Il leader dei ribelli siriani Al Jolani si rivolge alla comunità internazionale affermando che il mondo “non ha nulla da temere” dopo la presa di Damasco e la caduta del regime di Assad. Intanto, Mosca conferma che l’ex presidente siriano è al sicuro in Russia. “Non c’è dubbio che quanto successo in Siria è parte di un piano degli Stati Uniti e di Israele”, ha detto la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Continuano gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, oltre 26 persone hanno perso la vita negli attacchi di questa notte.
Attacco terroristico a Gerusalemme, grave un bambino
Un terrorista ha sparato questa sera contro un autobus civile nella zona sud di Gerusalemme ferendo gravemente un bambino di dieci anni e altre tre persone. L'Idf e le forze di sicurezza hanno riferito che l'aggressore è riuscito a fuggire, gli agenti e i militari hanno circondato Betlemme e Hussan.
Risoluzione Onu chiede il cessate il fuoco immediato a Gaza
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede un cessate il fuoco immediato e incondizionato a Gaza
Siria, il partito Baath sospende le attività e cede i suoi beni al ministero dell’Interno
Il partito Baath al potere da 60 anni in Siria, base del regime degli Assad, ha annunciato oggi la sospensione delle sue attività "in tutte le sue forme fino a ulteriore nuovo avviso". In una nota pubblicata sul suo sito, il partito Baath fa sapere anche che consegnerà tutti i suoi beni, armi e veicoli, al ministero dell'Interno del nuovo governo di transizione a Damasco. "Tutte le proprietà e i fondi del partito sono posti sotto la supervisione del ministero delle Finanze e del ministero della Giustizia e i loro proventi sono depositati presso la Banca Centrale della Siria per essere spesi in conformità con la legge dall'attuale governo", riferisce ancora la nota
Al Jolani: “Scioglieremo le forze di sicurezza del vecchio regime”
Il leader ribelle siriano Ahmad al-Sharaa, noto come Abu Mohammed al-Jolani, ha affermato che intende sciogliere le forze di sicurezza del regime del deposto presidente Bashar al-Assad. Il suo gruppo, Hayat Tahrir al-Sham, aveva già affermato che concederà un'amnistia ai militari e ora, in una dichiarazione scritta alla Reuters, che ne dà notizia nel suo sito web, al Jolani afferma che scioglierà "le forze di sicurezza del precedente regime" e chiuderà "la famigerata prigione". Al Sharaa ha anche detto che sta monitorando attentamente i possibili depositi di armi chimiche, coordinandosi con le organizzazioni internazionali per metterli in sicurezza, aggiunge la stessa fonte
L’Idf annuncia il ritiro da Khiam, nel Libano meridionale
L'Idf annuncia il ritiro da Khiam, nel Libano meridionale, in conformità con l'accordo di cessate il fuoco con Hezbollah. L'esercito israeliano afferma che è ancora dispiegato in altre zone del Libano meridionale e continuerà a operare contro qualsiasi minaccia. Nel mentre l'esercito libanese ha dichiarato di aver iniziato a schierare truppe a Khiam dopo il ritiro di Tsahal, in coordinamento con l'Unifil e ha avvertito i civili libanesi di non avvicinarsi alle aree mentre esegue controlli della città per ordigni inesplosi. L'Idf ha tempo fino alla fine di gennaio per ritirarsi da tutte le aree del Libano meridionale
Iran: “Israele distrugge le infrastrutture civili e militari in Siria”
"Il regime israeliano si è mosso per distruggere quasi ogni infrastruttura civile e di difesa in Siria. Ha anche occupato ulteriore territorio siriano in violazione dell'accordo di disimpegno del 1974 e della risoluzione 350 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Lo scrive nel suo account su X il ministro degli esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, affermando inoltre che "il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha la responsabilità primaria di fermare le aggressioni illegali, è ridotto a un osservatore ammanettato grazie all'ostruzione degli Stati Uniti". I vicini della Siria, così come il mondo arabo e musulmano e in effetti ogni Stato membro delle Nazioni Unite che si preoccupa dello stato di diritto, dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale non possono permettersi di rimanere indifferenti", scrive ancora Araghchi, sostenendo che "è fondamentale che i paesi della regione si mobilitino immediatamente ed efficacemente e uniscano le forze per fermare l'aggressione di Israele e la distruzione della Siria"
Siria, in rete un video su un deposito di anfetamine Captagon
Un presunto laboratorio e deposito di anfetamine Captagon, prodotte in Siria nei territori controllati fino a sabato scorso dalle forze agli ordini del regime degli Assad, è stato oggi identificato da uomini armati delle nuove autorità a Damasco. In rete circola un filmato che mostra gli interni di questo laboratorio e deposito, localizzato secondo le fonti nella regione della capitale siriana. Da anni il regime di Assad veniva accusato, assieme agli Hezbollah libanesi e alle forze iraniane in Siria, di speculare sulla produzione e vendita all'estero del Captagon, anfetamina molto richiesta nei mercati dei paesi arabi del Golfo e nei mercati asiatici
Onu: “In Siria identificati da dicembre 52 campi minati”
L'agenzia per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) afferma che i suoi partner in Siria hanno identificato 52 campi minati in tutto il paese dall'inizio di dicembre. Lo riferisce Al Jazeera online. Questi campi, afferma Ocha, stanno "limitando il movimento dei civili e ostacolando la consegna di beni e servizi" e sono particolarmente preoccupanti a causa degli alti livelli di sfollamento nel paese. Le Nazioni Unite hanno precedentemente affermato che dal 27 novembre, quando le forze ribelli hanno lanciato l'offensiva che ha rovesciato al-Assad, in tutto il paese sono state sfollate fino a un milione di persone
Ex premier siriano: “Ho provato a contattare Assad ma non ha risposto”
L'ex primo ministro siriano Muhammad al-Jalali ha affermato di aver tentato di contattare l'ex presidente Bashar al Assad domenica mattina, ma non ha ricevuto risposta. Al tempo stesso ha detto di non essere agli arresti domiciliri, così come gli ex ministri, tuttavia ha aggiunto di non essere in grado di comunicare con gli ex titolari dell'Interno e della Difesa, mentre l'ex ministro dei Trasporti ha lasciato la Siria. Lo riferisce al Arabyia online, secondo cui l'ex premier ha aggiunto che la situazione nella capitale è ormai stabile
Damasco, l'inviato nel palazzo di Assad: "Vetri rotti e lusso, il simbolo del potere in frantumi"
Su una collina che domina Damasco si eleva il palazzo immenso dove l'ex presidente riceveva capi di stato e organizzava le riunioni con i fedelissimi. Oggi le porte sono spalancate, le sale un tempo dedicate a capi di stato e incontri riservati ora sono percorse da ribelli armati, gli oggetti di valore sono stati rubati, le finestre sono in frantumi. L'immagine simbolo del potere che Bashar al Assad aveva e che ora non ha più. L'inviato di Repubblica Fabio Tonacci ci è entrato
Damasco, l'inviato nel palazzo di Assad: "Vetri rotti e lusso, il simbolo del potere in frantumi"
Katz a Austin: “C'è una chance per un'intesa sugli ostaggi”
Il ministro della Difesa Israel Katz ha riferito al suo omologo statunitense, il segretario alla Difesa Lloyd Austin, che esiste la possibilità di raggiungere un accordo per la liberazione degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza nel quadro della ripresa dei negoziati. "C'è la possibilità di un nuovo accordo in questo momento che, si spera, riporterà a casa tutti gli ostaggi, compresi quelli con cittadinanza americana", ha detto Katz, secondo i media israeliani
Zuppi: “Preoccupati per cristiani in Siria ma presto per capire”
"Credo che sia tutto ancora da capire" sulla Siria. "Abbiamo una grande preoccupazione per la minoranza cristiana, che è una minoranza consistente che vive una sofferenza grandissima. Va aiutata a restare, e va difesa in tutti i casi. Però credo che abbiamo troppo pochi elementi ancora per dare una giudizio". Lo ha detto il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, arrivando alla conferenza "L'amore politico strumento di pace e democrazia" alla Farnesina
Giornalisti israeliani entrano in Siria, prima volta dal 1973
Per la prima volta dalla Guerra del Kippur, nel 1973, giornalisti israeliani hanno attraversato il confine e sono entrati in Siria con le forze della divisione 210 nell'area di Tel Qudna, dove l'avamposto è stato abbandonato dall'esercito regolare dopo la caduta del regime di Assad. Nell'avamposto si trovano attualmente soldati della divisione 210, paracadutisti e mezzi corazzati, in posizioni avanzate dopo la decisione del governo di proteggere gli insediamenti delle alture di Golan dalla zona cuscinetto al confine. I giornalisti hanno trovato un quaderno di appunti di un soldato siriano contenente annotazioni in ebraico, che testimonia il tentativo di apprendere la lingua osservando le comunità israeliane vicine, riferisce l'emittente pubblica Kan. "Non siamo qui per conquistare, ma per difendere", ha dichiarato il colonnello israeliano Beni Kata, sottolineando l'impegno nel garantire la sicurezza dell'area dopo gli eventi del 7 ottobre
Netanyahu: “Legittimo influenzare l’opinione pubblica con i media”
Nel corso della deposizione di oggi del premier israeliano Benyamin Netanyahu in tribunale a Tel Aviv, nell'ambito del processo per corruzione, il suo avvocato gli ha chiesto di spiegare se abbia ricevuto 'tangenti' dal magnate dei media Shaul Elovitch sotto forma di copertura positiva per lui e la sua famiglia sul sito di notizie Walla. "Ogni figura pubblica in una democrazia vuole ottenere una buona copertura, naturalmente, prima di Walla controlliamo i media più influenti", ha risposto il primo ministro, aggiungendo che "il desiderio di migliorare la copertura mediatica è alla base della democrazia poiché il pubblico vota, quindi si vuole influenzare l'opinione pubblica, e si crea la stessa connessione indivisibile tra le figure pubbliche e i politici con i giornalisti". Netanyahu ha confermato di essere stato in contatto con gli editori: "Penso che quando si ha una stampa sfavorevole, ci siano maggiori possibilità di cambiarla dall'alto piuttosto che dal basso. Posso parlare con gli scrittori, con i redattori, con gli editori". "È così che funzionano i rapporti con la stampa, a meno che non vengano criminalizzati, ed è quello che stanno facendo qui", ha detto Netanyahu, indicando che azioni politiche legittime sono state messe sotto processo, "il che è molto pericoloso per la democrazia", ha affermato
Germania fornirà 8 milioni di euro in aiuti umanitari alla Siria
Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha dichiarato che il suo Paese fornirà altri 8 milioni di euro in aiuti umanitari alla Siria, aumenterà la propria presenza nel Paese e nominerà come suo rappresentante il ministro Tobias Lindner. "Vediamo un momento di speranza", ha detto presentando un piano d'azione in otto punti, aggiungendo che tuttavia la situazione è "tutt'altro che stabile" e che il ritorno dei rifugiati siriani deve essere coordinato con i partner in Europa e nelle Nazioni Unite.
Chiesti due anni di carcere per aggressione tifosi israeliani ad Amsterdam
I pubblici ministeri del tribunale distrettuale di Amsterdam hanno chiesto due anni di carcere per il primo dei sette uomini accusati di violenza pubblica per aver aggredito i tifosi israeliani del Maccabi Tel Aviv dopo la partita con l'Ajax la notte dell'8 novembre. Il ventiduenne, identificato come Sefa O e originario di Monnickendam a nordest di Amsterdam, è uno dei cinque sospettati comparsi oggi in tribunale. Gli altri due compariranno di aula domani. I pm hanno visionato filmati nei quali si vede Sefa O prendere a calci e a pugni un tifoso israeliano a terra, inseguire altri tifosi e colpirne altri alla testa e al corpo. Il pm ha ritenuto che l'imputato ha svolto "un ruolo di primo piano" nelle violenze che "avevano poco a che fare con il calcio". La violenza, alimentata dai social, ha suscitato l'indignazione di Israele e dei politici olandesi che hanno parlato di azioni antisemite.
Netanyahu, Israele "sta smantellando asse del male Iran"
Israele sta "smantellando l'asse del male dell'Iran". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Knesset in occasione della visita del presidente del Paraguay, Santiago Pena. Netanyahu ha ringraziato Pena per aver sostenuto Israele di fronte alle accuse rivoltegli in merito alla sua condotta a Gaza. "L'ultimo esempio (di queste accuse)", ha detto Netanyahu, "è la scandalosa decisione antisemita della Corte internazionale di giustizia". Netanyahu ha anche ringraziato Pena per la sua decisione di spostare l'ambasciata del Paraguay a Gerusalemme per la seconda volta. Nel maggio 2018, il Paraguay ha trasferito la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, ma quattro mesi dopo, nel settembre 2018, il nuovo presidente ha annullato la decisione del predecessore e ha annunciato il ritorno dell'ambasciata a Tel Aviv.
Sky, Assad e Israele comunicavano sull'Iran in Siria e Hezbollah
La tv Sky News Arabia ha riferito durante il notiziario che documenti trapelati sui social siriani gettano una nuova luce sulle comunicazioni tra Israele e il regime di Assad riguardo la presenza dell'Iran in Siria, includendo informazioni su attacchi condotti dall'Idf nel Paese negli ultimi anni. L'emittente ha mostrato le foto dei documenti che rivelerebbero messaggi scambiati tra Israele e il regime siriano sulla presenza dell'Iran e delle sue milizie in Siria, nonché sul trasferimento di armi. L'autenticità dei documenti pubblicati dal canale, che trasmette dagli Emirati, non è stata ancora confermata. Le comunicazioni, presumibilmente destinate all'ex capo del ministero della Sicurezza nazionale, sono firmati dal capo del dipartimento di intelligence del regime. In ciascuno di essi si segnala che è stato inviato un "messaggio pericoloso" israeliano al ministro della Difesa siriano, firmato con il nome di Musa.
In uno dei documenti, si spiega che Israele ha attaccato un deposito di armi siriane nell'area di al-Qatifa, nei sobborghi di Damasco, perché conteneva armi iraniane destinate alle milizie affiliate all'Iran. Un altro cita un avvertimento al regime siriano riguardo al proseguimento dei voli degli aerei Ilyushin verso la base aerea russa di Latakia nell'ovest del Paese, poiché trasportavano equipaggiamento destinato a Hezbollah.
Le comunicazioni israeliane contengono anche minacce personali contro il presidente Bashar al Assad, destinate a dissuaderlo dal trasferire armi a Hezbollah. Uno dei messaggi avvertiva il regime siriano che l'Iran stava cercando di sfruttare gli aiuti inviati dopo il terremoto di febbraio 2023 per trasferire armamenti attraverso gli aeroporti siriani, motivo degli attacchi israeliani all'aeroporto militare di al-Nayrab, nell'area di Aleppo. (
Francia chiede a Israele di ritirarsi da zona cuscinetto in Siria
La Francia ha "chiesto a Israele di ritirare" le sue truppe dalla zona cuscinetto con la Siria, dove le Idf sono avanzate dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. In una nota, il ministero degli Esteri francese fa anche appello al "rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria". Il testo afferma che "il dispiegamento di militari nella zona di separazione tra Israele e la Siria costituisce una violazione dell'accordo sul disimpegno del 1974 che deve essere rispettato dai suoi firmatari, Israele e Siria".
Siria: drone turco colpisce convoglio militare nel nord
Un drone turco ha distrutto un convoglio di attrezzature militari nel nord della Siria, sequestrate da un gruppo curdo. Lo riportano i media di Ankara secondo la Cnn. Gli attacchi sarebbero stati effettuati nei pressi dell'aeroporto di Qamishli, vicino al confine siriano con la Turchia. Il convoglio colpito comprendeva dodici camion carichi di munizioni e due carri armati, secondo i media statali turchi. Sono stati colpiti anche i depositi di munizioni
Al-Jolani rassicura governi stranieri, verso sviluppo e stabilità
"I governi stranieri non dovrebbero preoccuparsi della situazione in Siria. La gente è stremata dalla guerra e il Paese non è quindi pronto a entrare in un'altra guerra. La paura riguardava il regime di Assad, che ora è caduto e il Paese si sta muovendo verso lo sviluppo, la ricostruzione e la stabilità". Lo ha detto il leader dei ribelli siriani, Mohammed al-Jolani, citato da Al-Jazeera. Dopo la presa di Damasco e la caduta del regime di Bashar Assad, al-Jolani ha iniziato a usare il suo vero nome Ahmed al-Sharaa. "I nostri timori riguardavano le milizie iraniane, Hezbollah e il regime che ha commesso i massacri che vediamo oggi", ha aggiunto.
Siria, comando operazioni militari revoca coprifuoco a Damasco
Il Comando delle operazioni militari, che riunisce la fazioni armate che hanno provocato la caduta di Bashar al-Assad, ha annunciato la revoca del coprifuoco a Damasco e nel Rif della capitale. Il provvedimento, in vigore dalle 16 alle 5 del mattino, era stato adottato dalle fazioni subito dopo la presa della capitale siriana. In una nota, il Comando delle operazioni militari ha anche invitato i cittadini a tornare a lavoro per "ricostruire la nuova Siria".
Al Jolani: “Nessuna amnistia per torturatori dei detenuti”
Il leader dei ribelli siriani al Jolani ha avvertito che "non ci sarà amnistia per i torturatori dei detenuti".
Wafa,9 civili uccisi in raid a Gaza, anche una giornalista
Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, nove civili, tra cui una giornalista, sono rimasti uccisi oggi nei bombardamenti israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito che cinque civili, tra cui la giornalista Iman Al-Shanti e suo figlio Bilal, sono morti nell'esplosione in un edificio residenziale nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City.
Ong: Russia respinse richiesta di Assad di stabilire stato sulla costa
La Russia avrebbe respinto una richiesta di Bashar al-Assad di stabilire uno staterello sulla costa della Siria nel momento in cui era diventato chiaro che le fazioni armate guidate da Hayat Tahrir al-Sham puntavano dritte su Damasco. A rivelare il progetto dell'ex presidente di dividere la Siria è stato l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo, che ha diffuso alcuni dettagli sulla fuga di Assad. Secondo fonti citate dell'Osservatorio, Assad - che contava sul sostegno dell'Iran - è volato in Russia a bordo del suo aereo e ha rifiutato di tenere un discorso prima di cedere il potere.
Media, un morto e un ferito in un attacco Idf nel Libano meridionale
Una persona è stata uccisa e un'altra è rimasta ferita in un attacco con drone attribuito a Israele nella città di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo ha riferito il canale di informazione libanese Al-Araby Al-Jadeed.
Siria, data alle fiamme la tomba dell’ex presidente Hafez al-Assad
La tomba di Hafez al-Assad, padre del deposto presidente siriano Bashar al-Assad, è stata data alle fiamme nella sua città natale di Qardaha. Lo si apprende da immagini dell'Afp, in cui si vedono combattenti ribelli in tuta e giovani che guardano la tomba bruciare. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha rivelato all'Afp che i ribelli avevano precedentemente dato fuoco al mausoleo dell'ex presidente, situato a Latakia, cuore della comunità alawita di Assad.
Siria, i ribelli danno fuoco alla tomba-mausoleo dell'ex presidente Hafez al Assad
Baerbock, garantire integrità territoriale del Paese
"Per una Siria pacifica l'integrità territoriale del Paese non deve essere messa in dubbio". Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, in una dichiarazione sull'attuale situazione in Siria. Baerbock ha parlato delle necessità che la Siria "non diventi di nuovo terreno di gioco per le forze straniere" e ha sottolineato come il processo di dialogo deve essere condotto dalla popolazione siriana.
Siria, riunione del nuovo governo con la bandiera islamista
La bandiera jihadista, con la professione di fede islamica, è apparsa in bella mostra alla prima riunione del governo di transizione siriano, presieduto dal premier Muhammad Bashir, nominato da Ahmad Sharaa (Jolani), comandante militare di Hayat Tahrir ash Sham (Hts), formazione jihadista sostenuta dalla Turchia. Come mostrano le immagini diffuse dai media siriani, la bandiera con la scritta in nera in campo bianco appare accanto al tricolore siriano adottato dai rivoluzionari anti-Assad
Gaza, 44.805 palestinesi uccisi dall’inizio della guerra
Sono almeno 44.805 i palestinesi che sono stati uccisi nella Striscia di Gaza da quando è iniziata l'offensiva israeliana e sono 106.257 quelli rimasti feriti. Lo rende noto il ministero della Sanità di Gaza City in una nota.
Qatar riapre ambasciata in Siria
Qatar ha annunciato la riapertura della sua ambasciata in Siria dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. In una nota del portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, si legge infatti che il Qatar "riaprirà presto la sua ambasciata nella fraterna Repubblica araba siriana dopo aver completato le procedure necessarie".
Mosca: “Basi russe in Siria? Per noi la priorità è l’Ucraina”
L'operazione militare in Ucraina rimane per la Russia la "priorità assoluta", anche se Mosca cerca di salvaguardare le sue basi in Siria dopo la caduta del presidente Bashar al Assad. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo a una domanda se la situazione in Siria possa avere un impatto sugli sviluppi in Ucraina. "L'operazione militare militare speciale è una priorità assoluta per il nostro Paese, dobbiamo garantire gli interessi della nostra sicurezza, gli interessi del nostro popolo russo, cosa che faremo", ha detto il portavoce citato dall'agenzia Tass.
Khamenei: “Teheran aveva avvertito il governo siriano delle minacce”
L'intelligence iraniana ha avvertito il governo siriano delle minacce alla sua stabilità negli ultimi tre mesi, ha dichiarato la Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, secondo l'agenzia semiufficiale Tasnimnews, aggiungendo che Damasco ha “trascurato il nemico”.
Idf, evacuazione campo a Gaza dopo lancio di razzi su Israele
Il portavoce dell'Idf ha lanciato un avviso di evacuazione ai residenti del campo profughi di al-Marazi, nel centro della Striscia di Gaza, dopo che questa mattina quattro razzi sono stati lanciati razzi verso Israele.
Cremlino, vorremmo vedere rapida stabilizzazione in Siria
"Noi ovviamente vorremmo vedere una rapida stabilizzazione della situazione in Siria, in un modo o nell'altro, per avere successivamente una qualche prospettiva di portare la situazione in una direzione legale". Lo dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi alla posizione di Mosca sugli sviluppi in Siria. Lo riportano le agenzie russe.
Cremlino, in contatto con forze che controllano Siria
Mosca è in contatto con le forze che controllano la Siria per garantire la sicurezza delle basi russe e delle missioni diplomatiche. Lo dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Le questioni relative alla sicurezza delle strutture e dei cittadini russi in Siria sono di fondamentale importanza", ha aggiunto. "La nostra base si trova in Siria, la nostra missione diplomatica si trova lì. Naturalmente, la questione relativa alla sicurezza di queste nostre strutture è estremamente importante e di fondamentale importanza", ha detto ai giornalisti. La Russia, ha aggiunto Peskov, mantiene il dialogo con tutti i paesi del Medio Oriente e intende farlo anche in futuro. "La Russia mantiene un dialogo con tutti i paesi della regione e intendiamo continuare a farlo", ha detto il portavoce di Vladimir Putin ai giornalisti secondo quanto riportano le agenzie russe.
Cremlino, “raid Israele non aiutano stabilizzazione Siria”
Gli attacchi di Israele sulle alture del Golan e nella zona cuscinetto "difficilmente contribuiranno a stabilizzare la situazione in una Siria già destabilizzata". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Siria: forze filo-curde, tregua con filo-turchi nel nord-est
Le forze filo-curde annunciano una tregua sotto l'egida Usa con i combattenti filo-turchi a Manbij, in Siria. Il capo della forza guidata dai curdi che controlla le fasce del nord-est della Siria ha annunciato un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti nell'area a maggioranza araba di Manbij, dove gli scontri con i combattenti sostenuti dalla Turchia hanno ucciso 218 combattenti. "Abbiamo raggiunto un accordo di cessate il fuoco a Manbij tramite la mediazione degli Stati Uniti", ha affermato il comandante delle Forze democratiche siriane (SDF) Mazloum Abdi, aggiungendo che i combattenti del Consiglio militare di Manbij affiliato alle SDF "saranno ritirati dall'area il prima possibile".
Blinken venerdì in Turchia per discutere gli sviluppi siriani
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken sarà venerdì in Turchia venerdì per discutere degli sviluppi della situazione in Siria. Lo dice una fonte ufficiale turca.
Khamenei: “Iran resta forte anche dopo la caduta di Assad”
"Gli analisti ignoranti immaginano che la resistenza si sta indebolendo e anche l'Iran si indebolirà, ma l'Iran è potente e diventerà più potente". Lo ha affermato la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, dopo avere commentato gli ultimi sviluppi in Siria che hanno portato alla caduta del presidente siriano Bashar Al Assad.
Papa: “Si raggiunga soluzione politica che promuova pace e stabilità”
"Seguo quanto sta avvenendo in Siria in questo momento delicato della sua storia, auspico che si raggiunga una soluzione politica che senza conflitti promuova la stabilità e l'unità del Paese. Prego perché il popolo siriano possa vivere pace e sicurezza e le diverse religioni possano camminare insieme per il bene del Paese". Così Papa Francesco concludendo l'udienza del mercoledì in Aula Paolo VI.
Russia: “Assad al sicuro, non aderiamo alla Corte penale internazionale ”
Il viceministro degli esteri russo Serghei Ryabkov ha affermato a Nbc che l'ex dittatore siriano Bashar al-Assad è in Russia, "è al sicuro e questo dimostra che la Russia agisce come richiesto in una situazione così straordinaria", ha affermato. Alla domanda se la Russia consegnerà Assad al processo, Ryabkov ha risposto: "La Russia non è parte della convenzione che ha istituito la Corte penale internazionale".
Iran: “Ci sarà più violenza nella regione”
"L'estensione della violenza e della morte coprirà l'intera regione più che in passato". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, dopo avere detto che gli ultimi sviluppi in Siria, e la successiva caduta dell'ex presidente siriano Bashar Al Assad, sono frutto di un piano degli Stati Uniti e Israele. "Il fronte della resistenza è questo: più spingi, più diventa forte, più ti impegni, più diventa motivato. Più li combatti, più diventa ampio", ha aggiunto Khamenei, come riferisce Isna, durante un discorso a Teheran.
Siria: ong, ancora raid Israele; 352 in 4 giorni
L'aviazione militare israeliana prosegue nella distruzione dell'arsenale dell'esercito del deposto presidente siriano Bashar al Assad con nuovi attacchi contro postazioni di difesa aerea e radar. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, in quattro giorni sono stati registrati 352 bombardamenti. La Ong precisa che i caccia israeliani hanno attaccato questa mattina "un posto di difesa aerea" e un sito di "allarme rapido" nei villaggi di Bilah e Al Balata, nel nord della città mediterranea di Tartus, feudo della famiglia Al Assad. Altri obiettivi attaccati sono due posizioni radar a sud di quella città e alla periferia di Latakia, anch'essa mediterranea, dove ha le sue basi la Russia, alleata di Damasco. L'Osservatorio ha riferito che nella notte tra martedì e mercoledì l'esercito israeliano ha bombardato anche una caserma ad Al Joura, nella città di Deir Al Zur, nel nell'est del Paese, "che ha causato la distruzione di aerei militari e apparecchiature radar".
Iran: “Quello che è successo in Siria è piano Usa e Israele”
La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ritiene che quello che è successo in Siria è frutto di un piano congiunto tra Israele e Usa. “Un paese vicino ha avuto un ruolo nel rovesciamento di Assad”, ha continuato Khamenei.
Gaza, almeno 26 morti negli attacchi israeliani di questa notte
Almeno 26 persone sono morte negli attacchi israeliani che hanno colpito la Striscia di Gaza nella notte e durante la mattina di mercoledì, secondo quanto hanno riferito funzionari medici palestinesi. In un attacco è stata colpita una casa dove si rifugiavano degli sfollati, causando 19 morti. Questo attacco è avvenuto nella città settentrionale di Beit Lahiya, vicino al confine con Israele, secondo il vicino ospedale Kamal Adwan, che ha ricevuto i corpi. I registri dell'ospedale mostrano che una famiglia di otto persone è stata uccisa, tra cui quattro bambini, i loro genitori e due nonni. Un altro attacco nel campo profughi di Nuseirat, nel centro di Gaza, ha ucciso almeno sette persone, secondo l'ospedale Awda. I registri mostrano che tra i morti ci sono due bambini, i loro genitori e tre parenti.
Ong, “le strutture sanitarie in Siria sull'orlo del collasso”
L'organizzazione benefica Islamic Relief, con sede nel Regno Unito, afferma che le strutture sanitarie della capitale siriana sono sull'orlo di un "imminente collasso". "La gente è felice e speranzosa, ma ha ancora paura di quello che succederà", ha detto un membro del gruppo presente a Damasco, scrive Al Jazeera. "Ovunque si vada, i servizi governativi di base sono in crisi perché i dipendenti sono fuggiti o hanno abbandonato il loro lavoro. Soprattutto le strutture sanitarie hanno bisogno di un sostegno urgente", ha aggiunto. Nel frattempo, gli ospedali della città nord-occidentale di Idlib sono "pieni di feriti e i medici sono sovraccarichi di lavoro". "Ho visto molti ospedali gravemente danneggiati, soprattutto ad Hama e Damasco", ha aggiunto.
Siria: nuovo capo polizia, “ripristineremo la sicurezza”
"Ripristineremo piena sicurezza e ordine". Lo ha detto ad Al Jazeera il nuovo capo della polizia in Siria, Fouad al-Shami, ex comandante delle forze dell'opposizione al regime. E' stato nominato dalla nuova amministrazione del Paese. "I nostri combattenti sono schierati per pattugliare tutta Damasco. Non ci fermeremo finché non saranno ristabiliti la sicurezza e l'ordine completi in ogni parte del paese" ha aggiunto. Nel frattempo - come riporta Al Jazeera - a Damasco la vita comincia a tornare alla normalità, banche e negozi hanno riaperto. Lo storico Hamidiyah Bazaar, chiuso per due giorni, è ora di nuovo affollato.
Assemblea Onu voterà oggi per cessate il fuoco immediato a Gaza
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà oggi una bozza di risoluzione che chiede un cessate il fuoco immediato a Gaza, un gesto simbolico dopo che gli Stati Uniti avevano precedentemente posto il veto a un'azione simile in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Oltre a chiedere "un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente", la bozza di risoluzione chiede "il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi", un accomodamento degli Stati Uniti e di altri alleati di Israele.La risoluzione, che non è vincolante, chiede anche "l'accesso immediato" a un'ampia gamma di aiuti umanitari per i cittadini di Gaza, che sono stati sottoposti a più di un anno di guerra con Israele, soprattutto nel nord del territorio assediato.
Teheran: “Terroristi si preparano ad attaccare l’Iraq”
"In questo momento i terroristi si stanno preparando ad attaccare l'Iraq. C'è un campo americano nella Siria settentrionale dove 11.000 membri dell'Isis e le loro famiglie sono stati addestrati negli ultimi quattro anni ed è probabile che nei prossimi mesi attaccheranno Mosul o Tikrit in Iraq". Lo dichiara in un post su X il generale Mohsen Rezai, ex comandante delle guardie della rivoluzione iraniana e attualmente segretario generale del Consiglio per il Discernimento dell'Iran.
Mosca: “Assad trasferito in un luogo sicuro”
Il Cremlino ha trasferito Bashar al-Assad in un luogo sicuro in Russia, ha detto alla Nbc News il vice ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Ryabkov (foto). In un'intervista ha affermato che il presidente fuggito da Damasco e rifugiatosi inizialmente nella capitale russa è ora "al sicuro e ciò dimostra che la Russia agisce come richiesto in una situazione così straordinaria". Ha però aggiunto che non intende fornire ulteriori dettagli sulla soluzione adottata.
Lunedì il Cremlino ha dichiarato che il presidente Vladimir Putin ha deciso di concedere asilo ad Assad in Russia. Alla domanda se la Russia consegnerà Assad per il processo, Ryabkov ha detto: "La Russia non è parte della convenzione che ha istituito la Corte penale internazionale".
Trump nomina ambasciatore in Turchia investitore Tom Barrack
Donald Trump ha annunciato su Truth la nomina del 77enne Tom Barrack come ambasciatore in Turchia, cruciale alleato Nato. Barrack è un investitore del settore immobiliare.
Mar Rosso, navi guerra Usa respingono attacco Houthi
Le forze del Centcom riferiscono di aver sconfitto gli attacchi Houthi alla Marina degli Stati Uniti e alle navi battenti bandiera statunitense nel Golfo di Aden. I cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti Uss Stockdale e Uss O'Kane, si legge in una nota, hanno sconfitto con successo una serie di raid aerei con droni e missili lanciati dagli Houthi durante il transito nel Golfo di Aden, dal 9 al 10 dicembre. I cacciatorpediniere stavano scortando tre navi mercantili di proprietà, gestite e battenti bandiera statunitense. Gli attacchi non hanno causato feriti né danni a nessuna nave, civile o marina statunitense
Ong: ribelli hanno sottratto ai curdi il controllo di Deir Ezzor, nella Siria orientale
I ribelli siriani hanno annunciato di aver conquistato la città di Deir Ezzor, nell'est del Paese, dopo aver combattuto contro forze curde sostenute dagli Usa. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani. "Le nostre forze hanno catturato l'intera città di Deir Ezzor", hanno detto i ribelli in un comunicato. L'Organizzazione ha segnalato che le forze curde si erano ritirate verso le città circostanti, prima della presa del potere da parte dei combattenti arabi locali che si sono uniti alle fila dei ribelli dopo la loro offensiva lampo lanciata il 27 novembre.
Jolani: “Il mondo non ha più nulla da temere dalla Siria”
La comunità internazionale "non ha più nulla da temere dalla Siria dopo il rovesciamento del regime di Bashar al Assad". Lo ha dichiarato a Sky News il leader di Hayat Tahrir al Sham, Abu Mohammed al Jolani, aggiungendo che "i loro timori sono inutili, se Dio viole". "La paura derivava dalla presenza del regime. Il Paese si sta muovendo verso lo sviluppo e la ricostruzione. Sta andando verso la stabilità. La gente è esausta per la guerra. Quindi il Paese non è pronto per un'altra guerra e non ci entrerà".