DOUMA (Ghouta orientale) — È il 7 aprile del 2018, al tramonto. Un missile colpisce la palazzina dove Tawfik al Diab e almeno altre 40 persone sono rifugiate. Tutt’intorno è l’inferno. Gli aerei russi bombardano senza sosta, le forze di Assad premono sull’enclave controllata dai ribelli, una coalizione di gruppi islamisti guidati da Jaish al-Islam. Il missile satura l’aria di un odore acre. «S…