I fantasmi degli Assad a Londra: scomparsi i genitori della first lady, restano le case milionarie
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Che fine hanno fatto gli Assad a Londra? Oramai restano solo i loro fantasmi, e le case milionarie. Come quella del cardiologo Fawaz Akhras e sua moglie ex diplomatica siriana Sahar, genitori di Asma al Assad, moglie del dittatore di Damasco deposto la settimana scorsa e fuggito in Russia con la famiglia. Qui, a North Acton (periferia ovest di Londra), è cresciuta proprio la “first lady” siriana, a quanto pare scappata pure lei a Mosca con i tre figli. La casa è una modesta e ora abbandonata “terraced house” beige, con le persiane chiuse. Ma che nel folle mercato degli immobili di Londra vale comunque un milione di sterline.
I vicini, in un quartiere con una folta comunità siriana, sostengono che gli Akhras siano svaniti una decina di giorni fa, quando le milizie di Al Jolani avevano iniziato a conquistare il nord della Siria, svelando al mondo la fragilità del regime e dei suoi alleati Russia e Iran. Non si sa dove si siano trasferiti, ma è molto probabile che abbiano raggiu…
LONDRA - Che fine hanno fatto gli Assad a Londra? Oramai restano solo i loro fantasmi, e le case milionarie. Come quella del cardiologo Fawaz Akhras e sua moglie ex diplomatica siriana Sahar, genitori di Asma al Assad, moglie del dittatore di Damasco deposto la settimana scorsa e fuggito in Russia con la famiglia. Qui, a North Acton (periferia ovest di Londra), è cresciuta proprio la “first lady” siriana, a quanto pare scappata pure lei a Mosca con i tre figli. La casa è una modesta e ora abbandonata “terraced house” beige, con le persiane chiuse. Ma che nel folle mercato degli immobili di Londra vale comunque un milione di sterline.
I vicini, in un quartiere con una folta comunità siriana, sostengono che gli Akhras siano svaniti una decina di giorni fa, quando le milizie di Al Jolani avevano iniziato a conquistare il nord della Siria, svelando al mondo la fragilità del regime e dei suoi alleati Russia e Iran. Non si sa dove si siano trasferiti, ma è molto probabile che abbiano raggiunto la figlia Asma, peraltro malata di leucemia, a Mosca. A Fawaz Akhras è ancora intestata la British Syrian Society, una associazione fondata a inizio secolo proprio per diffondere le presunte buone azioni della First Lady verso la comunità siriana e ora dal sito internet irraggiungibile, nonostante sia ancora attiva nel registro delle imprese britanniche.
Fawaz e Sahar hanno vissuto qui per decenni, dagli anni Cinquanta, quando si trasferiscono in Inghilterra per offrire un futuro migliore ai propri figli. Difatti, Asma studia al prestigioso Queen’s College di Marylebone, a Londra, con rette da oltre 11mila euro all’anno, si laurea al King’s College in computer science e francese e inizia una promettente carriera in banche di investimento come JP Morgan e Deutsche Bank.
Prima di mollare tutto, all’improvviso. Il suo compagno Bashar Al Assad, anche lui a Londra per studiare oculistica, viene sorprendentemente nominato nuovo leader a causa della morte del fratello Bassel – erede designato – in un incidente d’auto nel 1994. E così Asma abbandona vita e carriera a Londra, lasciando i suoi superiori esterrefatti, visto che la fuga avviene due mesi prima l’accredito dei ricchissimi bonus finanziari dell’azienda: “Mai visto nulla del genere”, ha rivelato un suo superiore al Sun.
Da allora, sostengono i vicini degli Assad ad Acton, Fawaz e Sahar si sono chiusi sempre di più, smettendo di parlare con la comunità locale, se non in occasioni di circostanza. Il 78enne padre di Asma è stato un rinomato cardiologo a Londra, ha lavorato ad Harley Street, la mecca delle cliniche private della capitale dove si curano tutti i vip. E, come hanno scoperto i tabloid, ha mantenuto la sua qualifica medica sino a oggi nel Regno Unito, nonostante tutta la famiglia Assad sia stata sanzionata dagli Stati Uniti dopo le primavere arabe del 2011 e la brutale repressione di Bashar in Siria.
In centro a Londra invece, nella ricchissima Mayfair, c’è ancora un intero palazzo, del valore di oltre 30 milioni di euro, appartenuto a Rifaat Al Assad. Ossia lo zio di Bashar, ribattezzato “macellaio di Hama” perché a capo dei paramilitari della Difesa che parteciparono al truculento assedio e al massacro di decine di migliaia di islamisti e civili della città nel 1982. Rifaat, fratello del precedente dittatore Hafez, è sanzionato da Stati Uniti ed Europa e dunque anche l’edificio, imponente, ultra-sorvegliato da telecamere di sicurezza e un po’ decrepito, è stato requisito dalle autorità britanniche sette anni fa. Perché lo zio di Assad lo avrebbe comprato nel 2008, per 4 milioni di euro, con denaro sottratto dalle casse statali di Damasco e con sospetti di riciclaggio. Non è chiaro dove viva Rifaat ora, dopo esser stato pure condannato in Francia. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe vivere nell’inglese Surrey.
Ora però, ad aggiungere altro mistero, il Daily Mail ha scoperto l’altro giorno che il maestoso palazzo non è vuoto come si pensi, ma c’è una donna che parrebbe viverci. La persona in questione, con accento straniero, non si è qualificata alle domande dei giornalisti ed è uscita soltanto per ricevere del cibo a domicilio, per poi riscomparire all’interno della magione. In ogni caso, gli Assad hanno investito per molti anni a Londra, comprando hotel e anche storiche ville principesche come la georgiana Witanhurst a Highgate, nella zona nord di Londra.
Per il suo ruolo nel regime, il Regno Unito ha sanzionato in passato Asma al Assad, che del resto è ancora cittadina britannica. Il ministro degli Esteri David Lammy ha messo le mani avanti due giorni fa in Parlamento a Westminster, sostenendo che l’ex first lady siriana “non sarebbe persona gradita”, qualora le venisse in mente di tornare a Londra. Ipotesi per la quale a oggi non c’è alcun riscontro concreto.
Mentre prosegue il dibattito sull'eventualità di revocare la cittadinanza britannica ad Asma, nata nel 1975 a Londra e, fino all’esplosione della primavera araba, frettolosamente considerata il volto del Medio Oriente moderno, anzi un “fiore nel deserto” come la chiamò Vanity Fair in una intervista ora rimossa dal sito. Da parte sua, tuttavia, Asma non ha alcuna condanna o procedimento penale pendente a suo carico sul suolo britannico. Il governo Starmer sinora è stato molto ambiguo sulla possibilità di cancellarle la cittadinanza, con il primo ministro che sinora si è limitato a dichiarare: “Non è il caso di parlarne adesso”.