Francia, Minc: “Bayrou, governo della paralisi, segnerà la fine di Macron, poi Le Pen o Mélenchon”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI— «Sarà un governo impotente, siamo condannati alla paralisi» commenta Alain Minc. Il consigliere ombra di tanti Presidenti, ormai deluso da Emmanuel Macron, non scommette sulle chance del nuovo governo Bayrou. «L’unica buona notizia — aggiunge — è la svolta dei socialisti».
Cosa pensa della nomina di François Bayrou?
«Per evitare il rischio di sfiducia, qualsiasi proposta di legge avrà bisogno di trovare una vera maggioranza in Parlamento. Nell’attuale situazione politica, significa che avremo un governo immobile e una paralisi generale».
Macron poteva fare altrimenti?
«Ancora una volta, ha dimostrato di non capire nulla di politica. Avrebbe dovuto farsi da parte e nominare un esploratore, come fanno in Italia e altrove. Una figura capace di negoziare con i diversi partiti per cercare di trovare un punto di equilibrio. Sergio Mattarella ora ha più potere di Emmanuel Macron».
Dice sul serio?
«Macron è riuscito a trasformare le nostre istituzioni verticali e monarchiche …
PARIGI— «Sarà un governo impotente, siamo condannati alla paralisi» commenta Alain Minc. Il consigliere ombra di tanti Presidenti, ormai deluso da Emmanuel Macron, non scommette sulle chance del nuovo governo Bayrou. «L’unica buona notizia — aggiunge — è la svolta dei socialisti».
Cosa pensa della nomina di François Bayrou?
«Per evitare il rischio di sfiducia, qualsiasi proposta di legge avrà bisogno di trovare una vera maggioranza in Parlamento. Nell’attuale situazione politica, significa che avremo un governo immobile e una paralisi generale».
Macron poteva fare altrimenti?
«Ancora una volta, ha dimostrato di non capire nulla di politica. Avrebbe dovuto farsi da parte e nominare un esploratore, come fanno in Italia e altrove. Una figura capace di negoziare con i diversi partiti per cercare di trovare un punto di equilibrio. Sergio Mattarella ora ha più potere di Emmanuel Macron».
Dice sul serio?
«Macron è riuscito a trasformare le nostre istituzioni verticali e monarchiche in un sistema parlamentare. Ha perso qualsiasi autorità. Sono le conseguenze della dissoluzione del 9 giugno. Quando un uomo intelligente prende una decisione stupida, bisogna guardare alla sua psicologia. Il tratto patologico di Macron è il narcisismo. Ha una forma di negazione della realtà ed è circondato da cortigiani».
Marine Le Pen beneficia di questa situazione?
«Le Pen sa che a marzo, quando è atteso il verdetto nel processo in cui è stata chiesta la pena di ineleggibilità, ha il cinquanta per cento di possibilità di essere eliminata dalla vita politica. Se aspetta passivamente, in termini hegeliani diventa un oggetto della storia. Se invece vuole essere un soggetto della storia, deve correre un rischio. Il suo obiettivo è far cadere Macron e ottenere elezioni presidenziali anticipate».
Potrebbe accadere?
«Ho sempre pensato che Macron non avrebbe concluso il suo secondo mandato. Ora i socialisti stanno cercando di evitare la trappola tesa da Le Pen e da Jean-Luc Mélenchon. I socialisti non vogliono elezioni presidenziali anticipate per evitare di dare l’impressione di alimentare l’instabilità e perché hanno bisogno di tempo per ricostruirsi».
Quindi è possibile un patto di non sfiducia con i socialisti?
«Penso di sì. Ed è una buona notizia. I socialisti stanno prendendo le distanze dagli Insoumis di Mélenchon, cominciando ad avanzare per avere una candidatura socialdemocratica all’Eliseo. Nel frattempo, però, la Francia è ingovernabile e non sarà governata. E a differenza dell’Italia, non fa parte della nostra cultura politica. Quindi non può durare. E Macron non può tenere così trenta mesi, ovvero fino alla fine del suo mandato».
La Francia non ha un bilancio per il 2025, il deficit è fuori dalle traiettorie annunciate, ma non c’è stato il temuto attacco sui mercati finanziari.
«La Borsa di Parigi è scesa del cinque per cento rispetto a quella di Francoforte. È vero che l’allarme spread per ora non si è verificato. Vedremo nelle prossime settimane. Uno dei maggiori gestori patrimoniali del mondo mi ha spiegato due motivi per cui la Francia rimane un investimento sicuro nonostante tutto: non ci sono molte alternative sicure di debito pubblico e la Francia ha la migliore macchina al mondo per prelevare tasse, una rete di sicurezza in caso di grave crisi».
Fino a quando Bruxelles potrà accettare questo caos francese?
«La Francia non ha più alcun peso a Bruxelles. Abbiamo un commissario che non esiste. Con l’indebolimento di Macron, il nostro capo diventa Ursula von der Leyen. E se Friedrich Mertz sarà il nuovo Cancelliere in Germania, ci avviamo verso un duo tedesco al governo dell’Europa».