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Medio Oriente, le notizie del 15 dicembre

Medio Oriente, le notizie del 15 dicembre
(afp)
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Siria, Al Jolani incontra l’inviato speciale Onu Pedersen

L'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Geir Pedersen, è arrivato oggi a Damasco dove ha incontrato il capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), Al-Jolani, a capo della coalizione che ha rovesciato il potere di Bashar al-Assad. Lo rende noto un comunicato del gruppo.
Abu Mohammad al-Jolani, che ora si fa chiamare con il suo vero nome, Ahmad al-Chareh, e Pedersen hanno discusso dei "cambiamenti avvenuti sulla scena politica, che rendono necessaria una revisione" della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, secondo il comunicato pubblicato su Telegram. La risoluzione adottata nel 2015 stabilisce una tabella di marcia per un regolamento politico in Siria.

(afp)

Idf: “Il cameraman di Al Jazeera ucciso era membro della Jihad islamica”

Le forze armate israeliane accusano il cameraman di Al Jazeera, Ahmed al-Louh, ucciso oggi in un attacco aereo nella Striscia di Gaza centrale, di essere stato un membro del gruppo terroristico della Jihad islamica palestinese.
In una dichiarazione, l'esercito afferma di aver effettuato un attacco con droni contro un gruppo di terroristi di Hamas e della Jihad islamica presso un centro di comando, con sede negli uffici dell'organizzazione di difesa civile di Gaza a Nuseirat.
"Il complesso è stato utilizzato dai terroristi per pianificare ed eseguire atti terroristici contro le truppe dell'Idf", afferma l'esercito.
Secondo le Idf, nell'attacco sono rimasti uccisi diversi terroristi, tra cui al-Louh, accusato di aver prestato servizio in precedenza come comandante di plotone nella brigata centrale della Jihad islamica di Gaza.
Le Idf affermano di aver adottato misure per attenuare i danni ai civili durante l'attacco, tra cui l'impiego di munizioni di precisione, sorveglianza aerea e altre informazioni di intelligence.
A gennaio, Israele ha dichiarato che un giornalista di Al Jazeera e un freelance uccisi in un attacco aereo erano terroristi. Il mese successivo, ha accusato un altro giornalista del canale, ferito in un altro attacco, di essere vice comandante di compagnia di Hamas. E a ottobre, le Idf hanno dichiarato di aver scoperto documenti a Gaza che dimostrano che sei giornalisti attivi di Al Jazeera erano operativi in Hamas e nella Jihad islamica.
Al Jazeera ha respinto fermamente le accuse di Israele, accusandolo di prendere sistematicamente di mira i dipendenti di Al Jazeera nella Striscia di Gaza.

Difesa civile di Gaza: 12 morti in attacco aereo di Israele

A Gaza l'agenzia di difesa civile, gestita da Hamas, ha riferito che un attacco aereo israeliano ha colpito una scuola, trasformata in rifugio per i palestinesi sfollati nella Striscia di Gaza meridionale in mattinata, uccidendo almeno 12 persone, tra cui bambini. Lo riporta il Times of Israel precisando che non ci sono commenti immediati da parte delle Idf (Forze di sicurezza israeliane).

Al Jazeera: “La morte del nostro cameraman a Gaza è un’uccisione mirata”

"Al Jazeera Media Network condanna con la massima fermezza l'uccisione del suo cameraman, Ahmad Baker Al-Louh, 39 anni, da parte delle forze di occupazione israeliane. È stato brutalmente ucciso in un attacco aereo che ha preso di mira una postazione della Difesa civile nell'area del mercato del campo di Al-Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale". È quanto riferisce l'emittente in un comunicato precisando che si tratta di "un'uccisione mirata da parte delle forze di occupazione israeliane a Gaza". Ahmad Baker Al-Louh "stava seguendo le operazioni di soccorso delle forze di difesa civile per una famiglia gravemente ferita in un precedente bombardamento", ricorda. Al Jazeera "esprime le sue più sincere condoglianze alla moglie e alla famiglia" e "invita tutte le organizzazioni per i diritti umani e i media a condannare l'uccisione sistematica a sangue freddo di giornalisti da parte dell'occupazione israeliana, l'evasione delle responsabilità ai sensi del diritto umanitario internazionale e a portare di fronte alla giustizia gli autori di questo crimine atroce".

Fonti Israele, accordo sugli ostaggi possibile entro Natale

Un accordo sugli ostaggi con Hamas sarà probabilmente completato entro Hanukkah, ossia la sera del 25 dicembre. Lo ha detto un funzionario israeliano al giornale Hayom, secondo quanto riporta il Times of Israel.
Per ora, tuttavia, i colloqui sono sospesi sul numero di ostaggi da liberare, secondo Channel 13. Hamas insiste nel rilasciarne molti meno di quanti ne richieda Israele, e lo Stato ebraico non è disposto a cedere.
Secondo Channel 12, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto ieri sera al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump che gli Stati Uniti devono fare pressione su Egitto e Qatar affinché a loro volta spingano Hamas a rilasciare più ostaggi.

Siria, Israele vara piano per raddoppiare la popolazione del Golan occupato. Riad denuncia sabotaggio

Il governo israeliano ha approvato all'unanimità un piano del Premier Benjamin Netanyahu per l'equivalente di 11 milioni di dollari che punta a raddoppiare la popolazione nella regione occupata del Golan e annessa da Israele, ha reso noto l'ufficio del Premier. L'Arabia saudita ha condannato il piano come atto "il proseguimento del sabotaggio dell'opportunità di ripristinare la sicurezza e la stabilità in Siria". La decisione, sottolinea Israele, "rafforza le località del Golan e dello stato di Israele". Netanyahu ha sottolineato che il suo Paese non ha "alcun interesse a confrontarsi" con la Siria. "Definiremo la politica di Israele nei confronti della Siria in funzione della realtà sul terreno", ha aggiunto. Israele occupa gran parte delle Alture del Golan dalla guerra del 1967 e ha annesso l'area nel 1981, un passo riconosciuto solo dagli Stati Uniti. Nel Golan occupato vivono al momento 23mila drusi arabi, la maggior parte dei quali mantiene la cittadinanza siriana, e 30mila israeliani.

Siria, Kallas: “Prematuro revocare le sanzioni Ue”

La Ue non revocherà le sanzioni alla Siria prima che i suoi nuovi governanti garantiscano che le minoranze non vengano perseguitate e che i diritti delle donne siano tutelati all'interno di un governo che rinneghi l'estremismo religioso. Lo ha affermato alla Reuters l'Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas.
"Una delle domande è se saremo in grado, in futuro, di guardare all'adattamento del regime di sanzioni. Ma questa non è chiaramente la domanda di oggi, ma piuttosto del futuro, dopo che avremo visto i passi compiuti", ha detto Kallas.
"La Siria affronta un futuro pieno di speranza ma incerto", ha affermato Kallas. I nuovi leader ad interim della Siria hanno lanciato "segnali positivi", ma non sono sufficienti, ha affermato. "Giudicheremo i fatti, non solo le parole", ha detto Kallas.

(reuters)

Cameraman di Al Jazeera ucciso in raid israeliano a Gaza

Il cameraman di Al Jazeera Ahmed Al-Louh è morto in seguito a un bombardamento israeliano che ha preso di mira il campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riporta la stessa emittente.

Media: colloquio Netanyahu-Trump su Gaza e Siria

Il premier israeliano Benjamin Netanyhuu ha avuto con colloquio telefonico con il presidente eletto Donald Trump, nel corso del quale i due leader hanno parlato di un possibile accordo per la liberazione degli ostaggi, della guerra contro Hamas e Gaza e della situazione in Siria. Lo riportano i media israeliani.

Siria: “Pericolosa la decisione di Israele sul Golan”

Il ministero degli Esteri siriano ha condannato lunedì la decisione di Israele di raddoppiare il numero di coloni sulle alture del Golan definendola una "escalation pericolosa e senza precedenti", ha riferito la televisione di Stato. Lo riporta Ynet.

Siria, evacuata parte del personale diplomatico

l ministero degli Esteri russo ha dichiarato di aver evacuato oggi parte del suo personale diplomatico dalla Siria, una settimana dopo la caduta di Bashar al-Assad. "Il 15 dicembre, il ritiro di parte del personale della rappresentanza (diplomatica) russa a Damasco è stato effettuato da un volo speciale dell'aviazione russa dalla base aerea di Hmeimim" in Siria, ha dichiarato il dipartimento per le situazioni di crisi del ministero su Telegram.

A Damasco riaprono le scuole e riprendono le lezioni all’università

Riprende la vita normale a Damasco a una settimana dalla caduta di Bashar Assad. Studenti e dipendenti pubblici hanno cominciato a fare ritorno alle loro istituzioni. Oggi le scuole hanno riaperto nella capitale e nei suoi dintorni. Migliaia di studenti sono tornati anche nelle aule universitarie a Damasco. Decine di loro hanno partecipato a una pulizia straordinaria dell'ateneo.

Hamas: nella Striscia di Gaza il bilancio dei morti sale a 45mila

Sfiora i 45mila morti il bilancio delle persone morte nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. Secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì in mano a Hamas, in 24 ore si sono contati 46 morti e 135 feriti, che portano il bilancio complessivo - riferiscono i media palestinesi - a 44.976 morti e 106.759 feriti. La Striscia di Gaza è da oltre un anno teatro delle operazioni militari israeliane contro Hamas, scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre dello scorso anno in Israele.

Irlanda: “Deplorevole la chiusura dell’ambasciata di Israele”

“Una decisione davvero deplorevole da parte del governo Netanyahu". Ha scritto così in un post su X il Taoiseach, Simon Harris, commentando l'annuncio di Israele sulla chiusura dell'ambasciata israeliana in Irlanda con l'accusa a Dublino di "politiche estremamente anti-israeliane". "Respingo categoricamente le affermazioni secondo cui l'Irlanda sarebbe anti-Israele. L'Irlanda è per la pace, per i diritti umani e per il diritto internazionale - aggiunge il primo ministro - L'Irlanda vuole la soluzione a due stati e che Israele e Palestina vivano in pace e sicurezza. L'Irlanda si esprimerà sempre a favore dei diritti umani e del diritto internazionale. Nulla ci distrarrà da questo".

Una decisione davvero deplorevole da parte del governo Netanyahu". Ha scritto così in un post su X il Taoiseach, Simon Harris, commentando l'annuncio di Israele sulla chiusura dell'ambasciata israeliana in Irlanda con l'accusa a Dublino di "politiche estremamente anti-israeliane". "Respingo categoricamente le affermazioni secondo cui l'Irlanda sarebbe anti-Israele. L'Irlanda è per la pace, per i diritti umani e per il diritto internazionale - aggiunge il primo ministro - L'Irlanda vuole la soluzione a due stati e che Israele e Palestina vivano in pace e sicurezza. L'Irlanda si esprimerà sempre a favore dei diritti umani e del diritto internazionale. Nulla ci distrarrà da questo".

Francia: “Martedì missione diplomatica a Damasco”

Une missione diplomatica francese sarà martedì in Siria", anche per "provare a stabilire i primi contatti" dopo la fine dell'era Assad, "valutare i bisogni urgenti della popolazione siriana" e "verificare le prime dichiarazioni delle nuove autorità". Lo ha detto Jean-Noel Barrot ai microfoni di France Inter, precisando che si tratterà di una missione di quattro diplomatici

Israele chiude l’ambasciata a Dublino: “Ha aderito all’accusa di genocidio”

Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato la chiusura dell'ambasciata israeliana a Dublino, dopo che la scorsa settimana l'Irlanda ha annunciato che si sarebbe unita alla causa del Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia per un possibile genocidio a Gaza. "L'Irlanda ha superato tutte le linee rosse nelle sue relazioni con Israele", ha dichiarato oggi il nuovo ministro degli Esteri, Gideon Saar, in un comunicato, definendo le azioni e la retorica dell'Irlanda "antisemite"

L’inviato Onu a Damasco: “Più aiuti umanitari, sistema giudiziario credibile”

La Siria del dopo-Assad ha bisogno subito di più aiuti umanitari e di un "sistema giudiziario credibile", senza "vendette". Lo ha detto da Damasco l'inviato delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, chiedendo - riporta la tv satellitare al-Jazeera - che venga fatta giustizia e vengano accertate le "responsabilità" dopo la fine del regime di Bashar al-Assad. "Dobbiamo assicurarci che tutto questo passi da un sistema giudiziario credibile", ha affermato, chiedendo anche più aiuti, "immediati", per il Paese arabo. "La Siria è attraversata da una crisi umanitaria enorme - ha affermato - Dobbiamo garantire che riceva immediatamente una maggiore assistenza umanitaria"

Idf: “Decine di terroristi uccisi in un raid sul nord di Gaza”

Decine di terroristi sono stati uccisi in un raid notturno condotto dalle truppe della Brigata Givati a Beit Hanoun, nel nord di Gaza. Lo afferma l'IDF. L'esercito - secondo quanto spiegato - ha fatto irruzione in un'area di Beit Hanoun dove c'era una "concentrazione di terroristi", in seguito a informazioni di intelligence. Durante l'operazione, che ha comportato anche attacchi aerei, sono stati uccisi decine di uomini armati e sono stati arrestati diversi altri terroristi, ha fatto sapere ancora l'Idf

Berlino: “I torturatori al servizio di Assad non si rifugino da noi”

La ministra degli Esteri tedesca ha messo in guardia chiunque sia coinvolto nelle atrocità per conto del governo siriano deposto dal cercare rifugio in Germania: in caso contrario, ha sottolineato, affronteranno "la piena forza della legge". Lo riferisce il domenicale Bild am Sonntag. La Germania è stata una delle principali destinazioni per i rifugiati siriani nell'ultimo decennio, e diverse centinaia di migliaia di cittadini siriani vivono tuttora nel Paese. In sentenze emesse a partire dal 2021, ex agenti della polizia segreta siriana sono già stati condannati in Germania per aver supervisionato o facilitato abusi su detenuti. "A tutti i torturatori al servizio dell'ex presidente Bashar Assad che potrebbero pensare di fuggire in Germania, posso solo dire chiaramente che porteremo tutti gli scagnozzi del regime a rispondere dei loro terribili crimini con tutta la forza della legge", ha dichiarato Annalena Baerbock al giornale. Baerbock ha quindi invitato le autorità di sicurezza internazionali e i servizi di intelligence a collaborare strettamente

Ministero della Sanità di Hamas: “I morti a Gaza sono 44.976”

Il bilancio dei morti a Gaza dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas è salito a quota 44.976, di cui 46 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 106.759, secondo la stessa fonte, riferisce Al Jazeera

Turchia: “7.600 profughi tornati in Siria, l'esodo continua”

Tra il 9 e il 13 dicembre 7.621 profughi siriani in Turchia hanno fatto rientro nel proprio Paese d'origine, abbandonato anni prima a causa della guerra. A rendere noti i numeri relativi il rientro a casa dei siriani è stato il ministro degli Interni, Ali Yerlikaya, che ha specificato che tra i profughi siriani residenti in Turchia 1 milione 247 mila sono originari di Aleppo. Questa è di gran lunga la comunità più numerosa. Sono infatti 189 mila i profughi originari di Idlib, 107 mila di Deyr e Zor, 104 mila di Hama, 89 mila di Damasco e 70 mila di Homs. Meno consistenti le comunità provenienti dal resto del Paese, mentre, sempre secondo il ministro degli Interni, in questi anni sono poco più di 87 mila i bambini nati in Turchia da famiglie siriane. Prosegue comunque il flusso di siriani in uscita e anche oggi non mancano le immagini di lunghe file ai valichi di Cilvegozu, Yayladagi e Zeytindali, situati nella provincia di Hatay. La gendarmeria e la Croce rossa turca stanno dando la precedenza a famiglie con donne e bambini e fornendo assistenza alle lunghe file di profughi in attesa di tornare a casa

Iran, capo pasdaran: “Israele sarà sepolto in Siria”

L'occupazione del territorio siriano da parte di Israele è insopportabile e il regime pagherà un prezzo pesante e sarà sepolto nelle terre siriane per questa aggressione, ma per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di un pò di tempo": lo ha detto oggi il comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hossein Salami. "Oggi, dopo la caduta del governo siriano, sotto la guida di Bashar al-Assad, si stanno verificando eventi sfortunati nel Paese. Infatti, le potenze straniere che hanno creato l'incendio in Siria, come lupi affamati, hanno assalito un cervo solitario, strappandogli ogni pezzo del corpo", ha aggiunto Salami, citato dall'Irna

L’inviato dell’Onu Pedersen è arrivato a Damasco

L'inviato delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, è arrivato a Damasco. Lo ha reso noto il suo portavoce senza rivelare il suo programma. "E' appena arrivato" e "dovrebbe parlare al suo arrivo", ha detto all'Afp Jenifer Fenton, senza però specificare se avrebbe incontrato Abu Muhammad al-Jolani, il leader della coalizione armata dominata dagli islamici che ha preso il potere in Siria. Pedersen aveva chiesto nei giorni scorsi l'istituzione di una transizione "inclusiva" per evitare una "nuova guerra civile" in Siria. Ieri, in Giordania, paese confinante con la Siria, ha partecipato a colloqui che hanno riunito diplomatici americani, arabi, europei e turchi, che hanno convenuto che il processo di transizione deve "essere guidato dagli stessi siriani e raggiungere un processo inclusivo e inclusivo"

Turchia: “Pronti a fornire addestramento al nuovo esercito siriano se Damasco lo chiede”

La Turchia è pronta a fornire addestramento all'esercito siriano qualora il nuovo governo di Damasco dovesse richiedere la collaborazione di Ankara. La disponibilità del governo turco è arrivata dal ministro della Difesa Yasar Guler, che ha così ribadito la vicinanza della Turchia alla Siria nata dalla fine del regime della famiglia Assad. "E' giusto che il nuovo governo sia sostenuto dai Paesi vicini e gli sia concessa una possibilità. La Turchia farà la propria parte, siamo pronti a fornire addestramento al nuovo esercito siriano se Damasco dovesse chiedercelo", ha detto Guler.Il ministro turco ha poi ribadito la linea della tolleranza zero nei confronti delle milizie separatiste curde di Ypg: "O spariscono loro o le faremo sparire".

L’allarme dell’ong: “In Siria milioni di munizioni e mine inesplose, mai visto nulla di simile”

Milioni di munizioni e mine terrestri inesplose. Quello che rimane sul campo dal conflitto esploso in Siria 13 anni fa, dopo l'inizio di proteste antigovernative soffocate in una sanguinosa repressione, rappresenta un nuovo pericolo per le decine di migliaia di siriani che tornano a casa dopo la fine del regime assadista. Vaste aree del Paese arabo sono disseminate di ordigni inesplosi, che rappresentano una grave minaccia, ha lanciato l'allarme l'organizzazione Halo Trust, che chiede l'intervento della comunità internazionale per la bonifica del territorio. Anche perché, tra l'altro, c'è sempre il rischio che le piccole munizioni sembrino giocattoli ai bambini. "Non ho mai visto nulla di simile - dice Damian O'Brien, responsabile del programma Siria del gruppo che si occupa di bonifica e distruzione di mine e altri ordigni inesplosi - Decine di migliaia di persone passano quotidianamente da zone pesantemente minate, con inutili incidenti letali". Secondo Halo, esplosivi sono nascosti in terreni diversi, anche campi, in piccole località e città, molti nella Siria occidentale, anche intorno a città come Aleppo, Homs e Damasco. E i siriani che rientrano in patria dal Libano e dalla Turchia attraversano aree in cui si ritiene le concentrazioni siano elevate

Media: “Almeno 14 morti in nuovi raid di Israele su Gaza”

Almeno 14 persone sono rimaste uccise e altre 30 ferite, tra cui donne e bambini, in seguito a una serie di attacchi aerei israeliani su Gaza avvenuti questa mattina: lo riferiscono l'agenzia palestinese Wafa e Al Jazeera.
Secondo le testimonianze, uno dei raid più letali si è verificato nella città di Izbat Beit Hanoun, nel nord di Gaza, dove è stata colpita una tenda che ospitava sfollati. In un altro attacco, un proiettile dell'artiglieria israeliana ha centrato un'area residenziale, a Beit Hanoun, uccidendo un uomo, la moglie e due figlie. Gli altri attacchi sono avvenuti a ovest e nel centro di Gaza City

Media: “Netanyahu ha parlato con Trump dell’accordo sugli ostaggi”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto nella notte un colloquio telefonico con il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo scrive il sito di notizie israeliano Ynet, secondo cui Netanyahu e Trump hanno parlato del conflitto nella Striscia di Gaza e del possibile accordo per la liberazione degli ostaggi trattenuti da oltre un anno nell'enclave palestinese. Al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali ma la notizia del colloquio tra il premier israeliano e il tycoon viene rilanciata anche dal Times of Israel che cita inoltre la situazione in Siria, dopo la fine dell'era Assad, tra i temi affrontati

Siria, al-Jolani: “Curdi torneranno in zone dominate da Ankara”

Il leader della coalizione di ribelli che ha rovesciato il regime di Bashar al Assad, Abu Mohamed al Jolani, ha promesso al popolo curdo siriano di farlo ritornare nelle zone finora dominate dalla Turchia e dai ribelli siriani filo-turchi. "I curdi fanno parte della patria. Sono stati sottoposti a grandi ingiustizie, come noi, e se Dio vuole, l'ingiustizia sarà eliminata. Se Dio vuole, nella prossima Siria, i curdi saranno fondamentali. Vivremo insieme, se Dio vuole, e tutti otterranno i loro diritti per legge. Da oggi non ci saranno più ingiustizie contro il nostro popolo curdo", ha detto in un video pubblicato sul resoconto ufficiale del Comando delle operazioni militari. La leadership politica dell'autoproclamata Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell'Est ha ribadito ieri il suo appello per un cessate il fuoco generale con gli insorti che hanno rovesciato il regime di Al Assad e ha chiesto di lavorare per un futuro "unificato" democratico" per il Paese.

Media: timori di Israele per la Giordania, vertici degli 007 in visita segreta

Il capo dello Shin Bet Ronen Bar e il capo della direzione dell'intelligence militare delle Idf, il maggiore generale Shlomi Binder, hanno visitato segretamente la Giordania e hanno tenuto colloqui venerdì con i generali del Paese sulla situazione in Siria, lo riportano i media israeliani secondo cui Israele teme che i gruppi estremisti nel Paese possano essere ispirati dal rapido rovesciamento del regime di Assad da parte dei ribelli siriani per estromettere il sovrano del Regno hashemita, re Abdullah II. Il sito di notizie Walla afferma che i colloqui si sono tenuti con Ahmad Husni, direttore del dipartimento di intelligence generale, e con altri alti ufficiali giordani. Citando tre alti ufficiali israeliani, il sito riferisce che le parti hanno anche discusso della crescente minaccia del contrabbando di armi dall'Iran attraverso la Giordania ai gruppi terroristici palestinesi in Cisgiordania. Walla riferisce anche che la Giordania è un mediatore centrale tra Israele e i gruppi di opposizione siriani che attualmente lavorano alla formazione di un governo di transizione. Citando fonti israeliane di alto livello, l'emittente Kan riferisce che alti funzionari israeliani, tra cui quelli del gabinetto di sicurezza, hanno discusso la possibilità che quanto accaduto in Siria si ripeta in Giordania, il che avrebbe importanti implicazioni per Israele, il cui confine terrestre più lungo è proprio con questo Paese.

Israele, migliaia tornano in piazza per chiedere accordo sugli ostaggi

Migliaia di persone sono tornate a manifestare ieri sera in diverse città di Israele per mantenere la pressione sul governo affinché ottenga il rilascio degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza.
Circa 2.000 persone si sono radunate fuori dal quartier generale dell'esercito a Tel Aviv per inveire contro il governo e chiedere un accordo sugli ostaggi, scrive il Times of Israel. Tra loro, Einav Zangauker, madre di uno degli ostaggi, Matan Zangauker, ancora in mano ad Hamas. La donna ha parlato in pubblico e ha accusto il primo ministro Benjamin Netanyahu di aver deliberatamente fatto deragliare i negoziati: sarò il tuo "peggior incubo" se non riuscirai a riportare indietro vivo mio figlio, ha detto la donna.
"Hai detto che sei impegnato a riportare tutti i prigionieri a casa, ma stai pianificando di riportarne solo pochi e uccidere il resto con la pressione militare", ha proseguito. "Non ti sto minacciando, ti sto solo dicendo che non avrai perdono, né clemenza".

(reuters)

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