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Usa, gli atti di clemenza di Biden: in un giorno 1.500 pene commutate e 39 grazie

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I beneficiari sono autori di crimini non violenti e persone che erano state poste ai domiciliari durante la pandemia.
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NEW YORK – Un’ondata di grazie e commutazioni di sentenze, come non si era mai vista prima nella storia degli Stati Uniti. Il presidente Biden ha giustificato i provvedimenti presi con la volontà di rispettare lo spirito fondante dell’America, che concede sempre a tutti una seconda possibilità di ricostruirsi la vita, ma molti ci leggono in realtà il tentativo retroattivo di bilanciare il perdono dato al figlio Hunter.

La Casa Bianca ha annunciato la grazia per 39 condannati e la commutazione delle sentenze per circa altri 1.500. Nel primo caso significa che la fedina penale è stata ripulita, mentre nel secondo la colpevolezza decretata dai tribunali resta, però la pena viene ridotta o cancellata. Non era mai successo prima, che tanti provvedimenti venissero emessi in un solo giorno.

Le persone beneficiate sono in larga parte responsabili di reati minori non violenti, come il possesso di marijuana, o in alcuni casi militari condannati in base a leggi antiquate che vietavano i rappo…

NEW YORK – Un’ondata di grazie e commutazioni di sentenze, come non si era mai vista prima nella storia degli Stati Uniti. Il presidente Biden ha giustificato i provvedimenti presi con la volontà di rispettare lo spirito fondante dell’America, che concede sempre a tutti una seconda possibilità di ricostruirsi la vita, ma molti ci leggono in realtà il tentativo retroattivo di bilanciare il perdono dato al figlio Hunter.

La Casa Bianca ha annunciato la grazia per 39 condannati e la commutazione delle sentenze per circa altri 1.500. Nel primo caso significa che la fedina penale è stata ripulita, mentre nel secondo la colpevolezza decretata dai tribunali resta, però la pena viene ridotta o cancellata. Non era mai successo prima, che tanti provvedimenti venissero emessi in un solo giorno.

Le persone beneficiate sono in larga parte responsabili di reati minori non violenti, come il possesso di marijuana, o in alcuni casi militari condannati in base a leggi antiquate che vietavano i rapporti omosessuali. Molti di loro erano stati trasferiti agli arresti domiciliari durante l’epidemia di Covid, si sono reintegrati nelle famiglie, mai repubblicani minacciano ora di adottare leggi per riportarli in carcere.

Biden ha spiegato la sua iniziativa ricordando che "gli Stati Uniti sono una nazione di seconde possibilità". Quindi ha aggiunto che "questi destinatari delle commutazioni, che erano stati messi in isolamento domiciliare durante la pandemia di Covid, si sono reintegrati con successo nelle loro famiglie e comunità. Hanno dimostrato di meritare una seconda opportunità".

Poi ha annunciato che nei prossimi giorni emanerà altri provvedimenti simili. Alcuni si aspettano che conceda la grazia preventiva a persone che potrebbero diventare oggetto della vendetta giudiziaria di Trump, come il dottor Fauci, il procuratore Smith e la stessa Hillary Clinton, difesa con forza dal marito Bill, che forse non a caso ha giustificato la decisione di Joe in favore di Hunter.

E’ tutto vero, ma resta impossibile separare la questione dalla grazia concessa al figlio, condannato per aver violato le leggi sull’acquisto delle armi da parte dei tossicodipendenti e per evasione fiscale. Molti democratici, incluso il governatore della California Newsom, hanno criticato questo provvedimento, perché viola l’impegno preso da Biden di non graziare Hunter e crea un pericoloso precedente. Domani infatti Trump potrebbe perdonare se stesso, oppure amici, familiari, sostenitori come quelli condannati per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, e giustificarsi usando le iniziative del predecessore.

Joe ha spiegato che il figlio è stato perseguitato ingiustamente, ben oltre la gravità delle proprie colpe, solo per il suo cognome. Lui aveva il dovere di salvarlo, anche per evitare una ricaduta nella tossicodipendenza. In altre parole, è stato vittima di una caccia alle streghe politica. E’ possibile che abbia ragione, perché secondo molti giuristi una persona responsabile di reati come quelli commessi da Hunter raramente finisce in tribunale, e meno ancora in prigione, anche perché poi ha ripagato le tasse fino all’ultimo centesimo.

Il problema è che si tratta esattamente del ragionamento usato da Trump per difendere se stesso dall’abuso della giustizia come arma politica. Quindi se domani Donald si auto perdonerà, potrà sempre sostenere che sta solo seguendo l’esempio di Joe.

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