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Israele, Netanyahu in tribunale al processo per corruzione: “Accuse assurde”

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Il premier israeliano ha testimoniato oggi in merito ai tre casi in cui è imputato per corruzione, frode e violazione della fiducia.
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GERUSALEMME – “Imputazioni semplicemente ridicole”. Cinque anni dopo essere stato formalmente accusato di crimini commessi nel suo ruolo di Primo Ministro, Benjamin Netanyahu oggi ha cominciato a testimoniare nel processo a suo carico – ed è la prima volta alla sbarra di un premier in carica (Ehud Olmert, che fu poi condannato per corruzione, si di dimise prima del processo).

Netanyahu è arrivato al Tribunale distrettuale di Tel Aviv accompagnato da una sfilza di ministri e parlamentari, da Miri Regev e Shlomo Karhi del suo Likud al leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit Itamar Ben-Gvir. Il processo, che doveva svolgersi a Gerusalemme, è stato spostato a Tel Aviv in un’aula seminterrata per ragioni di sicurezza. Dentro all’aula, oltre a diversi esponenti politici, un centinaio di giornalisti ma niente semplici cittadini o telecamere. Fuori dalla corte, due gruppi di alcune decine di manifestanti, i sostenitori di “Bibi” com’è noto il premier in Israele, e i suoi oppos…

GERUSALEMME – “Imputazioni semplicemente ridicole”. Cinque anni dopo essere stato formalmente accusato di crimini commessi nel suo ruolo di Primo Ministro, Benjamin Netanyahu oggi ha cominciato a testimoniare nel processo a suo carico – ed è la prima volta alla sbarra di un premier in carica (Ehud Olmert, che fu poi condannato per corruzione, si di dimise prima del processo).

Netanyahu è arrivato al Tribunale distrettuale di Tel Aviv accompagnato da una sfilza di ministri e parlamentari, da Miri Regev e Shlomo Karhi del suo Likud al leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit Itamar Ben-Gvir. Il processo, che doveva svolgersi a Gerusalemme, è stato spostato a Tel Aviv in un’aula seminterrata per ragioni di sicurezza. Dentro all’aula, oltre a diversi esponenti politici, un centinaio di giornalisti ma niente semplici cittadini o telecamere. Fuori dalla corte, due gruppi di alcune decine di manifestanti, i sostenitori di “Bibi” com’è noto il premier in Israele, e i suoi oppositori. In mezzo, anche un gruppo di familiari degli ostaggi a Gaza, per mantenere viva l’attenzione sui loro cari.

Il processo di oggi combina i tre casi in cui Netanyahu è imputato per corruzione, frode e violazione di fiducia, due dei quali incentrati su uno scambio di favori per ottenere copertura mediatica favorevole. Il “Caso 1000” vede il leader del Likud difendersi dall’accusa di aver ricevuto doni costosi – tra cui sigari e bottiglie di champaigne - per un totale di circa 300mila dollari dal produttore di Hollywood Arnon Milchan e dal miliardario australiano James Packer. In cambio, Netanyahu avrebbe tra l’altro aiutato Milchan a rinnovare il visto statunitense e fatto pressione sul ministero delle Finanze affinché raddoppiasse la durata di un'esenzione fiscale per gli israeliani espatriati dopo il loro ritorno nel Paese (non sono invece stati rilevati particolari favoritismi nei confronti di Packer). Nel “Caso 2000”, Netanyahu avrebbe negoziato un accordo finalizzato ad ottenere articoli più positivi – ma mai concretizzatosi - con Arnon Mozes, editore di Yediot Achronot (il più venduto quotidiano israeliano). In cambio, il premier si sarebbe offerto di indebolire la concorrenza del free press Yisrael Hayom – finanziato dal defunto miliardario americano e sostenitore di Bibi Sheldon Adelson.

Il Caso 4000 – l’unico per cui l’imputazione è quella di corruzione - invece accusa l’ex primo ministro di aver favorito gli interessi del potente proprietario del colosso delle comunicazioni Beseq Shaul Elovitch per ottenere un cambio di rotta sul suo conto del sito di informazione Walla, all’epoca di sua proprietà – in questo caso, nel luglio 2023 i magistrati hanno raccomandato ai procuratori di ritirare le accuse vista la debolezza dell’impianto accusatorio, ma i procuratori hanno deciso di andare avanti.

Il processo si è aperto nel maggio 2020, ma Netanyahu ha molto raramente presenziato alle udienze, in cui sono stati ascoltati i vari testimoni. La scorsa estate ha chiesto e ottenuto dai giudici un rinvio dell’inizio della sua apparizione in tribunale citando gli impegni derivanti dalla guerra. La settimana scorsa i magistrati hanno respinto un ulteriore richiesta di rinvio e ora il premier dovrà dedicare al processo tre giornate intere a settimana. Netanyahu ha cominciato approfittando delle domande del suo avvocato per parlare di se stesso e della sua vita. “Lavoro in media 17 o 18 ore al giorno, vado a letto all’una o alle due, non ho quasi mai tempo per la mia famiglia, per i miei figli, questo è il prezzo che pago.” le parole del premier, che ha anche aggiunto di “odiare lo champagne” e di non avere nemmeno mai tempo di fumare un sigaro completo. Netanyahu da una parte si è dichiarato completamente disinteressato a ciò che viene scritto sul suo conto, dall’altra ha accusato i mezzi di comunicazione israeliani di essere “al 90% di sinistra”.

“Fino a poco tempo fa Israele aveva dei media molto monolitici", ha affermato Netanyahu. “Non vogliamo prenderne il controllo, vogliamo diversificarli. La cosa più importante è aggiungere più stazioni TV che non siano controllate da un campo solo”. Il premier ha dichiarato che se il suo interesse fosse stato quello di ricevere una copertura favorevole sarebbe bastato assumere posizioni più di sinistra. Mentre per quanto il suo rapporto con Elovitch, il premier lo ha descritto come “cordiale ma nulla di più” e ha dichiarato di aver firmato i regolamenti che favoravano Beseq senza neanche guardarli, come migliaia di altri che gli vengono presentati da ministri e collaboratori.

Gli analisti stimano che ci vorranno circa 15 udienze per terminare la testimonianza e potrebbero volerci anni per la conclusione del processo. Per quanto riguarda le pene, il reato di corruzione prevede fino a dieci anni di carcere, frode e violazione di fiducia fino a tre.

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