rischio di spezzare l’unità sempre più fragile su cui si basa la difesa ucraina.

Parlando con Repubblica, recentemente un analista esperto di primo piano ha fatto notare come l’impatto del Covid con centomila morti in Ucraina sia parso a tutti meno devastante rispetto a quello della guerra: “Ciascuno conosce almeno un paio di vittime nella sua cerchia ristretta, ma la percezione è che non sia accaduto altrettanto con il Covid”. Modelli accademici di studio sostenevano che la cifra di 400mila tra morti e feriti gravi fosse il livello in cui l’impatto della guerra sarebbe così devastante da essere chiaramente percepito da tutti. In molti ritengono non si sia affatto lontani da questo livello di percezione.

Un analogo balletto dei numeri vale anche per il campo opposto, quello dei caduti russi. A giugno la Difesa britannica disse che tra morti e feriti Mosca aveva perso almeno 500mila soldati. Il mese successivo, a luglio, l'Economist scrisse che erano morti tra 106 e 140mila russi. E un mese fa il Wall Street Journal aggiornava il numero dei soldati russi uccisi a 200mila.

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