Lula operato per un’emorragia intracranica dopo una caduta in casa. È in terapia intensiva
di Daniele MastrogiacomoOre d’ansia e di incertezza ieri in tutto il Brasile. Il presidente Lula si è svegliato con un forte dolore alla testa, perdita di equilibrio e fastidiosi conati di vomito. La moglie Janja si è preoccupata e gli ha suggerito di restare a letto. Intanto ha chiamato il suo medico di fiducia che è accorso alla residenza dell’Alvorada.
Lo ha trovato sveglio ma non riusciva ad esprimersi bene. Ha pensato subito all’incidente del 19 ottobre scorso quando Luiz Inácio Lula da Silva aveva sbattuto violentemente la nuca contro il bordo della vasca idromassaggio, era svenuto e rimasto qualche minuto in un lago di sangue. Anche in quell’occasione erano stati chiamati i medici che lo assistono da sempre, e si era subito deciso di trasferire il leader della sinistra brasil…
Ore d’ansia e di incertezza ieri in tutto il Brasile. Il presidente Lula si è svegliato con un forte dolore alla testa, perdita di equilibrio e fastidiosi conati di vomito. La moglie Janja si è preoccupata e gli ha suggerito di restare a letto. Intanto ha chiamato il suo medico di fiducia che è accorso alla residenza dell’Alvorada.
Lo ha trovato sveglio ma non riusciva ad esprimersi bene. Ha pensato subito all’incidente del 19 ottobre scorso quando Luiz Inácio Lula da Silva aveva sbattuto violentemente la nuca contro il bordo della vasca idromassaggio, era svenuto e rimasto qualche minuto in un lago di sangue. Anche in quell’occasione erano stati chiamati i medici che lo assistono da sempre, e si era subito deciso di trasferire il leader della sinistra brasiliana in un ospedale a Brasilia. Lula era rimasto ricoverato qualche giorno, sottoposto ai controlli, tac e radiografie. Tutto sembrava essere tornato alla normalità, a parte il vistoso ematoma. Cinquanta giorni dopo, le conseguenze di quel violento urto si sono fatte sentire. Si è formato un grumo che ha iniziato di nuovo a sanguinare provocando un principio di emorragia interno.
Il bollettino medico
Lula ha 79 anni e ha avuto una vita intensa. L’equipe medica intervenuta ieri mattina ha deciso il suo trasferimento immediato all’ospedale Sirio-Libanes di San Paolo. Qui è stato sottoposto a un intervento chirurgico per drenare l’emorragia intracranica. Due ore sotto i ferri. L’operazione è andata bene e già nel pomeriggio Lula era cosciente, parlava, scherzava, persino mangiava di gusto. Resterà in terapia intensiva per altre 48 ore. Tuttavia, secondo il team di sanitari il presidente potrebbe lasciare l’ospedale già all’inizio della prossima settimana. Riprenderà anche a lavorare. «Ma lo dovrà fare lentamente», ha spiegato il team di medici e chirurghi che lo hanno in cura. È improbabile, a loro parere, che si possa presentare una nuova emorragia, ma saranno necessari controlli periodici.
I primi segnali del malessere si erano avuti nel tardo pomeriggio di lunedì durante una riunione con i presidenti della Camera Arthur Lira e del Senato Rodrigo Pacheco. «Si vedeva che c’era qualcosa che non andava», hanno raccontato i due. Il presidente lo ha confermato ai medici. Ha ricordato anche la caduta del 19 ottobre. «Ero a casa, mi ero seduto su uno sgabello in bagno, poi mi sono voltato, ho perso l’equilibrio e sono caduto, colpendo con la nuca il bordo della vasca. Ho perso sangue, sembrava che mi fossi spaccato il cervello». Si è fatto una risata: «Ho la testa dura».