Macron nomina il centrista Bayrou primo ministro francese
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – François Bayrou ha ricevuto l'incarico di nuovo premier da Emmanuel Macron. Dieci giorni dopo la sfiducia al governo di Michel Barnier, il capo dello Stato ha deciso di affidare la missione di formare un nuovo esecutivo al leader del partito centrista MoDem, con cui è alleato dal 2017. Sono state ore di negoziati tesi e frenetici, Macron che ha anticipato il suo ritorno ieri a Parigi da Varsavia, costretto però a rinviare l'annuncio della nomina previsto nella serata di giovedì.
Fino all'ultimo aleggiava l'incertezza all'Eliseo con altri candidati che spuntavano come l'ex premier socialista Bernard Cazeneuve e l'ex ministro macronista Roland Lescure. Su ogni nome si è acceso un fuoco di sbarramento tra i vari partiti: tutte le formazioni politiche sono state consultate all'Eliseo, durante un vertice organizzato lunedì, ad eccezione del Rassemblement National di Marine Le Pen e della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.
Jordan Bardella, leader di Rn, ha commentato la nomina…
PARIGI – François Bayrou ha ricevuto l'incarico di nuovo premier da Emmanuel Macron. Dieci giorni dopo la sfiducia al governo di Michel Barnier, il capo dello Stato ha deciso di affidare la missione di formare un nuovo esecutivo al leader del partito centrista MoDem, con cui è alleato dal 2017. Sono state ore di negoziati tesi e frenetici, Macron che ha anticipato il suo ritorno ieri a Parigi da Varsavia, costretto però a rinviare l'annuncio della nomina previsto nella serata di giovedì.
Fino all'ultimo aleggiava l'incertezza all'Eliseo con altri candidati che spuntavano come l'ex premier socialista Bernard Cazeneuve e l'ex ministro macronista Roland Lescure. Su ogni nome si è acceso un fuoco di sbarramento tra i vari partiti: tutte le formazioni politiche sono state consultate all'Eliseo, durante un vertice organizzato lunedì, ad eccezione del Rassemblement National di Marine Le Pen e della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.
Jordan Bardella, leader di Rn, ha commentato la nomina dicendo che il suo partito non ha piani immediati per censurare il nuovo primo ministro, aggiungendo che quest'ultimo dovrebbe dialogare con altri partiti politici. "Non ci sarà censura in linea di principio", ha detto Bardella, ma “il nuovo primo ministro deve capire che non ha la maggioranza in Parlamento... le nostre linee rosse rimangono".
Alla fine quindi il prescelto è Bayrou, 73 anni, più volte ministro, e due volte candidato alla presidenziale. Figlio di agricoltori, con il suo feudo elettorale a Pau, nei Pirenei, il leader centrista ha relazioni a destra e a sinistra. Alla presidenziale del 2007 aveva sostenuto la candidata socialista Ségolène Royal e cinque anni dopo, quella di François Hollande. Sono precedenti che hanno tra l'altro creato una dichiarata ostilità dell'ex presidente Nicolas Sarkozy che ha tentato di convincere Macron a non nominare il leader centrista. Bayrou ha invece espresso un «rispetto democratico» per Le Pen, proponendo di offrire la sua firma da sindaco quando la leader ne aveva bisogno per potersi candidare alla presidenziale. E poi criticando la richiesta di ineleggibilità nel processo per i fondi europei per Le Pen aveva commentato: “Sono contro l'ingiustizia, anche quando colpisce i miei avversari”.
Il nuovo premier e il capo dello Stato hanno avuto un ultimo colloquio di quasi due ore all’Eliseo questa mattina. Un faccia a faccia teso, in cui Bayrou ha minacciato di rompere l’alleanza con i macronisti se non fosse stato nominato. Per qualche minuto, la suspense è durata nella capitale, con l’ipotesi di un ennesimo rinvio in attesa del rituale comunicato con l'annuncio. Macron vuole chiudere rapidamente la crisi di governo, scoppiata nel mezzo dell'approvazione della Finanziaria, con la prima sfiducia votata dal 1962. Bayrou dovrà ora creare le condizioni per la sua sopravvivenza politica se non vuole subire il destino di Barnier.
Il nuovo premier cercherà un patto di non belligeranza in un Parlamento dove non esiste una maggioranza politica chiara e ci sono tre blocchi antagonisti. Nelle consultazioni, Macron ha cercato la garanzia di “non sfiducia” tra le forze dell'arco repubblicano per garantire alla Francia un esecutivo stabile per i prossimi mesi. Esclusi Le Pen e Mélenchon definiti “estremi irresponsabili” dal capo dello Stato, sarà decisivo capire quale sarà l'orientamento a sinistra. Il partito socialista, i comunisti e i Verdi si erano detti d'accordo per lavorare su una “piattaforma comune” ma insistendo per avere un premier venuto dalla gauche.