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Macron ai partiti: “Il premier in 48 ore e non sciogliere l’Assemblea nazionale fino al 2027”

(reuters)

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Il percorso è in salita. A sinistra molti temono che quello del presidente sia solo un bluff per spaccare l’alleanza a gauche. Oggi si è riunito il tavolo di negoziato con i leader dell’arco repubblicano
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PARIGI – Emmanuel Macron prova a cambiare, e non cerca più la “non sfiducia” preventiva di Marine Le Pen per varare un nuovo governo che vorrebbe definire nelle prossime 48 ore. Il clamoroso fallimento del governo Barnier, dopo appena tre mesi di attività, nel mezzo dell’approvazione della Finanziaria, è stata un’amara lezione per il leader francese. Le Pen aveva promesso a settembre di non far cadere Barnier ma alla fine ha improvvisamente cambiato idea, ponendo condizioni sempre più capestro al premier, fino a decidere di votare la sfiducia unendosi alla mozione presentata dalla sinistra.

Un nuovo governo entro 48 ore, ma anche la volontà di tenere in piedi l’Assemblea nazionale fino alla fine del suo mand…

PARIGI – Emmanuel Macron prova a cambiare, e non cerca più la “non sfiducia” preventiva di Marine Le Pen per varare un nuovo governo che vorrebbe definire nelle prossime 48 ore. Il clamoroso fallimento del governo Barnier, dopo appena tre mesi di attività, nel mezzo dell’approvazione della Finanziaria, è stata un’amara lezione per il leader francese. Le Pen aveva promesso a settembre di non far cadere Barnier ma alla fine ha improvvisamente cambiato idea, ponendo condizioni sempre più capestro al premier, fino a decidere di votare la sfiducia unendosi alla mozione presentata dalla sinistra.

Un nuovo governo entro 48 ore, ma anche la volontà di tenere in piedi l’Assemblea nazionale fino alla fine del suo mandato nel 2027. “Chiederò al primo ministro di applicare un metodo condiviso”, ha affermato il presidente francese ai leader dei partiti. "Abbiamo bisogno della volontà dell'Assemblea di funzionare nei prossimi trenta mesi senza scioglimento", ha sottolineato, aggiungendo nei minuti finali dell'incontro che "nessuno vuole ridare la mano al Rassemblement National".

L’esclusa

La leader di estrema destra non è stata convocata dalle consultazioni all’Eliseo degli ultimi giorni, e non è invitata neanche al tavolo di negoziato convocato per oggi 10 dicembre all’Eliseo. Il capo dello Stato ha incontrato il nove i leader di Verdi e comunisti, dopo aver già visto venerdì i capigruppo in parlamento del blocco centrale, della destra dei Républicains e del partito socialista.

Secondo Marine Tondelier, leader dei Verdi, il capo dello Stato ha proposto un ''nuovo metodo'' per la costruzione del futuro governo, che prevede l'organizzazione di una ''riunione delle varie forze politiche per discutere una piattaforma programmatica''. Tondelier ha anche indicato che per l'Eliseo ''la soluzione non può più basarsi su un accordo con il Rassemblement National''.

Al termine del tavolo alcuni dei partecipanti alla riunione hanno riferito all’agenzia Afp che il presidente della Repubblica ha espresso la volontà di nominare il nuovo premier entro 48 ore.

Fuori dai giochi

L'idea all’Eliseo era di mettere intorno a un tavolo i leader dell’“arco repubblicano”, tenendo fuori gli “estremisti irresponsabili” come sono stati definiti da Macron il Rassemblement National e la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Il leader della sinistra radicale si è già chiamato fuori da qualsiasi negoziato, continuando a ripetere che sosterrà solo un esecutivo del programma del Nuovo Fronte Popolare, l'alleanza di sinistra nata alle elezioni legislative di luglio. È la posizione difesa da Mélenchon da mesi. La novità è che adesso il segretario del partito socialista, Olivier Faure, non è più su questa linea. Faure ha infatti annunciato di voler discutere con macronisti ed esponenti della destra sulla base di "concessioni reciproche" per la formazione di un nuovo governo con "un contratto a tempo determinato". Questa svolta, seguita dall'apertura di comunisti e Verdi, potrebbe sconvolgere gli equilibri a sinistra.

A poche ore dalla chiusura delle consultazioni - con la parentesi della riapertura di Notre-Dame durante il weekend - Macron ha organizzato oggi il vertice dei partiti che dovrebbero lavorare insieme a un futuro governo. L'incontro, ha precisato l'Eliseo in una nota, segue "una logica di compromesso" con l'obiettivo di "costituire un governo di interesse generale". All'incontro Macron non sono presenti gli esponenti né della France Insoumise né del Rassemblement National. "Non può fingere che non esistiamo" ha commentato Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra, chiedendo di essere ricevuto.

L’incontro con Sarkozy

Intanto sulle Figaro arriva l’indiscrezione sull’incontro segreto tra Macron e il suo predecessore Nicolas Sarkozy. L’ex presidente avrebbe sostenuto la candidatura a nuovo premier del ministro dimissionario delle Forze armate, Sebastien Lecornu, e la riconferma come ministro degli Interni dell’uscente Bruno Retailleau.

Interesse generale

Il percorso è in salita. A sinistra molti temono che quello di Macron sia solo un bluff per provare a spaccare l’alleanza a gauche. Le posizioni tra i partiti che potrebbero formare il «governo di interesse generale» sono ancora distanti, a cominciare dalla scelta di un eventuale premier. I Républicains vogliono qualcuno che venga dalla loro famiglia politica e lo stesso i socialisti. Il nome favorito resta quello del centrista François Bayrou, l'unico che potrebbe portare a un patto di non belligerenza. L'Eliseo spera di ottenere un «accordo di metodo» che possa poi esprimere anche un nome capace di portare avanti la «piattaforma» del nuovo esecutivo. La nomina del nuovo governo - ha promesso Macron - dovrebbe essere questione di giorni. Intanto il ministro delle Finanze, ancora in carica per gestire gli affari correnti, ha preparato la “legge speciale” che dovrebbe permettere allo Stato di funzionare anche in assenza di una nuova legge di Bilancio.

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