LONDRA – È fuggito all’ultimo momento con la moglie Asma e i figli, su un volo cargo russo che ha spento perfino il radar di bordo per non rischiare di venire identificato e potenzialmente dirottato o addirittura abbattuto. Da pochi giorni Bashar al-Assad, il deposto dittatore siriano, ha cominciato una nuova vita a Mosca, dopo avere tiranneggiato il proprio Paese per un quarto di secolo come successore del padre, Hafez al-Assad, che lo aveva tiranneggiato nei precedenti trent’anni. Ma perché il 59enne Assad figlio ha scelto la Russia per andare in esilio? Le indiscrezioni suggeriscono vari motivi.
O Mosca o Teheran
Andato al potere nel 2000 alla morte del genitore, Assad era da lungo tempo un paria sulla scena internazionale. Soltanto grazie al sostegno militare di Iran e Russia è riuscito a resistere alle proteste di popolo della Primavera araba e a una lunga guerra civile, per cui le sue possi…
LONDRA – È fuggito all’ultimo momento con la moglie Asma e i figli, su un volo cargo russo che ha spento perfino il radar di bordo per non rischiare di venire identificato e potenzialmente dirottato o addirittura abbattuto. Da pochi giorni Bashar al-Assad, il deposto dittatore siriano, ha cominciato una nuova vita a Mosca, dopo avere tiranneggiato il proprio Paese per un quarto di secolo come successore del padre, Hafez al-Assad, che lo aveva tiranneggiato nei precedenti trent’anni. Ma perché il 59enne Assad figlio ha scelto la Russia per andare in esilio? Le indiscrezioni suggeriscono vari motivi.
O Mosca o Teheran
Andato al potere nel 2000 alla morte del genitore, Assad era da lungo tempo un paria sulla scena internazionale. Soltanto grazie al sostegno militare di Iran e Russia è riuscito a resistere alle proteste di popolo della Primavera araba e a una lunga guerra civile, per cui le sue possibili destinazioni per andare in esilio erano limitate a Teheran o Mosca: avere come alleati gli ayatollah sciiti iraniani, tra l’altro, gli precludeva un benvenuto anche nel resto del Medio Oriente sunnita. Ma quello siriano, nato dal Ba’th, un partito arabo nazionalista e socialista fondato dopo la Seconda guerra mondiale, è sempre stato un regime laico: pur formalmente devoti all’Islam, i coniugi Assad, che oltretutto si erano conosciuti a Londra, dove Asma è nata e cresciuta e dove lui ha studiato e lavorato come oculista, non si sarebbero trovati bene in un Paese fondamentalista islamico come l’Iran. Per cui la laica Russia, al cui interno la religione islamica è comunque professata, era l’unica soluzione possibile.
Un rifugio sicuro
Vladimir Putin è ricercato da un mandato di arresto della Corte penale internazionale dell’Aia per crimini di guerra commessi dalle sue truppe in Ucraina, una situazione che potrebbe presto essere simile per Assad, accusato di innumerevoli massacri e violazioni dei diritti umani in Siria. Putin non riconosce la Corte dell’Aia e rappresenta dunque da questo punto di vista un rifugio sicuro anche per l’ex presidente siriano. Chiunque richieda l’estradizione, Assad può essere ragionevolmente sicuro che la Russia non lo consegnerà: perlomeno finché Putin è al potere.
Le cure per la moglie
Nel maggio scorso ad Asma Assad è stata diagnosticata una forma di leucemia. Secondo varie fonti, l’ex first lady siriana si aspetta di ricevere a Mosca migliori cure mediche di quelle su cui potrebbe contare a Teheran.
Le vacanze dei figli
Dal 2015 i tre figli di Assad, il 23enne Hafez, la 21enne Zein e il 20enne Karim, hanno trascorso le vacanze estive in Crimea, la penisola ucraina sul mar Nero invasa l’anno precedente dalla Russia e successivamente annessa da Mosca. Hanno dunque familiarità con il Paese in cui ora si ritrovano a vivere e dal quale è probabile che non potranno facilmente uscire per molto tempo. Hafez, il primogenito degli Assad, ha inoltre studiato all’Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca, una delle più prestigiose università russe, gestita dal ministero degli Esteri, dalla quale escono diplomatici e politici. Anche il fratello maggiore di Assad, Basil, inizialmente predestinato per la successione al padre e morto in un incidente d’auto nel 1994, era stato addestrato in un’accademia militare in Russia, un Paese che, fin dai tempi dell’Unione Sovietica, aveva stretti legami con la Siria.
Gli investimenti immobiliari
Da anni cugini e altri parenti degli Assad hanno notoriamente acquistato proprietà per l’equivalente di decine di milioni di dollari nel lussuoso “distretto dei grattacieli” nel centro di Mosca, un modernissimo quartiere degli affari sulle rive della Moscova, il fiume che attraversa la capitale, sede del maggior numero di edifici di venti o più piani in tutta Europa. È verosimile che anche l’ex presidente Assad e la sua famiglia avessero già comprato case e altre proprietà immobiliari a Mosca, parte di un “tesoro” stimato in 2 miliardi di dollari che il Rais di Damasco avrebbe nascosto all’estero in paradisi fiscali e attraverso prestanome di comodo.
Una dacia nei sobborghi
Potrebbe essere il governo russo a fornire ad Assad, almeno nel breve termine, una residenza moscovita: non nel centro della città, bensì verosimilmente in una delle grandi dacie di Stato nei sobborghi, utilizzate sia da membri della nomenklatura politica e militare, sia per ospitare dignitari stranieri. In seguito, è probabile che Assad ne acquisti una con le vaste risorse di cui dispone. In una dacia multimilionaria fuori Mosca di sua proprietà si è ritirato l’ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich, dopo essere fuggito da Kiev nel 2014 di fronte alla “rivoluzione” di popolo di Piazza Maidan. Il clima rigido dell’inverno russo sarà ben diverso da Damasco, ma gli Assad potrebbero comprare una “seconda casa” in Crimea o a Soci, sede delle Olimpiadi invernali tenutesi in Russia dieci anni fa, dove la temperatura è assai più mite e simile a quella del Mediterraneo.
Dovunque abitino, la previsione è che Assad e la moglie manterranno un basso profilo: improbabile che si facciano vedere molto a eventi pubblici a Mosca. Anche perché i rapporti tra Bashar e Putin non sono particolarmente buoni: erano stretti alleati ma soltanto per esigenze militari, perché Assad aveva bisogno dell’assistenza russa nella guerra civile e il capo del Cremlino aveva bisogno della Siria per le sue basi navali e aeronautiche. E continua ad averne bisogno, avendo avviato contatti con i ribelli islamici ora al potere a Damasco per cercare di mantenerle. Ma non c’è mai stata amicizia o simpatia trai due leader. Ironizza una columnist inglese: Assad sarà certamente bene accolto in Russia, ma ci pensi due volte se Putin gli offre una tazza di tè.