Mezzo secolo fa la prima “Ciclovia”: l’esperimento di Bogotà che ha aperto le città a bici e pedoni
di Natasha CaragnanoQuasi cinquanta anni fa, nel 1974, Jaime Ortiz Marino, allora 28enne, e la sua bicicletta guidarono una piccola rivoluzione a pedali tra le strade di Bogotà, in Colombia. Insieme a 5mila persone l’architetto riuscì a far chiudere al traffico un parte del centro della capitale colombiana, lasciando le strade a pedoni e bici. Oggi, quasi 127 chilometri di strade restano chiuse ogni domenica e la “ciclovia” - come viene chiamata - è diventata un appuntamento fisso in centinaia di città in tutto il mondo per riprendersi spazi della città e contro l’inquinamento ambientale.
“È la più grande aula scolastica all'aperto del mondo”, ha dichiarato all'agenzia di stampa francese Afp Jaime Ortiz Marino guardando soddisfatto la gente per strada. Secondo i dati ufficiali, in media 1,7 milioni di abitanti di Bogotà partecipano alla “ciclovia” ogni domenica: vanno in bicicletta, pattinano o fanno altre attività fisiche nelle strade chiuse al traffico. Nel TomTom Urban Traffic Index Bogotà è la seco…
Quasi cinquanta anni fa, nel 1974, Jaime Ortiz Marino, allora 28enne, e la sua bicicletta guidarono una piccola rivoluzione a pedali tra le strade di Bogotà, in Colombia. Insieme a 5mila persone l’architetto riuscì a far chiudere al traffico un parte del centro della capitale colombiana, lasciando le strade a pedoni e bici. Oggi, quasi 127 chilometri di strade restano chiuse ogni domenica e la “ciclovia” - come viene chiamata - è diventata un appuntamento fisso in centinaia di città in tutto il mondo per riprendersi spazi della città e contro l’inquinamento ambientale.
“È la più grande aula scolastica all'aperto del mondo”, ha dichiarato all'agenzia di stampa francese Afp Jaime Ortiz Marino guardando soddisfatto la gente per strada. Secondo i dati ufficiali, in media 1,7 milioni di abitanti di Bogotà partecipano alla “ciclovia” ogni domenica: vanno in bicicletta, pattinano o fanno altre attività fisiche nelle strade chiuse al traffico. Nel TomTom Urban Traffic Index Bogotà è la seconda area metropolitana più congestionata al mondo nel 2023, dopo Manila. E la “ciclovia”, secondo i dati ufficiali forniti all'Afp, ha ridotto l'equivalente di 444 tonnellate di CO2.
Ma questa piccola rivoluzione non è stata importante solo per l’ambiente. “Nel 1974 Bogotà era una città “costruita per le auto, ma dove la gente non aveva l'auto”, ha ricordato Marino specificando come la “ciclovia” abbia permesso a tutti di spostarsi.
In Europa
Negli stessi anni in cui Ortiz Marino portava la sua piccola rivoluzione in Colombia, un altro movimento stava nascendo in Europa durante la crisi petrolifera. Nel 1973, il governo olandese vietò l’uso di veicoli a motore privati per tre mesi per ridurre il consumo di petrolio durante la crisi. Qualche mese dopo anche l’Italia seguì l’esempio olandese per fare fronte all’emergenza energetica dovuta alla riduzione della produzione di petrolio deciso dai governi arabi anche come ritorsione dopo la guerra del Kippur.
Questi primi sforzi si sono trasformati nel tempo in un movimento globale, che – visti i benefici nell’uso ridotto delle auto – ha portato all’istituzione della Giornata mondiale senza auto. Le prime giornate senza auto sono state istituite nell’ottobre del 1994.
Le città che hanno preso per prime l'iniziativa sono state Reykjavik, in Islanda, La Rochelle, in Francia, e Bath, nel Regno Unito. Nel 1997, il Regno Unito è stato il primo Paese a organizzare una giornata senza auto come campagna nazionale. In Italia, le domeniche ecologiche sono nate intorno agli anni Novanta per limitare l'avanzamento dell'inquinamento atmosferico e portare ad una maggiore sensibilizzazione i cittadini sui temi degli spostamenti “verdi”.
Nel 2000, la Commissione europea ha istituito la Giornata senz'auto come iniziativa europea, evento che conclude la Settimana europea della mobilità per incentivare la mobilità urbana sostenibile.
Le “Open Streets” negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, la “ciclovia” colombiana ha preso il nome di “Open Streets”, “Strade aperte”. In diverse città del Paese le strade vengono chiuse al traffico in determinati giorni e orari. In questo modo, oltre a ridurre l’inquinamento, viene reso disponibile un nuovo spazio pubblico per gli abitanti.
Tra le iniziative più vecchie, c'è il "Saturday in the Park" della contea di Wayne, nel Michigan, in cui un tratto di strada veniva chiuso al traffico ogni sabato da maggio a settembre nel 1983. Ma è solo verso la fine degli anni 2000 che questa idea si è diffusa in numerose città degli Stati Uniti. Oggi, gli eventi in stile “ciclovía” si svolgono in oltre 30 comunità negli Stati Uniti e in Canada. Ma anche in Cile, Messico e Brasile.