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La maledizione dei presidenti sudcoreani: omicidi, suicidi, arresti e impeachment

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Il caso di Yoon è solo l’ultimo di una lunga serie per i leader di Seul
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PECHINO - E pensare che all’inizio del suo mandato, due anni fa, Yoon Suk-yeol aveva deciso di dire addio alla Casa Blu, la residenza presidenziale, per provare a sfuggire, anche, alle sfortune che hanno colpito alcuni dei suoi precedenti occupanti. Colpi di Stato, omicidi, suicidi, manette, scandali, impeachment: a parte qualche eccezione che si conta sulle dita di una mano, praticamente quasi tutti gli ex presidenti sudcoreani hanno fatto una brutta fine.

(afp)

Il precedente di Park

Prima di Yoon, ad esser messa sotto impeachment nel 2016 fu la conservatrice Park Geun-hye, prima donna a ricoprire la carica di presidente nel Paese, per un enorme scandalo di corruzione che coinvolgeva anche il colosso Samsung e che aveva messo in luce i legami della allora leader con la sua potente consigliera-sciamana. Fu proprio Yoon (un ex procuratore) ad essere coinvolto nelle indagini su Park. Figlia del generale …

PECHINO - E pensare che all’inizio del suo mandato, due anni fa, Yoon Suk-yeol aveva deciso di dire addio alla Casa Blu, la residenza presidenziale, per provare a sfuggire, anche, alle sfortune che hanno colpito alcuni dei suoi precedenti occupanti. Colpi di Stato, omicidi, suicidi, manette, scandali, impeachment: a parte qualche eccezione che si conta sulle dita di una mano, praticamente quasi tutti gli ex presidenti sudcoreani hanno fatto una brutta fine.

(afp)

Il precedente di Park

Prima di Yoon, ad esser messa sotto impeachment nel 2016 fu la conservatrice Park Geun-hye, prima donna a ricoprire la carica di presidente nel Paese, per un enorme scandalo di corruzione che coinvolgeva anche il colosso Samsung e che aveva messo in luce i legami della allora leader con la sua potente consigliera-sciamana. Fu proprio Yoon (un ex procuratore) ad essere coinvolto nelle indagini su Park. Figlia del generale ed ex presidente Park Chung-hee, Park venne messa sotto impeachment dal Parlamento il 9 dicembre 2016 e nel marzo dell’anno successivo la Corte Costituzionale confermò la sua messa in stato d’accusa all’unanimità. Venne condannata a 24 anni di carcere per corruzione e abuso di potere. Poi venne graziata nel 2021 dall’ex presidente Moon Jae-in.

Il suicidio di Roh

Anche nel 2004 era stato votato l’impeachment per Roh Moo-hyun, ma poi la decisione della Corte Costituzionale aveva annullato il voto del Parlamento. Nel 2009, un anno dopo la fine del suo mandato, Roh si suicidò, gettandosi da una scogliera. Era oggetto di un'indagine sul pagamento di un milione di dollari alla moglie e di cinque milioni di dollari al marito di una delle sue nipoti da parte di un ricco produttore di scarpe.

Corruzioni, colpi di Stato ed esili

Nel 2018 Lee Myung Bak, al potere dal 2008 al 2013, venne condannato a 15 anni di carcere per corruzione: e graziato proprio dal presidente Yoon nel dicembre 2022.

(afp)

Park Chung-hee, che aveva rovesciato Yoon Bo-sun nel 1961 con un golpe, e che governò col pugno di ferro per 18 anni, venne ucciso nel 1979 dal suo stesso capo dei servizi segreti. Subito dopo la morte di Park, Chun Doo-hwan, un generale dell'esercito, prese il potere con un colpo di Stato e dichiarò la legge marziale. Chun fu poi costretto sul finire degli anni ’80 da proteste di massa a consentire vere elezioni presidenziali: fu poi processato per quel colpo di Stato e per la repressione di Gwangju (il massacro del 18 maggio 1980, 193 morti il bilancio ufficiale). Fu condannato a morte, ma poi graziato.


Roh Tae-woo, eletto dopo Chun Doo-hwan, ha guidato la Corea del Sud dal 1988 al 1993. Nel 1996 è stato condannato a 22 anni di carcere per corruzione e tradimento. Amnistiato due anni dopo, morì di leucemia nel novembre 2021 all'età di 88 anni.


Il primo presidente della Corea del Sud, Syngman Rhee, eletto nel 1948, fu costretto a dimettersi da una rivolta popolare guidata dagli studenti nel 1960, dopo aver tentato di prolungare il suo mandato con elezioni truccate. Andò in esilio alle Hawaii, dove morì nel 1965.

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